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Caso Anna Maria Sorrentino : Avv. Giovanni PENNACCHIA il giorno 14 Maggio alle ore 12 sarò in Tribunale di Vibo Valentia

Nel registro degli indagati oltre Paolo Antonio Foresta c’è anche Gaetano Ceccarelli, le ultime novità in anteprima esclusiva, per Cronache Lucane, direttamente dalla voce dell’Avv. Giovanni Pellacchia

 

Tribunale Vibo Valentia

Intervista scomoda all’avvocato Giovanni Pellacchia legale di Paolo Foresta marito di Anna Maria Sorrentino l’ex miss Campania, non udente, morta, cadendo dal 3ºpiano, in una casa vacanze a Parghelia ~ Tropea (VV) CALABRIA 

Tribunale Vibo Valentia

“Ovviamente la suicidologia è materia molto profonda e difficile da trattarsi , ma dobbiamo pensare che molti noti personaggi, anche di spiccato livello culturale, hanno scelto di porre fine alla propria vita suicidandosi“ Cronache Lucane

Diretta Instagram 11maggio2020

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Avvocato Giovanni Pellacchia, abbiamo finalmente l’occasione di interfacciarsi con lei: prima di passare all’argomento afferente il caso Sorrentino, vuole presentarsi ai nostri lettori?

Certamente. anzi è un onore per me essere stato contattato da una Testata giornalistica come la Vostra, Cronache Lucane, poiché ritengo rappresenti , per serietà ed etica professionale, quanto di meglio presente in un giornalismo spesso alla ricerca dello scoop a tutti i costi, ponendo a volte in serio disagio persone che spesso sono completamente estranee a fatti ad esse imputati.

Mi chiamo Giovanni Pellacchia, sono nato in Roma il 22/11/1952, professionalmente svolgo l’attività di avvocato penalista, matrimonialista ed internazionalista; inoltre sono accreditato presso il Tribunale Penale di Roma come Criminologo.

Svolgo l’attività forense in varie parti in Italia e tra queste , ovviamente, quella di difensore della persona indagata per aver causato , seppur involontariamente( il reato viene individuato nell’ipotesi di “omicidio preterintenzionale”) la morte della moglie Anna Maria Sorrentino, avvenuta lo scorso anno nel mese di Agosto

il mio assistito si chiama Paolo Antonio Foresta ed è oggetto di indagini preliminari dal giorno in cui è avvenuta la disgrazia sovra citata, e cioè il decesso per caduta dal balcone della villa presa in locazione da sei persone, tutte non normodotate o meglio affette da menomazione dovuta a sordità e che, nel momento stesso in cui è avvenuta la partenza per la località dove è avvenuto il (presunto) delitto, erano legati tra loro da rapporti strani dal punto di vista sentimentale o meglio ancora , se vogliamo essere più precisi, di stato civile, in quanto il mio assistito, pur essendo regolarmente maritato con la de cuius, ormai aveva deciso di comune accordo con la medesima che la loro unione coniugale era ormai venuta meno negli aspetti spirituali e materiali e quella sarebbe stata l’ultima occasione per passare una settimana insieme, non da marito e mogie però, in quanto nella stessa comitiva c’era un giovane amante , Salvatore Bilgini, con il quale la stessa Anna Maria Sorrentino aveva deciso di iniziare una nuova relazione amorosa: per chiudere questo a dir poco “strano” gruppo turistico era presente anche la signora Daniela Schettino, moglie del sovra citato Salvatore Bilgini, la quale , per quanto riferitomi, non avrebbe accettato l’abbandono del marito;

Insomma gli unici componenti uniti da un vincolo definibile come “regolarmente nucleare” era la famiglia di Gaetano Ceccarelli insieme alla moglie ed al minore di loro figlio.

Avvocato, al di là del suo naturale patrocinio nei confronti del suo assistito, cosa ci può riferire rispetto alla campagna mediatica palesemente perfezionata nei confronti dello stesso Paolo?

Preciso subito che ovviamente come difensore sono legato al segreto professionale ma non credo di errare definendo il Sostituto Procuratore che svolge le indagini come persona giovane ed inversamente alla sua età molto preparato: come difensore mi sento sereno proprio perché assolutamente tranquillizzato dal comportamento professionale ed umano del P.M., il quale , sono sicuro, ha disposto l’avvio dell’avviso di garanzia nei confronti del mio assistito per cercare di aprire quel “muro” eretto tra gli stessi presenti al momento del terribile incidente: io non ho la presunzione di giudicare colleghi e tanto meno magistrati inquirenti o requirenti ma ritengo senza meno che se effettivamente il P.M. fosse stato convinto della colpevolezza di Paolo avrebbe già posto in essere gli opportuni provvedimenti cautelari nei suoi confronti, al fine di non consentirgli la fuga, la possibilità di inquinare prove o reiterare comportamenti delittuosi: tutto ciò non è avvenuto ed allora questo a mio umile avviso significa una strategia della Procura orientata prima di tutto a cercare di chiarire con esatta cognizione di causa che cosa è successo quel maledetto giorno di agosto.

È comprensibile che il primo sospettato in una situazione di compromesso legame coniugale , ove uno dei coniugi muore (perché decide di suicidarsi o perché viene ucciso colposamente o in modo premeditato) è il vedovo e la cosa che più francamente mi ha sorpreso è che si sia scatenata una campagna giornalistica in cui un professionista appartenente ad una nota testata della televisione italiana abbia fermato Paolo per strada cercando di comunicare con lui senza alcun ausilio di qualsivoglia interprete (quando il giornalismo è svolto in modo dilettantistico è molto pericoloso se tratta casi di spessore penale quale quello attuale)

Avvocato Pellacchia, come è il mondo dei sordi? Perché Lei giustifica scientemente le risposte che alle varie interviste poste in essere nei confronti del Suo assistito da vari giornalisti, in momenti diversi, sono contraddittorie?

