L’avete mai vista un’opposizione al governo regionale dell’anziano presidente Bardi così complice e mal ridotta? La domanda solleva uno sforzo di comprensione per il silenzio assenso ed il passo indolente che da molti mesi interessa i consiglieri regionali di PD, M5S e IV, nonostante non ci sia giorno in cui l’approssimazione istituzionale di Bardi e dei suoi costosissimi fiduciari napoletani cannoneggi efficienza, trasparenza e progresso pur dovuti alla Basilicata del futuro. Eppure per questa opposizione arresa c’è la possibilità di riconsiderare la sua docilità non solo in speculare declinazione giallo-rossa, ma anche contro la carneficina di risultati di cui sta dando prova nazionale il centrodestra capeggiato dalla sciatteria d’età di Bardi e contro cui i lucani si sono già pronunciati con il plebiscito sul referendum ed il voto di Matera. Del resto, solo per rimettere in fila le ultime questioni e meglio far comprendere quale sia il campo d’opposizione da ingaggiare, ci saremmo aspettati un sussulto d’indignazione sui casi del presidente del consiglio Cicala, del capo ufficio stampa-dirigente regionale-portavoce Calenda e della riorganizzazione amministrativa della Regione. Così contro questo colpevole e disinvolto silenzio valga almeno l’ammonimento profetico di Popper: “l’opposizione ha la maggioranza che si merita”.

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