Le Cronache Lucane

11 CONDANNE PER OMICIDIO DI SARAH SCAZZI

Bugie, false testimonianze e autocalunnie nel processo sulla morte della 17enne di Avetrana


Si parla di bugie, false testimonianze e autocalunnie nel processo sulla morte di Sarah Scazzi, la 17enne di Avetrana (TA) avvenuta il 26 agosto del 2010. Il Giudice monocratico del Tribunale di Taranto Loredana Galasso ha messo la parola fine al processo-bis sui falsi testimoni dell’omicidio condannando 11 dei 12 imputati e assolvendo una sola persona. Accolto quasi integralmente la richiesta della pubblica accusa, rappresentata dal pm Mariano Buccoliero che aveva chiesto 12 condanne. Le pene più alte sono andate a Mariano Russo e Michele Misseri, condannati rispettivamente a 5 e 4 anni di reclusione.

Ivano Russo, l’amico conteso intorno al quale sarebbe nata una rivalità tra Sarah e sua cugina Sabrina è stato condannato per false informazioni al pubblico ministero e falsa testimonianza davanti alla Corte d’assise. Secondo il pm, in aula fu reticente, mentì per coprire Sabrina.

Riguardo a Michele Misseri, per lui si tratta della terza condanna, dopo quella definitiva a 8 anni per aver gettato in fondo a un pozzo di contrada Mosca il corpo senza vita della nipotina (delitto per quale stanno scontando l’ergastolo Cosima Serrano e Sabrina Misseri, zia e cugina di Sarah) e dopo quella a un anno e mezzo inflittagli due mesi fa per aver diffamato il suo ex avvocato Daniele Galoppa e la criminologa Roberta Bruzzone. I 4 anni di oggi riguardano l’accusa di autocalunnia per essersi incolpato ingiustamente dell’omicidio nel tentativo di scagionare moglie e figlia. La sua versione, tuttavia, non è mai stata creduta dai magistrati.

Menzogne e calunnie, per l’accusa, sono anche quelle di Dora Serrano, sorella di Concetta (mamma di Sarah) e Cosima, che per dipingere il cognato Michele come un mostro, in aula ha raccontato di aver subìto un tentativo di molestia sessuale dal contadino. Per lei e per Giuseppe Serrano, il tribunale ha inflitto una condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione.

Tre anni di reclusione per falsa testimonianza, a Maurizio Misseri (nipote di Michele), Anna Lucia Pichierri (moglie di Carmine Misseri), Anna Scredo, cognata del fioraio Giovanni Buccolieri, 3 anni e 2 mesi per Giuseppe Augusto Olivieri.

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