Le Cronache Lucane

SERGEI OSSERVA LA SONDA “BEPICOLOMBO”

Dall’Osservatorio Astronomico di Castelgrande, il ricercatore russo scatta circa 180 immagini del “Bepi” per un progetto internazionale


La missione spaziale “BepiColombo”, è stata dedicata a Giuseppe Colombo, detto Bepi eminente matematico, fisico, astronomo e ingegnere italiano, nonché rinomato professore dell’Università degli Studi di Padova, il quale scoprì l’accoppiamento tra rotazione e rivoluzione di Mercurio contribuendo allo sviluppo della sonda Mariner 10. Oltre a collaborare con l’Agenzia Spaziale Italiana, fu insignito della medaglia d’oro dalla NASA per l’importanza dei suoi studi nel campo della ricerca spaziale. L’ESA, sulla falsariga della missione Rosetta, ha previsto una campagna di comunicazione che racconterà le fasi cruciali della missione dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) in collaborazione con la Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA) e rappresenta le fondamenta del programma di esplorazione di Mercurio dell’ESA. A spiegarci di più è l’astronomo russo Sergei Schmalz dall’osservatorio di Castelgrande, il quale ha realizzato anche una animazione.

«ASI ed ESA mi hanno richiesto di osservare e tracciare la sonda anche dall’Italia; dal 9-11 aprile Bepi ha fatto la sua prima fionda gravitazionale attorno alla Terra per cambiare la sua propria orbita (l’orbita di Bepi) e trasferirsi verso il centro del sistema solare in direzione Venere per arrivare infine alla sua destinazione – Mercurio, il 5 dicembre 2025. Grazie al bel tempo ho potuto prepararmi e effettuare l’osservazione, ottendendo circa 180 immagini -spiega Sergei- in cui si vede la sonda molto bene. Si è trattato di una osservazione importante non solo per l’ASI ma anche per l’Agenzia Spaziale Europea per essere sicuri che anche per Bepi “andrà tutto bene” come si suol dire in questi giorni. Durante l’osservazione – aggiunge Sergei- BepiColombo aveva la costellazione Idra (in latino Hydra) nel suo sfondo stellare.

La missione è basata su due sonde distinte, il Mercury Planetary Orbiter (MPO), che trasporterà gli strumenti destinati allo studio della superficie, esosfera e della composizione interna del pianeta, e il Mercury Magnetospheric Orbiter (MMO), che trasporterà gli strumenti dedicati allo studio della magnetosfera del pianeta. È inoltre progettata per studiare la composizione, la geofisica, l’atmosfera, la magnetosfera e la storia di Mercurio. In particolare la missione ha i seguenti obiettivi scientifici: studiare l’origine e l’evoluzione di un pianeta vicino alla sua stella; studiare Mercurio nella sua forma, struttura interna, geologia, composizione e crateri; fornire un modello 3D di tutta la superficie del pianeta; esaminare ciò che resta dell’atmosfera di Mercurio (esosfera), la sua composizione e le sue dinamiche; sondare la magnetosfera del pianeta (la sua struttura e le sue dinamiche); determinare le origini del campo magnetico di Mercurio; studiare i depositi polari del pianeta, la loro composizione ed origine ed effettuare test sulla teoria della relatività generale di Einstein.

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