È una cornice suggestiva quella che accoglie il Museo Archeologico Nazionale di Muro Lucano, ma soprattutto i suoi visitatori, che potranno tornare a godere degli importanti reperti che custodisce sui suoi tre livelli, mille metri quadri di esposizione e ben cinque sezioni tematiche in mostra permanente. Custode di secoli di storia dell’archeologia lucana, ricostruzioni stratigrafiche, ricontestualizzazioni e pannelli illustrativi che “spiegano” le trasformazioni con l’ausilio delle immagini, il luogo si pone al servizio del territorio e della sua comunità.

Incontriamo poco prima dell’ufficializzazione dell’apertura post-Covid, svoltasi mercoledì 8 luglio, Salvatore Pagliuca, Archeologo e Direttore museale che ci spiega: «la situazione di Muro è analoga a quella di tutto il sistema museale nazionale. Naturalmente attraverso la direzione di Roma, nel periodo di chiusura si è operato soprattutto attraverso i social, con visite virtuali, fotografie, reinventando il modo di relazionarci al pubblico. Dopo la prima fase, gradualmente si sono riaperti anche i musei, e dal 18 maggio in Basilicata man mano hanno aperto le loro porte i vari siti. Oggi tocca a noi – prosegue Pagliuca- non siamo gli ultimi, ci sono ancora due strutture da riaprire, ma non vedevamo l’ora, siamo felici perché il nostro Museo è un punto di riferimento fondamentale per il nostro territorio. Questa chiusura aveva comportato anche una sorta di frustrazione per noi ma per tutto il paese».

Il Museo archeologico Nazionale di Muro Lucano si presta durante l’anno, ed a maggior ragione nel periodo estivo a molti eventi culturali, con le sue terrazze e gli affacci sul paese e sul luogo del cuore FAI di Basilicata, il “Sentiero delle Ripe e dei Mulini”, intrecciando l’archeologia alle arti più diverse. Proprio su questo tema Pagliuca spiega: «è stato un ulteriore dispiacere doversi fermare anche con gli eventi; già nel mese i Gennaio si erano programmati “Se una sera d’estate al Museo” e alcuni concerti di rilievo. Vedremo come poterci organizzare con le nuove direttive. Ed il nostro Museo può garantirne le distanze in sicurezza, in virtù dei suoi ampi spazi interni ed esterni, la possibilità di avere entrata ed uscita separate, la cartellonistica è pronta, i dispenser sono già al loro posto. Il piano di sicurezza era tra le altre cose già pronto il 26 maggio».

Ultimo step, a cui Pagliuca sta lavorando, è assicurare l’apertura festiva del Museo: «attraverso la collega che cura gli aspetti procedurali a Matera, vogliamo risolvere la questione tramite una convenzione con associazioni volontaristiche, così da affiancare i nostri pochi colleghi che il pensionamento ha ridotto di numero. Sarà questo il mio sforzo ed il mio impegno, probabilmente anche collegando il Museo a itinerari culturali e turistici che il territorio offre».
Per questo nuovo inizio presente anche il dottor Michele Saponaro, direttore di Palazzo De Lieto, il Sindaco di Muro Giovanni Setaro e la vicesindaco Rosalba Zaccardo, oltre al personale che lavora all’interno della struttura museale.

Nel corso del briefing Saponaro ha esortato tutti a «non sentirsi soli, nonostante la geografia del territorio ci collochi tutti abbastanza distanti, ma la presenza fisica oggi qui, rimarca la forte collaborazione che tra i musei intercorre». Collaborazione che si è instaurata anche con l’Amministrazione Comunale, ed è Setaro che prendendo la parola asserisce: «Sarà compito nostro far capire che la Basilicata Nord Occidentale non è poi così distante da potenza o da Matera. Muro Lucano ha da offrire tantissimo. Il Museo nello specifico non è un “contenitore” a sé stante, ma un luogo di cultura a 360gradi che si interseca con un luogo naturalistico ed archeologico a tutto tondo, che lo circonda».

Il Museo si articola in diverse sezioni e presenta le attestazioni archeologiche del territorio della Basilicata nord-occidentale: la prima illustra i risultati degli scavi condotti nell’insediamento di Baragiano, centro primario in età arcaica posto in maniera strategica lungo l’itinerario di collegamento tra la valle del Basento e il Tirreno, attraverso la ricostruzione di un settore della necropoli arcaica, in cui sono stati ricollocati i più significativi corredi funerari; La seconda occupa il secondo piano ed è rappresentativa dell’ethnos dei lucani nel corso del IV secolo a.C. Anche qui l’allestimento si riferisce ai principali rinvenimenti degli abitati fortificati di Satriano, Ruoti, Raia San Basilico di Muro, delle necropoli di Vietri di Potenza, Savoia di Lucania e ai santuari di Fontana Bona di Ruoti e Torre di Satriano; La terza e la quarta sezione illustrano il processo di romanizzazione dell’area, e sono esposti i ricchi mosaici di ville imperiali di matrice romana. L’ultimo piano, quindi, propone plastici che ricostruiscono nei minimi dettagli le ville-palazzo, tra cui la più nota è quella emersa dallo scavo a San Giovanni di Ruoti. Una sezione, infine, è dedicata al mestiere dell’archeologo, allo scavo stratigrafico, alla decifrazione delle storie che la terra racconta a chi cerchi di interpretare il suo linguaggio. At

traversare il Museo di Muro Lucano, vuol dire insomma partire per un viaggio nel viaggio della Storia.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti