Le Cronache Lucane

UN GIOVANE CANTAUTORE CONTRO LE TRIVELLE

Lettere lucane

Sta girando molto un brano di Alberto Giovinazzo, giovane cantautore lucano originario di San Chirico Raparo. È intitolato “Pastori di greggio”, e ha trionfato all’ultima edizione del Cantagiro. Sollecitato da più amici ad ascoltarla, anche se non ho particolari competenze musicali, ammetto di averla trovata di buona fattura e gradevole all’ascolto, anche tenendo conto del fatto che l’ha scritta un ragazzo di appena diciott’anni, sia pure di notevole cultura musicale – sono certo che farà strada e che scriverà canzoni significative. Eppure qualcosa mi ha disturbato, di “Pastori di greggio”. E ovviamente ha a che fare con il testo, che ritengo sbagliato. Anche nelle dichiarazioni che hanno accompagnato il lancio della canzone su “RepTv” ho trovato qualcosa che mi ha immediatamente disturbato: “’Pastori di greggio’ – spiegano gli autori – non vuole essere soltanto una canzone, bensì un progetto civile che parli della triste situazione ambientale che la Basilicata sta attraversando a causa dei giacimenti petroliferi presenti nel territorio”. Perché dunque queste dichiarazioni ambientaliste mi hanno disturbato? Per due motivi: primo, perché ritengo la Basilicata tra le regioni meno inquinate d’Italia; secondo, perché considero troppo frettolosa l’analisi sull’inquinamento in Basilicata. Nonostante lo straordinario sviluppo economico dell’Italia del ‘900, la Basilicata ha pagato un prezzo relativo all’industrializzazione, rimanendo in gran parte incontaminata. Ovviamente anche in Basilicata ci sono state e ci sono esperienze industriali a impatto ambientale rilevante – Val Basento, Fca, petrolio, ecc. –, ma nel complesso la regione non può essere definita deturpata, anche perché è molto estesa, e ha al suo interno parchi nazionali e a aree protette. Al di là di questo, però, tengo a fare pubblicamente gli auguri a questo giovanissimo cantautore lucano.
diconsoli@lecronache.info

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