Le Cronache Lucane

EOLICO SELVAGGIO, LA REGIONE NON INDIETREGGIA

Dalla Giunta lucana confermato il “parere sfavorevole” sul parco tra Muro Lucano, Rapone e San Fele

A distanza di 10 mesi la posizione della Regione Basilicata sul Parco eolico da 57,60 Megawatt con pale nei comuni di Castelgrande, Muro Lucano, Rapone e San Fele in località Tappo Macchia, non cambia: «Conferma del parere sfavorevole».

La decisione è stata già trasmessa anche al Ministero dell’ambiente. Dal settembre scorso ad oggi, nell’ambito del procedimento di Valutazione di impatto ambientale (Via) il no era e resta no. Il Parco eolico, società proponente la Eolica Muro Lucano sSrl, come da progetto prevede l’istallazione di 12 aerogeneratori con potenza complessiva, come anticipato, di 57,60 Megawatt. Lo scorso marzo, l’Eolica Muro Lucano Srl ha trasmesso alla Direzione Generale per le valutazioni ambientali del Ministero, le integrazioni all’istanza di Via.

Tra i nuovi elementi al vaglio della Regione Basilicata, tra gli altri, quello della verifica di coerenza del Parco eolico con il sistema della rete ecologica provinciale del Piano strutturale della Provincia di Potenza. Per questo profilo valutativo la Regione ha evidenziato «l’elevata valenza ecologica delle aree interessate all’impianto». Ciò perchè gli aerogeneratori per San Fele «ricadono in aree naturali ad alta potenzialità ed aree di contatto stabilizzato», così come anche per Muro Lucano «ricadono in aree narurali ad alta potenzialità ambientale» e nel territorio di Castelgrande, infine, «in aree ad elevata qualità». In particolare le superfici naturali, boschi, pascoli e vegetazione ripariale, rappresentano circa «il 78% dell’intera area», con «la potenziale presenza di una notevole varietà di specie faunistiche di interesse conservazioni stico».

Ostativa per il parere favorevole all’impianto anche la legge regionale 54 del 2015 sul “Recepimento dei criteri per il corretto inserimento nel paesaggio e sul territorio degli impianti da fonti di energia rinnovabili”: Nonostante le integrazioni dell’Eolica Muro Lucano Srl, per la Regione Basilicata «l’impianto proposto andrà ad interessare diverse aree tutelate con la Legge regionale 54 del 2015». Non è tutto. Perchè è stato verificato anche lo stato di conservazione della viabilità esistente e «la sua idoneità al passaggio degli automezzi speciali». Per la Regione, sul punto, l’interazione fornita è risultata «del tutto insufficiente a chiarire le eventuali criticità legate all’idoneità delle strade da utilizzare per il trasporto degli automezzi speciali». Regione insoddisfatta anche per quanto riguarda l’integrazione dello S.i.a perché «analizza in maniera insufficiente le soluzioni alternative».

Per esempio la proposta di siti localizzativi alternativi per le pale del Parco eoliche è risultata «del tutto autoreferenziale e priva di riferimenti oggettivi e valutabili per l’assenza dei layout d’impianto». E ancora: «Le mappe dell’intervisibilità evidenziano che l’impianto proposto risulta visibile nella maggior parte dell’area indagata, soprattutto se cumulato con gli altri impianti esistenti o in corso di realizzazione».

Valutata, inoltre, anche l’incidenza dell’impatto causato dall’effetto scado flickering. Le turbine eoliche, come altre strutture fortemente sviluppate in altezza, proiettano un’ombra sulle aree adiacenti in presenza della luce solare diretta. Il cosiddetto fenomeno del “flickering”, come spiegato dal mini tero dell’Ambiente, «indica l’effetto di lampeggiamento che si verifica quando le pale del rotore in movimento “tagliano” la luce solare in maniera intermittente». Questa variazione alternata di intensità luminosa, a lungo andare, «può provocare fastidio agli occupanti delle abitazioni le cui finestre risultano esposte al fenomeno stesso». Premesso che, generalmente, l’effetto si può considerare trascurabile qualora si mantenga al di sotto delle 10 ore anno, nel caso del Parco eolico da 57,60 Megawatt con pale nei comun di Castelgrande, Muro Lucano, Rapone e San Fele in località Tappo Macchia, la Regione ha rilevato che «il 50% dei recettori individuati risulterà sottoposto a tale effetto per oltre 30 ore all’anno, 3 recettori subiranno un effetto pari ad oltre l ora al giorn». Per tutti questi e altri motivi, le integrazioni fornite dall’Eolica Muro Lucano Srl, ora a luglio, non sono state ritenute «esaustive delle criticità» già evidenziate nel settembre dello scorso anno. In conclusione: «parere negativo» conf rmato dalla Regione Basilicata.

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