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IL CORVO IMPERIALE SCEGLIE MURO PER NIDIFICARE

Lisandro, autore delle immagini spiega l’importanza dell’habitat; Setaro: «un territorio che va difeso, in particolar modo contro gli interessi dei signori del vento»


Ancora una volta Muro Lucano si attesta area prediletta per la nidificazione di particolari specie di avifauna: dopo le rare cicogne nere questa volta a scegliere la natura murese è il Corvo imperiale.

«Insieme alla Polizia Locale e grazie alla segnalazione di Carmine Lisandro, abbiamo certificato la presenza di una coppia di Corvo Imperiale che ha nidificato sul territorio di Muro Lucano» annuncia il sindaco di Muro Giovanni Setaro. «Sono animali monogami: le coppie si formano in giovane età e si sciolgono solo con la morte di uno dei due coniugi» ci spiega Carmine Lisandro, che ha segnalato al primo cittadino la coppia di uccelli. Il bellese Lisandro è anche autore di un noto documentario naturalistico “Lucania a Nord-Ovest”, in cui ha raccolto i suoi lavori documentaristici, in anni di appostamenti.

«Il Corvo imperiale -Corvus corax, Linneaeus 1758- è il più grande passeriforme europeo, le ali superano 1,3 metri di larghezza e dal becco alla coda è lungo tra i 62 ed i 70 cm. Ha neri il piumaggio ed il becco robusto, la coda è cuneiforme -prosegue a spiegare Lisandro, addentrandosi nei dettagli- La sua dieta è onnivora ed il suo peso si aggira intorno ai 500-1500 grammi: Il cibo che riescono a procurarsi in abbondanza, rispetto ad altri uccelli, lo nasconde in diversi punti da utilizzare al momento del bisogno e, per evitare eventuali furti, crea dei falsi nascondigli per ingannare eventuali concorrenti. Occupano un’areale che ha un’estensione, dovuto dalla possibilità di trovare cibo, tra i 7 e 40 km². Depongono 3 o 4 uova all’anno che covano per 20/25 giorni, in natura possono vivere fino a un massimo di 14/15 anni. Sono animali molto intelligenti che imparano facilmente ciò che viene insegnato e riescono perfino, in modo autonomo, a risolvere eventuali situazioni di opportunità».


Immagini rare quelle immortalate da Lisando, in quanto «a causa della naturale diffidenza di questo uccello è molto difficile da avvistare e la sua cautela lo porta a costruire il nido in luoghi impervi e scoscesi, come zone rocciose e boschi. Un nido nel quale vengono aggiunti ogni anno altri rami, per cui dopo alcuni anni, raggiunge delle dimensioni ragguardevoli ma, in caso di disturbo, soprattutto da parte degli umani, non esita ad abbandonare -spiega Lisandro- e nella zona in cui ha nidificato spesso si verificano “arrampicate” come altre manifestazioni amatoriali tipo “motocross” sarebbe, penso, più giusto non vengano svolte nei periodi riproduttivi soprattutto dell’avifauna che vanno da febbraio a maggio inoltrato».

Il corvo imperiale è protetto in Italia. Le popolazioni di uccelli selvatici sono riconosciute “bene indisponibile” dello Stato e, dunque, specificamente tutelate».

Il Corvo Imperiale è una specie protetta dunque e Setaro per questo incalza: «si tratta di un altro testimone importante, insieme alla Cicogna Nera e al Nibbio Imperiale di un territorio che presenta peculiarità paesaggistiche e ambientali di eccezionale valore. Un territorio che va tutelato e difeso, in particolar modo, contro gli interessi dei “signori del vento” che provano costantemente ad aggredirlo».

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