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La QUERULOMANIA da CARNEFICE a VITTIMA oltre il TRITACARNE MEDIATICO

Le loro numerose querele impegnano i magistrati e gravano economicamente sui contribuenti, questi soggetti andrebbero smascherati ed obbligati a risarcire i singoli e lo Stato.

CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: LE QUERELE PER DIFFAMAZIONE INTASANO LE PROCURE
Criminologa URSULA FRANCO

– Dottoressa Franco, in cosa consiste la legge americana sulla diffamazione?

Negli Stati Uniti è considerato diffamatorio un contenuto falso “motivated by malice”, ovvero, non basta che un soggetto dichiari il falso, ma è anche necessario dimostrare il suo intento di commettere un atto malevolo. Secondo la legge italiana è invece diffamante anche un contenuto vero quando sia lesivo dell’onorabilità. In parole povere, la legge americana sulla diffamazione impedisce che la querela per diffamazione venga utilizzata per intimidire e, quindi, limitare il diritto alla libertà di espressione. Purtroppo, in Italia, la querela per diffamazione è sempre più spesso utilizzata per imbavagliare, intimidire, sopraffare od estorcere denaro in cambio di una remissione ex ante.

– Dottoressa, come si può evitare questo uso improprio della querela?

Per evitare questo uso improprio della querela per diffamazione sarebbe opportuno che le Procure indagassero sulla concreta attività dei querelanti in modo da escluderne l’uso seriale. I querulomani, infatti, intasano le Procure attraverso la produzione di atti faziosi e capziosi che nulla hanno a che fare con la giusta richiesta di tutela della propria immagine e con la richiesta di giustizia.

Le loro numerose querele impegnano i magistrati e gravano economicamente sui contribuenti, questi soggetti andrebbero smascherati ed obbligati a risarcire i singoli e lo Stato.

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