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Golfo dell’ OMAN : INFERNO in PORTO

Golfo dell’Oman, esplosioni su due petroliere: ipotesi di un attacco Due petroliere sono in fiamme nell’area del Golfo, al largo

Golfo dell’Oman, esplosioni su due petroliere: ipotesi di un attacco

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Due petroliere sono in fiamme nell’area del Golfo, al largo dell’Oman, dopo una serie di esplosioni di cui ancora non si conosce la causa. Inizialmente si è parlato di attacchi, poi i media ufficiali iraniani hanno dichiarato che si è trattato di un incidente.

La Quinta Flotta della Marina Usa ha fatto sapere di aver prestato assistenza alle petroliere , rispondendo a due separate richieste.

I Media locali parlano di esplosioni e incendi su entrambe le imbarcazioni mentre gli equipaggi sono stati evacuati.

L’Iran ha soccorso i 44 membri dell’equipaggio e a intervenire sono state le unità di salvataggio della Marina di Teheran che stazionavano nell’area della provincia di Hormozgan.

Le persone soccorse sono state trasferite al porto iraniano di Bandar-e-Jask. Lo riferisce l’Irna, citando una «fonte informate» sul caso.

Secondo la compagnia di Taiwan Cpc Corporation, che ha noleggiato una delle due navi coinvolte, potrebbe essere stato un siluro a colpire una delle due petroliere la Mt Front Altair, battente bandiera delle isole Marshall, sarebbe ora in fiamme e alla deriva. Secondo il responsabile della divisione petrolchimica della compagnia petrolifera, Wu I-Fang, tutti i 23 membri dell’equipaggio a bordo della nave sono stati tratti in salvo.

Secondo il sito Dryad Global, società di intelligence marittima, l’altra nave coinvolta è la Kokuka Courageous, battente bandiera panamense il cui equipaggio è stato evacuato e portato al sicuro grazie all’intervento di un’altra imbarcazione poco dopo l’incidente. Uno dei marinai sarebbe rimasto leggermente ferito.

Al momento, insomma, non è chiara la dinamica dell’incidente.

La Quinta flotta della Marina militare degli Stati Uniti con sede nel Bahrein ha riferito ai media internazionali di aver ricevuto due chiamate di soccorso.

Una alle 6.12 ora locale e una seconda alle 7 del mattino. A seguito del presunto attacco i prezzi del petrolio sono aumentati del 4 per cento.

L’area si trova vicino allo Stretto di Hormuz, importante via d’accesso ai terminal petroliferi dei paesi del Golfo e dell’Iran.

L’incidente giunge a un mese dal sabotaggio di quattro petroliere avvenuto lo scorso 12 maggio al largo della costa di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti che ha aumentato ulteriormente le tensioni nella regione.

Lo scorso 6 giugno gli Emirati Arabi Uniti hanno riferito ai membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che gli attacchi alle quattro petroliere recano i segni di una «operazione sofisticata e coordinata», molto probabilmente da parte di un attore statale.

Tensione altissima nel Golfo dell’Oman dove la petroliera Altair, battente bandiera delle isole Marshall, è in fiamme e alla deriva perché sarebbe stata colpita da un “siluro” nelle acque tra gli Emirati e l’Iran.

La compagnia armatrice norvegese ha comunicato che sulla nave – che trasporta 75.000 tonnellate di nafta – si sono verificate tre esplosioni, non ci sono feriti tra i 23 membri dell’equipaggio composto in gran parte da persone provenienti da Russia, Georgia e Filippine.

La Altair è assistita da unità navali della V Flotta Usa che ha la sua base nel Bahrain.

La Guardia costiera dell’Oman, attraverso un suo portavoce, parla apertamente di un “attacco” che ha causato una o più esplosioni a bordo. Anche la compagnia energetica taiwanese CPC, che aveva commissionato il trasporto della nafta a bordo della nave, sostiene che potrebbe essere stata colpita da un siluro. Altre esplosioni hanno coinvolto una seconda nave, la Kokuka Courageous, battente bandiera panamense, il cui equipaggio è stato evacuato e portato al sicuro. L’accaduto non è ancora chiaro. L’area interessata è nei pressi dello Stretto di Hormuz, importante via d’accesso ai terminal petroliferi nel Golfo dei paesi arabi e dell’Iran.

