Le Cronache Lucane

SU CARIELLO LA SCURE DELL’ANTIMAFIA

Il consigliere regionale della Lega accusato di abuso d’ufficio e altro. La furia di Salvini dopo la notizia

È accusato di abuso d’ufficio e di aver agevolato un’associazione mafiosa il consigliere regionale della Lega Pasquale Cariello. Sono stati i carabinieri di Matera a notificargli l’avviso firmato dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza e a eseguire la perquisizione all’interno della sua abitazione e dei suoi uffici nel palazzo del Consiglio regionale. Le indagini guidate dal procuratore Francesco Curcio mirano a fare luce sull’attività di Cariello quando era consigliere comunale  a Scanzano dove alle elezioni amministrative è stato candidato sindaco nella lista “Scanzano viva”. Da allora è stato tra i banchi dell’opposizione fino a marzo 2019 quando è stato eletto al Consiglio regionale di Basilicata nella lista “Lega Salvini Basilicata” con 3016 preferenze.

Su Cariello si sarebbero addensati sospetti per fatti che sarebbero avvenuti nel 2018 prima che il comune di Scanzano venisse sciolto per infiltrazioni mafiose. Il lavoro della commissione di indagine che ha portato al commissariamento dell’ente, portò alla luce il legame tra alcuni membri della pubblica amministrazione e gli esponenti della criminalità organizzata che avrebbe così potuto condizionare l’andamento dell’ente. Poco dopo la diffusione della notizia il gruppo consiliare della Lega alla Regione Basilicata ha espresso tramite una nota fiducia nell’operato della magistratura e sostegno al collega Cariello. Stessa cosa fatta dai componenti del gruppo di Forza Italia.

La bufera su Cariello avrebbe innescato anche una serie di malumori tra i vertici romani del Carroccio. Lo stesso Salvini si sarebbe adirato con il senatore lucano Pepe per averlo mandato più volte a sostenere Cariello e per averlo fatto partecipare a diversi incontri proprio in un comune sciolto per mafia. Per Cariello il momento non si prospetta decisamente dei migliori, nonostante sia uno dei consiglieri preferiti dal governatore Bardi questa vicenda giudiziaria fa sfumare del tutto ogni possibilità di una sua entrata in Giunta come assessore.

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