Sono certo che è un mio limite: non ho capito bene questa faccenda degli ospedali da campo donati dal Qatar. Dopo alcune settimane, pur avendo letto molti articoli e tante dichiarazioni politiche, ammetto di non essere riuscito a comprendere l’utilità di queste due strutture installate – anche a spese nostre, mi pare di capire – rispettivamente a Potenza e a Matera. Da ciò che so, queste due strutture sono praticamente vuote. Nel senso che dentro non ci sono né letti né apparecchiature mediche. E dunque mi chiedo: a cosa servono?
Quanto ci costa “mantenere” queste strutture di beneficenza? E come mai si è deciso di costruire queste strutture in Basilicata visto che la Basilicata, anche rispetto ad altre Regioni del Sud, è stata poco colpita dalla pandemia? Io penso, e lo dico sperando di sbagliarmi, che queste due strutture non servano a niente; anzi, penso che siano soltanto un ingombro e una spesa inerte. Al contrario, la sanità lucana ha bisogno di funzionare nella sua ordinarietà, perché il Covid-19 ha sospeso di fatto tutte le cure ordinarie, accumulando un ritardo mostruoso, che concretamente significa un grave peggioramento della salute per migliaia di persone. Il mio timore è che la sanità possa d’ora in avanti sprecare un sacco di risorse per prevenire eventuali nuove ondate d’infezione, senza nel frattempo accorgersi dell’aumento di mortalità per patologie mal diagnosticate e mal curate.
Inutile girarci intorno: il Covid-19 è anche un grande business, poiché in emergenza non si bada a spese. Tanto che alcuni esponenti del governo continuano a dire che il virus non è ancora sconfitto, e che quasi certamente ritornerà. Insomma, spero che il Covid-19 non sia il nuovo “terremoto” da sfruttare.
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