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FILIERA NAZIONALE DELLA CARNE BOVINA

Muro Lucano: al tavolo dei lavori il dott. Marolda, l’Agronomo Samela e il Professor Cosentino


Si è tenuto presso la ex sede della Comunità Montana di Muro Lucano l’incontro dal tema “Filiera nazionale della carne bovina”, organizzato dal dottore in Tecnologie Agrarie Luigi Marolda, con l’Agronomo Giovanni Samela di Avigliano ed il collegamento il professor Carlo Cosentino della Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari ed Ambientali dell’UniBas. Un incontro importante a cui hanno preso parte molte figure del settore dell’allevamento.

Come lo stesso Samela ha spiegato: «siamo più professionisti che collaborano

al progetto. Si tratta del 4° bando Mipaaf, che comprende il quinquennio 2015/2020. Un primo gruppo di progetti fu già presentato nel 2018». Il meccanismo non è complicato «c’è un certo numero di aziende che si mettono insieme, con un capofila il quale ha il compito di coordinare l’intera filiera e tutti insieme presentano un unico progetto, fermo restando che ogni azienda sarà responsabile del proprio investimento. Potremmo paragonarlo ad un unico contenitore in cui si suddividono compiti e funzioni: chi produce, cosa, come, secondo quali regole, chi dovrà trasformare e chi dovrà commercializzare» spiega Samela. «C’è un grosso imprenditore campano che rifornisce circa 500 punti vendita di medio-grandi dimensioni ed ha anche un’attività di macellazione, acquistando anche in Basilicata. Compra il vitello di 6 mesi, lo ingrassa, lo macella e lo commercializza in Campania. In questa sua rete dunque ha già un certo numero di aziende che lavorano in questa direzione.

Le filiere sono interregionali, difatti il progetto per essere finanziabile prevede che vi siano almeno due regioni, perché sono finanziati dal Ministero».

Sulla carne, diversamente dall’ortofrutta, non abbiamo oggi una struttura imprenditoriale in Basilicata capace di raggiungere questi obiettivi. «L’input è allora fare rete e cercare di capire che l’unico modo per stare sul mercato, anche da allevatori, è quello di associarsi e stare insieme. La Basilicata potrebbe essere un fiore all’occhiello, ma siamo lontanissimi dall’esserlo, perché oggi siamo solo alla prima fase» Conclude Samela.

In collegamento da remoto Cosentino aggiunge: «la difficoltà generale è avere tanti allevatori che potrebbero accedere a misure con numeri giganteschi, ma essere piccoli ci ferma. Il primo passo è quindi mettersi insieme stando ognuno a casa sua, abbattendo la paura della negligenza altrui e facendo una rete di imprese per partecipare al Bando. Una rete che permetta comunque di mantenere una autonomia giuridica ed economica. Mi rendo conto che spesso i consorzi sono stati fallimentari e questo oggi spaventa. Ma la filiera è il futuro. In Basilicata vi sono 36000 fattrici e con questi numeri si attesta come una realtà importante.
Non ci saranno molte possibilità per i prossimi mesi, bisognerà attendere un nuovo Psr. Questa opportunità è quindi tra le poche di questo momento». In conclusione Marolda aggiunge: «da parte mia sono disponibile a dare una mano, e sono certo che unite alle loro, faremo grandi cose».

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