È di Valsinni, in provincia di Matera, la 20esima vittima del virus bastardo. A perdere la vita in primissima serata all’ospedale Madonna della Grazie di Matera e’ stata una 72enne. Ricordiamo che la signora era stata trasportata nel nosocomio materano dopo essere transitata dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Policoro alcune settimane fa.
A Valsinni sono stati fino a ora 3 i casi di coronavirus accertati, il primo dei quali proprio della donna morta oggi.
La donna era stata originariamente trasferita dal pronto soccorso di Policoro all’ospedale di Matera, dove e’ risultata positiva al tampone il 24 marzo scorso.
Curata è risultata poi negativa al tampone tant’è che nelle ultime ora stava per essere trasferita a geriatria per il recupero post virus. Ma evidentemente la situazione deve essere precipitata per cause in corso di accertamento. Dalle prime ricostruzioni pare che la morte sia dovuta a un arresto cardiaco
La situazione della attendibilità dei tamponi inizia a diventare un problema da attenzionare. Proprio ieri ci eravamo occupati di alcuni casi postivi solo al terzo tampone, dopo i primi esiti negativi (Clicca qui per approfondire)
Prima della 20esima vittima a perdere la vita era stato al Madonna delle Grazie di Matera un 87enne che faceva parte della famiglia di Matera che aveva registrato ben 8 contagi.
La 18esima vittima era stata il papà di Pino Larotonda, il cui figlio, come si dirà appresso, era morto nello stesso modo qualche giorno prima.
La 17esima vittima lucana del virus bastardo era stata un 78enne residente a Potenza, originario di Brindisi di Montagna. L’uomo di 78 anni pare fosse arrivato in condizioni già critiche il 24 marzo alla terapia intensiva dell’ospedale San Carlo.
Prima di lui non ce l’ha neppure fatta Donato Sabia, il 57enne potentino, ex campione olimpico, ricoverato in Rianimazione all’ospedale San Carlo di Potenza, e prima di lui il 77enne padre di un ristoratore potentino del rione Poggio Tre Galli. Al Madonna delle Grazie di Matera la 14esina vittima è stata il 71enne di Pisticci, morto per il focolaio del centro Don Gnocchi di Tricarico, e a ritroso sabato 4 aprile, quando presso il San Carlo di Potenza, perse la vita il 71enne di Montemurro, per il quale sembrava che il peggio fosse passato. Prima di lui Antonio Nicastro, 67 anni di Potenza. Un altro caso di quelli che grida vendetta. La sera prima ricordiamo la dipartita del giovane Pino Larotonda, 38 anni, di Rapolla, Vigile Urbano, da poco trasferitosi a Melfi, spentosi nel reparto di Terapia Intensiva del San Carlo di Potenza, e precedentemente l’imprenditore 85enne di Irsina, deceduto all’Ospedale San Carlo, il 54enne Donato Russo di Paterno, spentosi nel reparto di Terapia Intensiva, il commerciante di bevande potentino Palmiro Parisi, di 54 anni, deceduto all’Ospedale San Carlo di Potenza ed ancora una donna di Paterno di 86 anni, che ha perso la vita sabato 28 marzo, un’altra donna di Spinoso, registrata nella tarda serata di giovedì 26 marzo all’Ospedale di Potenza, una donna di 63 anni di Moliterno, anche lei ricoverata nel nosocomio potentino a causa del coronavirus, un uomo di 79 anni di Potenza ricoverato dal 19 marzo scorso presso l’Ospedale San Carlo, dov’è poi deceduto, un uomo di 74 anni, residente a Rivello ed ospite nella casa di riposo da circa 10 anni a Sala Consilina (Sa), un 80enne di Potenza, seconda vittima legata all’epidemia di coronavirus in Basilicata morto nell’ospedale San Carlo di Potenza dove era ricoverato da alcuni giorni e l’uomo di 77 anni della frazione Villa d’Agri, di Marsicovetere, morto all’Ospedale San Carlo.

