Le Cronache Lucane

«3MILA TAMPONI AL GIORNO»: LO SLOGAN DI BARDI SALVATO DALLA PROROGA SUA-RB

Il governatore amministra profetizzando e col “meglio tardi che mai”: l’appalto dell’annuncio è andato deserto

Se non fosse stato per l’ulteriore appalto da oltre 2milioni di euro indetto dalla Stazione unica appaltante della Regione Basilicata (Sua-RB), la promessa del governatore Bardi risalente a 15 giorni fa, «3 mila tamponi Covid-19 al giorno», avrebbe dovuto attendere altro tempo ancora per raggiungere la realizzazione. Tempo che comunque servirà. Ad ogni modo, come al solito, Bardi nell’occasione, era il 20 ottobre scorso, ha mostrato sicurezza senza averne validi motivi a fondamento della stessa. Il giorno successivo, il 21, precisamente alle 10, scadeva il termine ultimo per la presentazione delle offerte relative alla mega gara tamponi. Veniva quasi da pensare che il governatore fosse andato a spiare in Sua-RB e dalle informazioni acquisite avesse fatto derivare l’annuncio pubblico. Invece, no. Non aveva nessuna garanzia di quanto promesso, il suo era soltanto uno slogan politico. La comunicazione ufficiale è attesa a giorni, ma è come se lo fosse: la conclusione di quell’appalto senza previa pubblicazione del bando e dall’importo a base di gara di 1milione e 320mila euro, sarà rappresentata dalla «dichiarazione di procedura deserta». Ciò poichè alla data di scadenza per la presentazione delle offerte, «non sono pervenute candidature sul portale telematico per la gestione delle gare». Anche il primo appalto, indetto nel settembre scorso e per lo stesso importo, era stato dichiarato deserto per uguale motivazione.

Di tamponi per il Coronavirus, data l’attuale recrudescenza della diffusione del contagio e «l’aggravamento generale de contesto delle criticità emergenziali», in questo momento la Basilicata, non per risolvere la problematica, ma per dotarsi di uno strumento di gestione in più, ne ha necessità urgente. Date le 2 gare deserte consequenziali, 2 giorni dopo la promessa di Bardi, in Sua-RB hanno cercato di rendere più appetibile l’appalto tramite «l’aumento dell’importo a base d’asta» che, sempre attingendo dai fondi europei, è stato aumentato fino a 2milioni e 440mila euro. C’è mancato poco che anche quest’ulteriore appalto, nello specifico per «l’esecuzione di 263mila e 200 test nel corso dell’intera durata contrattuale fissata in 1 anno, estendibile per un ulteriore anno», fosse dichiarato deserto. I due sistemi per la processazione dei tamponi Covid-19 dovrebbero essere installati nei laboratori dell’Asp di Potenza ubicati l’uno presso il presidio ospedaliero distrettuale di Chiaromonte e l’altro presso quello di Venosa. Da considerare che la ditta vincitrice avrà comunque «5 settimane dalla data di aggiudicazione», per completare l’installazione delle attrezzature. Manca l’aggiudicazione, ma l’appalto non è andato deserto. Ma se non è andato deserto è soltanto per l’escamotage utilizzato dalla SuaRB. L’ultimatum per partecipare sarebbe dovuto scadere, come originariamente previsto, lunedì scorso. Il venerdì precedente, vedendo forse le nubi avanzare dall’orizzonte, la trovata: «a seguito di richieste pervenute dagli operatori economici invitati, il termine per la presentazione delle offerte è prorogato al 5 novembre».

Da tutta Italia, tra cui 6 lucane, complessivamente 63 ditte sono state invitate a partecipare. Tra queste soltanto una, il 4 novembre, ha presentato la propria proposta economica: la Eurospital SpA di Trieste. L’offerta è stata ammessa, di conseguenza a breve dovrebbe venir ufficializzata l’aggiudicazione. Il documento della Commissione europea che sui tecnicismi riguardo all’uso dei Fondi Ue per «accelerare e migliorare la risposta» sanitaria all’emergenza Covid-19, la Basilicata lo ha ricevuto a marzo scorso, già da mesi, inoltre, come è stato detto con vanto alla stessa conferenza del 20 ottobre, Bardi, il Dg Esposito e l’assessore Leone, “ben”, o meglio mal, avevano previsto la “seconda ondata” autunnale già da questa estate, eppure ad oggi la mega fornitura di tamponi, che è uno degli elementi gestionali dell’epidemia, manca. Forse, grazie alla proroga della scadenza che ha evitato la terza gara deserta di seguito, considerando, però, anche le «5 settimane» citate, soltanto adesso la vicenda pare prossima allo sbocco. Bisogna accontentarsi del “meglio tardi che mai”, in quanto è evidente che al di là delle singole tematiche lucane in relazione al Coronavirus, il governo regionale può prevedere ciò che vuole, ma la programmazione è assente. Per le profezie, bastava e basta Cassandra.

Ferdinando Moliterni

3807454583

Le Cronache Lucane