Mi ha molto colpito un articolo di Gianni Rivelli che, analizzando dati Istat, sottolinea come la Basilicata sia in testa alle classifiche nazionali per consumo di alcool. Il problema non è ovviamente recente, e viene da lontano, ma ultimamente, tornando a Rotonda, ho effettivamente notato qualcosa di nuovo: decine e decine di adolescenti accalcati fuori dai bar perennemente ubriachi. Per non parlare degli uomini più in là con gli anni, spesso col viso spento, tramortiti dalle troppe birre bevute e da solitudini atroci. Anche io da ragazzo tendevo a stordire il dolore e l’angoscia con il vino, e quindi conosco bene il malessere che può aggredirti nei paesi, dove il calore troppo spesso è solo apparente. Ma ora noto qualcosa di nuovo, di più profondo, che credo abbia a che fare con la difficoltà di comunicare pienamente i propri sentimenti e la propria identità.
L’articolo di Rivelli evidenzia come il problema riguardi principalmente gli uomini, e anche questo è un dato rilevante. Ci ho riflettuto molto, e sono arrivato a questa conclusione: che il problema principale è il rapporto con le donne. Ci avete fatto caso? Nei paesi gli uomini parlano quasi sempre con altri uomini, mentre le donne camminano furtive, sempre più chiuse e misteriose. È come se il dialogo tra il mondo femminile e quello maschile si fosse interrotto. Ovviamente parlo in generale, di una sensazione d’insieme. Forse a rendere così difficili i rapporti tra uomini e donne contribuiscono anche i social, che diffondono modelli irreali di uomini vincenti e di donne sempre in tiro e alla moda. Vorrei dire ai nostri ragazzi che invece sono meravigliosi proprio così come sono, con i loro difetti e le loro timidezze. Tornate a parlarvi. E ad accettarvi per quello che siete. Perché l’alcool aggiunge soltanto solitudine alla solitudine.
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