Le Cronache Lucane

GUARENTE SI È INCARTATO SULL’ACTA

Potenza. Lo Statuto è chiaro: l’Amministrazione potrà evitare il commissariamento solo con l’ok alla proroga tecnica di Spera

 


L’ANTEFATTO

Inesperienza, incapacità o problemi politici?

Cosa ha bloccato la nomina del nuovo amministratore unico all’Acta di Potenza? Parliamo non a caso al passato perché, come spiegheremo più avanti, ormai Guarente, carte e statuto alla mano, si è incartato e per legge giovedì prossimo, giorno della scadenza del mandato dell’attuale au Spera, non potrà procedere a nessuna nomina. Nemmeno a quella dell’avv. Camillo Naborre, anche ove su questi la maggioranza trovasse un accordo che al momento non c’è. 

Su Naborre, infatti, c’è l’ok solo di Forza Italia a cui, nella più classica delle spartonze della Prima Repubblica (altroché cambiamento), Guarente ha promesso l’Ente quale camera di compensazione dell’aver ricevuto un assessorato in meno, Cencelli docet.

Ma non tutti nel centrodestra, per il vero nemmeno in Forza Italia, sarebbero concordi sul nome dell’avvocato già ai vertici dell’Eipli. A più di qualcuno, specie in Giunta, l’operato di Spera è piaciuto. E soprattutto più di qualcuno, con la situazione drammatica che ci sarà da affrontare nel breve periodo, è convinto che serva un manager un po’ più operativo del professionista Naborre. E poi lasciare sostanzialmente in mano a Forza Italia, e per essa all’assessore Picerno, la gestione dell’Ente, ridimensionerebbe di gran lunga Fratelli d’Italia, nel caso di specie l’assessore al ramo Galella che non sarebbe così più il plenipotenziario in materia ambientale. Non va dimenticato, infatti che, anche in maniera poco opportuna, Galella è assessore all’ambiente del Comune di Potenza, oltreché “comandato” con distacco in Regione, lui è dipendente pubblico di altro ente, presso l’assessorato all’Ambiente del collega di partito Gianni Rosa. Se però la gestione dell’Acta dovesse uscire fuori dai radar di Galella, che aveva accettato già di non essere lui ne il candidato sindaco e nemmeno il vicesindaco, ecco che il pupillo di Rosa ne uscirebbe fortemente ridimensionato e cioè a lui gli oneri degli eventuali malservizi, mentre gli onori della gestione a Picerno e Naborre.

INCARTATI ORA DEVONO CHIEDERE UN PIACERE A SPERA

Sarà per questo motivo che Guarente e i suoi si sono incartati anche da un punto di vista tecnico. Andare dietro a tutti gli equilibri politici ha fatto perdere tempo e lucidità e per questo oggi il sindaco ha davanti a sé solo due strade. O far cadere l’Acta nel commissariamento o chiedere un favore personale a Spera. Solo una proroga tecnica concessa e accettata dall’attuale amministratore, infatti, potrebbe scongiurare il commissario. E davvero si tratta di un favore personale quello che Spera dovrebbe fare a Guarente. In primis perché è già tanto che essendo un manager non abbia preso impegni con altre progettualità, visto che giovedì scade e nessuno gli ha chiesto di restare. E poi perché mai dovrebbe rimanere in carica per un altra mesata? Per scaldare la poltrona a Naborre o a chi per esso? Magari così precludendo altra strade lavorative in questo periodo di pre “sfratto”. Domande queste alle quali avremmo avuto piacere di avere risposte dal diretto interessato il quale, contattato, ha sfuggito a qualsivoglia confronto sul tema. Lasciandoci a bocca asciutta e dovendo ragionare nel campo delle ipotesi. Ma era nostro dovere professionale provarci.

ECCO COSA DICE LO STATUTO: COMMISSARIO INEVITABILE

L’articolo 43 dello Statuto dell’Acta recita testualmente: «Il primo Amministratore Unico della società è nominato dal Sindaco del socio unico Comune di Potenza». E il primo amministratore unico è stato appunto Roberto Spera, per cui ora la facoltà di nomina non è più in capo al sindaco ma deve seguire un iter strettamente individuato dallo Statuto, precisamente da quanto disciplinato dai precedenti articoli 12 e 21.

L’articolo 21 al comma 1 recita: «L’Amministrazione della società è affidata, ai sensi dell’art. 11 del Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175, all’Amministratore Unico, nominato dal socio Comune di Potenza tra soggetti con comprovata professionalità e competenza, con le modalità stabilite dalla normativa vigente e dal regolamento di cui all’art. 12.1 dello Statuto». Ed è sull’articolo 12 comma 1 che “casca l’asino” e precisamente sull’ultimo capoverso, cioè quello che prevede il regolamento: L’assemblea dei soci (cioè il Comune di Potenza) «approva il regolamento per il reclutamento del personale, il regolamento per la nomina dell’Amministratore Unico ed il regolamento per il conferimento degli incarichi. Tali regolamenti devono, nel rispetto della normativa vigente, essere preventivamente approvati dai soci pubblici».

Ricapitolando: il sindaco non può più nominare intuito personae il nuovo amministratore che scade giovedì. La nomina deve avvenire entro giovedì, salvo proroga tecnica accettata da Spera, sulla base di un regolamento che non è stato approvato dopo che per un anno Guarente & Co. si sono persi appresso alle paturnie degli alleati e che certamente non potrà essere approvato dal Consiglio ad horas. Insomma un bel casino politico, ma anche e soprattutto fattuale giacché un commissariamento è l’ultima cosa che in questo momento l’azienda che si occupa di rifiuti può permettersi, stante anche l’emergenza sanitaria non ancora del tutto rientrata, ma non solo. Ma questo sarà tema delle prossime puntate… 

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