Le Cronache Lucane

I SALUTI DI VINCENZO SPADAFORA

Il prossimo Governo avrà anche il compito di approvare il Decreto Ristori cinque, che è già scritto e darà respiro a milioni di cittadini alle prese con difficoltà economiche a causa delle restrizioni dovuto al Coronavirus

INIZIANO I SALUTI ISTITUZIONALI 

Ex ministro VINCENZO SPADAFORA (M5S)


Quando diciassette mesi fa ho giurato come ministro per le Politiche giovanili e lo Sport eravamo in un’altra era, in un momento completamente diverso da questo.

Per molti anni avevo seguito le questioni relative ai diritti dell’infanzia e dei giovani, è sempre stato il centro del mio impegno. Non conoscevo invece il mondo dello sport, al quale mi sono avvicinato con curiosità, rispetto e attenzione.

I primi mesi sono stati entusiasmanti, su entrambi i fronti. Ricordo la gioia di presenziare alla storica vittoria della Ferrari a Monza dopo nove anni, ad esempio.

Poi, un anno fa, l’esplosione della pandemia, il lockdown, i sacrifici chiesti a tutti i cittadini. Siamo entrati in una fase drammatica, abbiamo dovuto prendere decisioni dolorose e dalle conseguenze gravi ma inevitabili, a partire dalle chiusure.

In questi mesi abbiamo lavorato moltissimo per dare sostegno a tutto il mondo dello sport, con i limiti del caso, sicuramente, ma facendo il massimo possibile. Stesso impegno sul fronte delle politiche giovanili: il lancio della piattaforma Giovani2030 e della Carta Giovani, tra le altre cose, e il numero più alto di posti per volontari del Servizio Civile degli ultimi anni.

Il lavoro forse più delicato e più importante è stato quello di dare attuazione alla riforma dello Sport, cinque decreti sui quali per un anno abbiamo discusso con tutte le componenti, a tutti i livelli, per arrivare a un risultato condiviso e che rappresentasse davvero un avanzamento sociale e culturale. Sono norme innovative che riguardano molti temi, a partire dal professionismo femminile, dalla possibilità per i paralimpici di entrare nei corpi civili e militari, e soprattutto diritti e tutele che diano finalmente la giusta dignità ai lavoratori dello sport.

I decreti sono stati votati in Consiglio dei Ministri, hanno avuto l’intesa nella Conferenza Stato Regioni, e sono ora in Parlamento per il parere delle Commissioni Cultura di Camera e Senato: erano previste in questi giorni, ma a causa della crisi le riunioni sono state sconvocate. Dopo il parere delle Commissioni andranno portati nuovamente in Consiglio dei Ministri per il via libera definitivo che deve arrivare entro e non oltre il 28 febbraio, altrimenti la delega scadrà ed il mondo dello sport perderà una occasione unica.

Mi auguro che la prossima settimana le Commissioni possano esprimere il proprio parere, mi appello ai deputati e ai senatori che ora hanno la responsabilità di portare a termine nei tempi previsti un percorso importante.

Consegnerò al mio successore un lavoro di fatto completato e basterà solo ripresentarlo al Consiglio dei Ministri e apporvi la firma!

Il prossimo Governo avrà anche il compito di approvare il Decreto Ristori cinque, che è già scritto e darà respiro a milioni di cittadini alle prese con difficoltà economiche a causa delle restrizioni dovuto al Coronavirus.

In questi mesi ho provato a rispondere alle tante istanze che quotidianamente ho raccolto da ciascuno di voi.
Lascio ad altri il testimone sperando che non si perda il lavoro fatto finora e ringrazio tutti coloro che mi hanno accompagnato in questo meraviglioso percorso che non dimenticherò mai.

Grazie a tutti, davvero.

Ex ministro VINCENZO SPADAFORA (M5S)
“Non conoscevo il mondo dello sport”

Una frase che in tutta onestà ho ripetuto più volte, ma solo ieri è diventata argomento di dibattito, animando le più disparate e ridicole strumentalizzazioni.

Fare il Ministro significa avere una visione, una strategia per la crescita del settore di cui ci si occupa; significa elaborare idee e proposte, avere la capacità di gestire la complessità di un Ministero, indirizzare efficacemente i propri uffici per la elaborazione di norme e decreti e per l’attuazione di provvedimenti che devono risolvere i problemi dei cittadini.

Fare il Ministro significa saper ascoltare, confrontarsi con tutte le parti coinvolte e poi decidere, assumersi responsabilità, a volte anche impopolari, avendo sempre come unico obiettivo il bene superiore del Paese e dei cittadini.

Un Ministro dello Sport non deve allenare le squadre, non deve giocare a calcetto, non deve gestire un impianto sportivo, non deve gareggiare alle Olimpiadi…deve garantire che allenatori, giocatori, gestori, campioni e tutti gli altri soggetti siano sostenuti e facilitati nel loro impegno. Prima che scoppiasse la pandemia, per conoscere più da vicino le necessità e i bisogni del mondo dello Sport, ho incontrato le realtà del territorio e delle periferie, in giro per tutta Italia, confrontandomi con i protagonisti ad ogni livello.

Sono diventato Ministro a 45 anni, dopo 27 anni di esperienze lavorative nel mondo delle Organizzazioni sociali e della Pubblica Amministrazione, dopo aver guidato per 4 anni una delle più importanti Organizzazioni internazionali umanitarie, dopo aver dato vita ad una vera e propria “start-up istituzionale” come l’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, costruita da zero essendo stato io il primo Garante, dopo essere stato per 15 mesi Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Grazie a questa lunga esperienza, sono entrato al Ministero delle Politiche Giovanili e lo Sport avendo una idea chiara di come avviare il motore di un’auto complessa e, grazie anche ad una squadra eccellente che ho voluto al mio fianco, abbiamo lavorato senza sosta nel periodo più difficile dal dopoguerra ad oggi.

Poi, possiamo discutere sul fatto che si potesse fare di più e meglio, come sempre.

Il primo atto che ho firmato da Ministro dello Sport (non proveniente dal mondo dello Sport…) è stata la Legge Olimpica che permetterà la realizzazione delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, il penultimo i Decreti di Riforma dello Sport (con norme attese da molti anni) e l’ultimo il “Decreto CIO” per dare autonomia al CONI (problema creato da una legge del mio predecessore che, per la cronaca, è un economista…).

Mai come in questi 17 mesi si sono fatte così tante cose per lo Sport, si è cercato di rivoluzionare un mondo, dando priorità allo sport di base e diritti a tanti lavoratori dimenticati.

Non provengo dal mondo dello Sport?

Vero ma per me, invece, proprio questo ha rappresentato un elemento di forza.

Partire da una posizione super partes, non avere amicizie e interessi, mi ha permesso infatti di non essere mai fazioso nei confronti di nessuno e di avere come unico interesse quello dello Stato, della cosa pubblica intesa nel suo senso più alto.

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