Le Cronache Lucane

“UN PIANO VERDE PER POTENZA”

Leon: “sensibilità e attenzione dell’Ordine rispetto ai lavori accademici, concretizzato in un dibattitto e uno studio del territorio”

Si è tenuto sulla piattaforma webinar un seminario dal nome “Un piano del verde per Potenza”.

Organizzato dall’Ordine degli Architetti della Provincia di Potenza, ha visto coinvolti numerosi accademici (Università Federico II di Napoli, Università della Basilicata), l’intera rete professionale (Ordine degli Ingegneri, dei Geologi, degli Agronomi e forestali), numerosi esperti del settore ed è stato seguito in diretta da circa 180 professionisti.

Esso si è concluso con le importanti considerazioni del primo cittadino di Potenza, il Sindaco Mario Guarente, che ha considerato i temi affrontati di estremo interesse, assumendosi l’impegno di organizzare, in un prossimo futuro, un tavolo di lavoro dove gli Ordini e le Università potranno essere concretamente coinvolti.

Il seminario che ha proposto un dibattito ed un approfondimento sul tema del verde urbano, è scaturito da un lavoro di tesi di Laurea in Pianificazione Territoriale Urbanistica e Paesaggistico-Ambientale svolto da Monica Mauro, cittadina di Potenza, che ha visto come relatrice la professoressa Emanuela Coppola, docente di Urbanistica, e come correlatrice la professoressa Chiara Cirillo, docente di Agraria, entrambe dell’Università Federico II di Napoli.

“Da un lato, quindi, il tema del Piano del Verde, con tutte le sue declinazioni multidisciplinari, tanto attuali in questa nostra delicata fase di transizione e conversione ecologica e di pandemia mondiale, dall’altro, la possibilità di promuovere, all’interno dell’attività di formazione professionale permanente, un contenuto di una tesi di laurea, sono
stati due validi motivi che hanno portato l’Ordine degli Architetti della Provincia di Potenza a rafforzare ancora di più il ruolo di giusta connessione tra mondo universitario e mondo professionale – ha dichiarato il Presidente Arch. Gerardo Antonio Leon- Tale sensibilità e tale attenzione dell’Ordine, rispetto ai lavori accademici (spesso rischiano di restare celati – tristemente – nei cassetti senza una loro giusta promozione), si è concretizzato, di fatto, in un dibattitto di approfondimento che ha riguardato, da un lato un tema  generale (quello del verde urbano e delle infrastrutture verdi) e dall’altro ha promosso uno studio per valorizzare il nostro territorio”.

Il lavoro di tesi sperimentale ha nello specifico analizzato e proposto tutti i contenuti principali di una possibile pianificazione/programmazione/gestione con l’obiettivo di elaborare una strategia di Piano del Verde per Potenza.

Partendo infatti da una descrizione più generale sulle infrastrutture verdi e le reti ecologiche, la “tesi” ha analizzato le aree verdi in Basilicata e a Potenza, le problematiche ambientali legate al territorio potentinoe ha proposto soluzioni adattive e strategiche per lo sviluppo futuro della città, la cui risorsa primaria è
legata prevalentemente al verde urbano e alle aree boschive del periurbano.

Punto di partenza dell’indagine è stata l’analisi del sistema delle infrastrutture verdi e blu esistenti a Potenza partendo da una classificazione del verde urbano (pubblico, privato, ferroviario, stradale), delle sue funzioni (ricreativa, sportiva, scolastica, ecclesiastica, ecc) e dei grandi parchi urbani e extra urbani
(S.Antonio La Macchia, Parco Elisa Claps e Parco del Rossellino) che fanno da cornice ad alcuni elementi di rilievo storico-culturale come la Villa di S. Maria e la Villa del Prefetto.

E’ stato predisposto, in ottemperanza alla L. 10/2013, un censimento del Verde costruendo un’apposita banca-dati Gis. Il concept del Piano del Verde mira a ripristinare una maggiore connessione di Potenza con i comuni limitrofi di Pignola, Abriola, Calvello fino all’alta Val d’Agri con il comune di Laurenzana (Parco Regionale di Gallipoli Cognato) fino al Lago di Pantano e il torrente Camastra con l’omonima diga.

La continuità del sistema avviene anche con la previsione di riattivare l’ex linea ferroviaria dismessa che collegava Potenza con Laurenzana (12 fermate per
42 km). Nell’ambito urbano di Potenza, inoltre, il Piano del Verde proposto non rappresenta solo la creazione di greenways che creano un sistema integrato di connessione dei parchi e delle aree pubbliche urbane e periurbane ma anche di nuovi percorsi pedonali e ciclopedonali che mirano a migliorare l’accessibilità alle aree verdi presenti in città.

Non a caso è stato analizzato il sistema di accessibilità stradale e ferroviaria, le tratte degli autobus (studiandone anche i tempi di percorrenza e la frequenza), i
collegamenti verticali che hanno assegnato a Potenza l’appellativo di “Città delle 100 scale”, le aree di parcheggio, esistenti e previsti dal P.O., ma anche un’analisi inerenti le isole di calore urbana e gli allagamenti (verde tecnologico), in quanto, come previsto dalle Linee guida per la gestione del verde
urbano del Ministero dell’Ambiente (2017), oltre alle tipologie di verde classificate ai fini statistici, vanno
aggiunti in un piano del verde anche il verde di connessione ecologica, quello di mitigazione e quello
tecnologico per aumentare i tempi di corrivazione e le aree deputate alla fitodepurazione.

Il territorio potentino risulta infatti particolarmente esposto a rischio idraulico e idrogeologico, soprattutto nella zona
sud-occidentale per la presenza del fiume Basento e del torrente Gallitello. Il piano proposto propone
anche tre affondi progettuali: uno inerente l’area di una villa romana in località Malvaccaro, per migliorarne
la sua attrattività turistica; il parco fluviale del Basento con l’area dell’ex Cip Zoo che si vuole riconnettere al
parco fluviale e assegnargli una nuova centralità; l’ex ferrovia Potenza-Laurenzana, come nuova ciclovia di
connessione; e la riconfigurazione del Parco Miralles al “Serpentone”.

I contenuti di tale lavoro sono stati approfonditi con grande attenzione dai relatori che hanno partecipato
al seminario e che hanno prodotto nelle loro considerazioni, attraverso le loro disamine, ulteriori spunti di
riflessione e importanti proposte programmatiche. Il tema del verde urbano e delle infrastrutture verdi
sono stato declinati, grazie a questi contributi, in tutte le loro componenti strutturanti che risultano legate
ai temi generali del cambiamento climatico, della resilienza urbana, della sicurezza urbana, della alla
socialità urbana, ovvero della grande sfida del XXI secolo che è quella della transizione e conversione
ecologica delle nostre città.

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