Meravigliosa domanda: le persone sorde sono affette da menomazione , che le rende disabili e quindi portatrici di handicap nella vita comune.

Ciò non significa assolutamente che debbano essere considerate creature inferiori, ma semmai giustamente categorie protette che proprio per la loro posizione sociale debbono essere destinatari di quella particolare protezione da parte della società chiamata “Paternalismo Giuridico” il cui ideatore fu John Stuart Mill nel 1700 ed attualmente è disciplinata nel nostro codice civile all’articolo 415


e nel codice penale dall’articolo 96 :

entrambi nella loro esegesi esprimono la volontà sociale di considerare un soggetto “svantaggiato” dal non poter udire e spesso non esprimersi verbalmente assolutamente oggetto di protezione da eventuali tentativi di creare un ingiusto danno ad essi stessi da terzi disonesti.

Ma torniamo alla base della Sua domanda : le persone affette da sordità nella maggior parte dei casi tendono a creare delle isole sociali composte da persone aventi a loro volta lo steso problema ed il linguaggio dei segni a sua volta non sarebbe sufficiente , a mio modesto avviso, a rendere ciò che una persona sorda intende rispondere alla domanda di un normodotato.
Il fatto risiede sopratutto che assistiamo ad una genesi di una società ove la stessa sintassi comunicativa si perfeziona in maniera totalmente diversa rispetto a quella “normale”

Ovviamente qui entra in argomento una situazione afferente la personalità umana e cioè la memoria. Nelle persone affette da situazioni derivanti da handicap , che siano state in qualche modo travolte da una situazione di profondo disvalore e sopratutto consapevoli di non poter esprimere compiutamente quanto a loro chiesto (esistono ben 112 linguaggi dei segni!!!!)

la contraddizione non dolosa risulta essere assolutamente probabile: ciò ovviamente non significa che sia impossibile comunicare con una persona sorda, ma senza dubbio qualsiasi interprete, anche il più preparato, non potrà nella sua versione interpretativa riportare al 100% quanto espresso dalla persona sorda.

Così ecco che discussioni ormai all’ordine del giorno tra marito e moglie, in una società che dalla nascita del “Nuovo Diritto di Famiglia” del 1975 parifica sostanzialmente e formalmente i diritti tra uomo e donna si trasforma, per interpretazione a volte approssimativa o quanto meno non attenta, in minaccia o lesioni o comunque in un qualcosa di completamente diverso da quanto invece offerto in volontà di comunicazione da parte della persona non normodotata.

Sicuramente Paolo su una cosa è stato categorico: egli non ha ucciso la moglie ed il fatto la prima notte di vacanze di chiedere di avere rapporti sessuali con la moglie non significa aver abusato di lei sessualmente, solo per il fatto appunto di aver CHIESTO e non COSTRETTA.
Poi la lite nella notte, in cui Paolo non entra assolutamente tanto da apprendere solo successivamente dell’intervento dei carabinieri per ristabilire la quiete notturna : altri stavano litigando ovviamente esprimendosi in toni laceranti l’udito dei vicini di casa.

In conclusione, Avvocato Pellacchia, perché una bellissima donna come Miss Campania avrebbe voluto uccidersi?
e se qualcuno l’avesse uccisa quale è il movente?

Premesso che a mio avviso non sia minimamente considerabile un complotto tra cinque giustizieri che decidono di sopprimere una donna per punirla di aver abbandonato il marito (uno dei “giustizieri” per giunta dovrebbe essere l’allora amante stesso)

Credo, e qui mi esprimo come criminologo, che il profilo dominante di Anna Maria Sorrentino fosse stato di tipo narcisistico ed inoltre le foto che la ritraggono fino ai suoi ultimi giorni di vita sono quelle di una persona ben curata, attenta ed elegante e quindi non oggetto dei millantati maltrattamenti questa avrebbe subito.

PAOLO e ANNA MARIA

Le persone maltrattate portano sempre con loro le ingiurie delle percosse al loro corpo ed a ben poco servono i rimedi estetici.

Ma attenzione :

tra narcisismo e debolezza psichica interiore c’è una forte correlazione :

l’APPARIRE non è altro che la difesa dell’IO PROFONDO da parte del SUPER IO :

chi manifesta gioia di vivere e tende ad esternare la propria bellezza non sempre significa che sia felice, ma anzi può essere comportamento tale occultante una angoscia di perdita, maturata in età puberale o adolescenziale.

Ovviamente la suicidologia è materia molto profonda e difficile da trattarsi , ma dobbiamo pensare che molti noti personaggi, anche di spiccato livello culturale, hanno scelto di porre fine alla propria vita suicidandosi.

Il Procuratore ha ritenuto evidentemente non considerabile questa mia tesi: ebbene io non mi permetto di eccepire la sua scelta, così come a questo punto non mi permetto di individuare a mio avviso i motivi che hanno spinto l’assassino volontario o involontario a compiere il reato: ma Paolo sicuramente non ha compiuto alcun delitto ed in questo momento è un uomo solo , vedovo, condannato a vivere un dramma che lo individua come un killer quando invece è solo un ingenuo , che però ha scelto di esporsi tramite il sottoscritto, “mettendoci la faccia” e sopratutto pronto a rispondere a qualsiasi domanda, anche a costo di essere frainteso e danneggiato.

Diretta Instagram 12maggio2020

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Grazie avvocato
Avvocato GIOVANNI PELLACCHIA del foro di Roma, difensore di Paolo Foresta

grazie a Voi per avermi intervistato

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