La Marina americana dice di aver ricevuto due chiamate di soccorso, la prima alle 6:12 e una seconda alle 7:00. Quindi si sono diffuse voci di un attacco con siluri. Al momento non si hanno informazioni più precise. L’incidente giunge a un mese dal sabotaggio di quattro petroliere avvenuto al largo della costa di Fujairah, negli Emirati.

L’ambasciatore di Abu Dhabi all’Onu, una settimana fa, ha riferito ai membri del Consiglio di sicurezza che gli attacchi alle quattro navi sono stati frutto di una “operazione sofisticata” coordinata molto probabilmente da un “attore statale” poiché hanno richiesto l’impiego imbarcazioni veloci e di sub esperti per sistemare le mine sotto la linea di galleggiamento delle petroliere. Un riferimento, senza nominarlo, all’Iran che invece gli Stati Uniti hanno direttamente accusato di essere responsabile. Tehran da parte sua ha negato qualsiasi coinvolgimento. Il “falco” anti-iraniano e consigliere per la sicurezza nazionale Usa, John Bolton, aveva detto che mine iraniane erano state probabilmente usate nel sabotaggio senza però fornire alcuna prova a sostegno delle sue affermazioni.

L’accaduto di questa mattina ha immediatamente fatto salire il prezzo del greggio sul mercato internazionale.

La petroliera Altair è in fiamme e alla deriva perché sarebbe stata colpita da un “siluro”. Altre esplosioni hanno coinvolto una seconda nave, la Kokuka Courageous

FONTE: Nena News

Golfo Oman, due petroliere a fuoco

La flotta americana risponde all’allarme

I 44 membri dell’equipaggio, sono stati tratti in salvo dalla Marina iraniana.

Succede a un mese da un incidente simile in cui sono state sabotate quattro petroliere saudite DUBAI.

Che le due petroliere siano state attaccate sembrerebbe certo, secondo quanto dichiarato da una delle due compagnie petrolifere e da Tokyo, verso cui era diretta una delle due navi.

“Le due petroliere nel Golfo di Oman sono state attaccate”

Lo ha annunciato il ministro del Commercio nipponico Hiroshige Seko aggiungendo che le due imbarcazioni trasportavano carichi “collegati al Giappone”.

“Ho avuto informazioni che le due navi con carico diretto in Giappone sono state attaccate vicino allo Stretto di Hormuz”, ha detto Seko, proprio quando Shinzo Abe è in Iran come primo premier giapponese in visita dal 1979, nel tentativo di mediare nelle tensioni con gli Stati Uniti.

“Almeno una delle due petroliere sarebbe stata colpita da un siluro”

così riporta il quotidiano britannico Telegraph, che cita la compagnia petrolifera statale taiwanese. La nave in questione è la Front Altair, di proprietà norvegese.

L’altra petroliera, la Kokuka Courageous, è stata danneggiata in un “sospetto attacco” che ha aperto uno squarcio nello scafo sopra la linea di galleggiamento. La Quinta flotta degli Stati Uniti, basata nel Bahrein, ha confermato di aver ricevuto una richiesta di aiuto da due petroliere “attaccate” nel golfo dell’Oman. Lo riferisce un comunicato della Marina militare americana, specificando che si è trattato di “due allarmi distinti, uno alle 6.12 del mattino e un altro alle 7 del mattino”.

I media locali parlano di esplosioni e incendi su entrambe le imbarcazioni, una battente bandiera norvegese e l’altra panamense.

La Marina di Teheran ha soccorso 44 membri degli equipaggi.

La dichiarazione degli americani è arrivata dopo l’allerta diramata dall’Ukmto, operazioni commerciali del Regno Unito, gestito dalla Marina britannica, in cui si segnalava un incidente non specificato che si era verificato nell’area. L’allarme precisava che sono in corso le indagini sull’incidente ed esortava a un'”estrema cautela”, considerate le tensioni tra Stati Uniti e Iran. Yutaka Katada, a capo della Kokuka Sangyo, armatore giapponese di una delle due petroliere, ha confermato l’attacco e il danneggiamento della sua nave. Non ci sono feriti a bordo della Kokuka Courageous, ha poi precisato. L’equipaggio – aveva reso noto Tokyo – è composto da 21 marinai filippini.

FONTE : La Repubblica

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