Una virulenta egemonia dell’ideologia femminista ha oscurato la sofferenza di centinaia di migliaia di uomini separati che, al dolore sentimentale per la perdita della famiglia, sommano spesso enormi difficoltà economiche e umiliazioni psicologiche. Una legislazione e una pubblicistica assai ostili all’universo maschile hanno fatto passare il concetto che è giusto che i padri di famiglia meno abbienti finiscano, all’indomani della separazione, sotto ai ponti, altrimenti non si spiega come mai non si faccia nulla per evitare che vivano come clochard per il solo fatto di aver scelto, insieme alla madre dei loro figli, di porre termine a un progetto sentimentale. Faccio questa premessa per dire che sono assai felice che il Comune di Potenza abbia deciso, attraverso un’iniziativa coordinata dall’Assessore alla Programmazione e al Patrimonio Giuseppe Giuzio, di mettere a disposizione mini-appartamenti per quanti in questo momento abbiano difficoltà a pagare un affitto, magari in seguito a un lutto, a una separazione o alla perdita del lavoro. Trovo questa norma di grande civiltà, soprattutto perché potrebbe dare respiro a tutti quei padri separati che sono costretti, dopo aver versato mensilmente quasi tutto lo stipendio per mantenere i figli, a vivere in giro come cani randagi, magari facendosi ospitare da qualche amico. Non credo che a Potenza ci siano casi estremi come qui a Roma, dove non sono pochi i padri separati che vivono in macchina – ed è una vergogna che vorrei denunciare con tutto il fiato che ho in corpo –, ma penso che non siano pochi i padri separati a essere in affanno, e a non avere nemmeno un posto dove ospitare i loro figli “nei giorni che tocca a loro”. Le donne vanno tutelate in tutti i modi, e grave sarebbe se non fosse così. Ma ora è giunto il momento di tutelare anche gli uomini – e iniziative come queste del Comune di Potenza fanno ben sperare.
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