Le Cronache Lucane

CAPOCASALE SUL NUOVO CCSL

Solo vantaggi per i lavoratori secondo la Fismic Basilicata

Aldilà degli annunci di facciata e del grande generalizzato entusiasmo sindacale il nuovo contratto collettivo specifico di lavoro per i dipendenti Fca, oltre che Ferrari e CNHi (ma ci occuperemo solo del gruppo automobilistico che opera a Melfi) nasconde delle criticità. Dal prossimo mese di aprile i dipendenti avranno in busta paga un aumento di 24! euro netti al mese. Si salirà a 48 euro per il secondo anno, 72 il terzo e 96 euro al quarto anno! Le altre cifre di cui si parla sono lorde e quindi non le elenchiamo per non confondere il lettore. Ebbene sono diversi i punti da discutere. Intanto nel 2023 l’inflazione mangerà buona parte di questo aumento che rimarrà al di sotto dei 100 euro mentre si era parlato di dover recuperare 170 euro degli ultimi dieci anni. La differenza è sostanziale. Si aggiunga la mancata armonizzazione degli scatti di anzianità che provoca grandi differenze negli stipendi tra i diversi lavoratori. Alla voce “minimo non assorbibile”, che ben conosco le maestranze, qualcuno percepirà solo 17 euro, i più anziani fino a 120 euro. Ecco perché sarebbe stato auspicabile armonizzare gli scatti di anzianità per venire incontro alla gran parte dei lavoratori più giovani. Così non è stato e per quattro anni così non sarà. Ecco perché non è tutto oro ciò che luccica. Si aggiunga l’assenza alla trattativa di Torino della Fiom, non firmataria dell’accordo Fiat con Marchionne e si potrà meglio comprendere il perché delle perplessità di certa parte delle maestranze di San Nicola di Melfi

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