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STICCHI DAMIANI : VIA I FERRI VECCHI DALLE STRADE

“È il momento giusto”, ha sottolineato il presidente, “per affrontare alcuni aspetti del nostro sistema di trasporto finora sottovalutati come un parco che conta ancora oltre 20 milioni di veicoli con motorizzazione inferiore a Euro 4”


Sticchi Damiani: “Mobilità da riequilibrare”
MARINA FANARA · 17/04/2020
Siamo al centro di una tempesta perfetta, una crisi che non si risolverà in tempi brevi e nella quale l’automotive è tra i settori che sta soffrendo come mai nella sua storia”. Lo ha detto Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, nel corso del dibattito web organizzato da Diego De Lorenzis, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, sul tema “Superare le distanze, la mobilità delle persone dopo l’emergenza coronavirus”.

La riscossa dello smart working

“Siamo in un momento difficile dal quale però stanno scaturendo alcune riflessioni su cui occorre soffermarsi”, ha spiegato il presidente dell’ACI. “Stiamo rivalutando lo smart working non più inteso come sottoprodotto del mondo del lavoro, da riservare solo a chi ha problemi di salute o familiari, ma come una vera e propria modalità alternativa alla presenza fisica in ufficio. Questo vuol dire che, grazie alla tecnologia, questo strumento si è rivelato efficace e bisogna continuare a utilizzarlo per abbattere e rendere più razionali gli spostamenti quotidiani dei lavoratori”.

Tutti in auto: rischio da evitare

“Il trasporto pubblico locale, così come il treno e l’aereo, troppo affollati e quindi vissuti come pericolosi, avranno sempre meno consensi da parte dei cittadini con il risultato di un utilizzo più ampio del mezzo individuale. Crescerà anche il trasporto stradale per le merci considerando l’aumento delle vendite online”.

“La sfida è proprio questa: trovare un equilibrio”, ha aggiunto Sticchi Damiani, “non possiamo immaginare città impazzite, intrappolate nel traffico, ma dobbiamo individuare soluzioni complementari, che non compromettano la nostra qualità di vita, come per esempio la mobilità dolce, a piedi, in bicicletta, in monopattino elettrico, lì dove sono disponibili adeguate infrastrutture, come piste e percorsi dedicati. Quanto alla mobilità in sharing, purtroppo questo settore soffrirà almeno nel breve e medio periodo perché contrasta con l’esigenza del distanziamento sociale”.

“Favorire l’eliminazione”

La vera preoccupazione, per il presidente ACI, non è solo l’eccessiva congestione delle nostre città per un uso incondizionato della mobilità privata ma le troppe auto vecchie ancora in circolazione sulle nostre strade.

“È il momento giusto”, ha sottolineato il presidente, “per affrontare alcuni aspetti del nostro sistema di trasporto finora sottovalutati come un parco che conta ancora oltre 20 milioni di veicoli con motorizzazione inferiore a Euro 4”


“Il mio timore”, ha concluso Sticchi Damiani,  “è che la maggior parte di questi vecchi veicoli ormai da demolire si rimetta in moto: è questo il momento per ripensare a un sistema di incentivi veri ed efficaci per favorirne l’eliminazione, si tratta di mezzi che non hanno neanche un valore storico. Questo periodo di restrizioni forzate può essere l’occasione per rivedere la mobilità in senso sostenibile ed eco compatibile a tutti i livelli, dalle auto più pulite alla bici, dall’andare a piedi all’uso dei microveicoli a batteria”

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