Le Cronache Lucane

EOLICO: VARIANTE PROGETTO SU MONTE RAITIELLO

Meno torri, ma più grandi: modifiche anche alle opere accessorie, tra Muro, Bella, Balvano e Baragiano

Si tratta di una modifica progettuale «sul territorio comunale di Muro Lucano e opere accessorie nei comuni di Bella, Balvano e Baragiano». Sarebbe questa l’ultima novità sul fronte dell’energia rinnovabile in un’area già presa di mira pesantemente dalle “compagnie del vento”, ma che vede però battagliare le Associazioni in difesa del territorio.
Questa volta si tratta dell’«impianto denominato “Monte Raitiello” autorizzato con DGR n. 1415 del 23.10.2012 della Regione Basilicata per una potenza complessiva di 80 MW», la cui scadenza per la presentazione delle Osservazioni è fissata al 29 novembre prossimo. Tempi stretti dunque per obiettare che vengano “piantati” 16 aerogeneratori (benché il progetto originario fosse di 25).
«Oggetto del presente studio è la modifica progettuale proposta dalla Società – si evince dal documento del preliminare ambientale- Il progetto definitivo autorizzato con DGR n. 1415 del 23 ottobre 2012 emanato dalla Regione Basilicata prevedeva la costruzione e l’esercizio di un parco eolico per la produzione di energia elettrica, di potenza nominale pari a 55,80 MW costituito da 25 aerogeneratori (Parco Eolico) di cui n°18 (da 2,00 MW di potenza ognuna), n°6 (da 3,00 MW di potenza ognuna) e n°1 (da 1,80 MW di potenza ognuna), da ubicare alla località “Monte Raitiello” in agro del Comune di Muro Lucano e delle relative opere connesse ed infrastrutture indispensabili di collegamento (impianti di rete e di utenza) alla RTN gestita da Terna Rete Italia S.r.l. localizzate nel Comune di Balvano».

Ma cosa è cambiato? «Rispetto al progetto autorizzato, la presente proposta di ottimizzazione, in estrema sintesi, consiste nella riduzione del numero di aerogeneratori, da 25 a 16, e delle relative piazzole e opere di fondazione –si legge ancora nella documentazione- nel cambio di tipologia di tutti gli aerogeneratori (passaggio dal modello Vesta V90 con diametro 90 m e altezza al mozzo 95 m, al modello Vestas V150 con diametro 150m e altezza al mozzo 105 m); nel riposizionamento degli aerogeneratori all’interno dello stesso areale interessato dal progetto autorizzato nel rispetto dei vincoli e delle interdistanze tra turbine ottimizzando al massimo la producibilità attesa; nella riduzione delle opere di nuova viabilità (da 9,5 km a 9,3 km); nella ottimizzazione dello sviluppo dei cavidotti e riduzione della lunghezza del cavidotto esterno riducendo l’interessamento di aree vincolare e la posa lungo viabilità principale; nell’eliminazione della cabina di raccolta; nella riduzione dell’ingombro della sottostazione di utenza di trasformazione (da 3000 mq a 1500 mq) ed ottimizzazione della relativa configurazione elettromeccanica interna».

Trattandosi di un impianto con potenza superiore a 30 MW, «la società Monte Raitiello, in considerazione delle ottimizzazioni introdotte al progetto autorizzato e, quindi, della riduzione degli impatti ambientali determinati dagli adeguamenti tecnici apportati, ha richiesto alla Direzione Generale per le Valutazioni e le Autorizzazione Ambientali del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare l’espletamento di una valutazione».
«Il progetto –incalza il documento- non interessa Aree Naturali Protette di interesse nazionale o regionale o facenti parte della Rete Natura 2000; L’impianto interessa aree sottoposte a tutela paesaggistica, ma la realizzazione dello stesso non compromette la valenza degli ambiti interessati. La modifica progettuale proposta riduce il numero degli aerogeneratori; Gli aerogeneratori A09, A10, A11, A12, A13 nonché alcuni relativi tratti di viabilità di progetto e di corrispondenti tratti di elettrodotto in cavo interrato, e parte del tracciato del cavidotto esterno ricadono in aree sottoposte a vincolo idrogeologico; Alcune opere interessano aree classificate come a pericolosità potenziale da frane; Alcuni tratti del cavidotto e un tratto della viabilità di servizio ricadono all’interno della fascia di tutela relativa di 2 sorgenti».

 

 

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