LEGAMBIENTE SU PARCO APPENNINO LUCANO
Si legge in un comunicato stampa di Legambiente
“Il ministero dell’Ambiente ha azzerato i vertici del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano e ha finalmente nominato il Commissario come Legambiente chiedeva ormai da diversi mesi.
Il neo Commissario, il generale Alfonso Di Palma, persona di grande equilibrio e profonda umanità, in qualità di comandante della Legione Carabinieri «Basilicata» da gennaio 2016 fino a giugno scorso, non ha mai mancato di dimostrare in modo tangibile la sua viva sensibilità sulle questioni ambientali della nostra Regione, come la stessa Legambiente ha potuto in più occasioni constatare. Pertanto non nutriamo dubbi che nel suo nuovo incarico di Commissario Straordinario del Parco dell’Appennino Lucano saprà profondere, insieme ai suoi collaboratori, tutto l’impegno e la competenza necessari per rimettere sui giusti binari, nel più breve tempo possibile, un Ente che ha una funzione strategica nelle politiche di conservazione e sviluppo locale sostenibile anche per la compresenza, nello stesso territorio, delle attività petrolifere.
Legambiente, come è noto, ha chiesto con forza per quasi un anno questo epilogo, esponendosi apertamente contro il sistema di potere che si era impadronito dell’Ente Parco imponendo ad esso una gestione largamente improntata all’illegittimità e incurante degli interessi del territorio. Per contro abbiamo dovuto subire attacchi a mezzo stampa, tentativi volgari di screditamento, accuse di perseguire interessi personali che abbiamo sempre rispedito al mittente perchè rivendichiamo la nostra identità di ambientalisti liberi da ogni condizionamento ed interesse di parte che non sia quello della salvaguardia e dello sviluppo sostenibile del territorio.
Adesso non ci interessa dire che avevamo ragione, non ha importanza sostenere che abbiamo vinto, perchè la nostra vittoria non può limitarsi all’allontanamento di chi ha fatto scempio della legalità e della cura del territorio, condizione certo necessaria ma non sufficiente per rendere il Parco il motore di un territorio in grado di assumere la tutela e la valorizzazione delle sue risorse naturali come paradigmi strategici di riferimento. Il commissariamento è il primo passo, ma l’obiettivo finale per noi è chiaro ed è l’ora di perseguirlo”.
PARCO APPENNINO LUCANO REPLICA A LEGAMBIENTE
“Leggiamo, dal comunicato dell’associazione Legambiente Onlus, della grande soddisfazione per il commissariamento degli organi dell’ente parco Nazionale Appennino Lucano da parte del Ministro Costa. “Giustizia è fatta”, la richiesta dell’associazione ambientalista è stata esaudita.
Legambiente ha finalmente dimostrato il primato della sua forza politica, dimenticando che il commissariamento esautora la rappresentanza territoriale; espressione della Comunità del Parco democraticamente eletta e rappresentativa dei cittadini.
Adesso, comunque, la rappresentanza è assunta da Legambiente (sic!!!!)”. Lo sostengono – attraverso una nota dell’ufficio stampa del Parco nazionale dell’Appennino lucano – Vittorio Triunfo, Marco Zipparri, Giuseppe Votta e Mimmo Carlomagno, già componenti del consiglio direttivo del Pnal.
“Le politiche ambientali dell’Ente Parco potranno di nuovo avere l’assenso di Legambiente, come peraltro avvenuto negli anni dal 2009 al giugno 2015, precedenti all’insediamento del Consiglio Direttivo.
Anni nei quali grande, se non in via esclusiva, è stata la sua presenza nell’ambito delle attività di programmazione dell’Ente.
Da oggi l’Ente Parco non sarà più contigua all’ENI (come più volte urlato da Legambiente).
Resta, però, un mistero di come un Ente Pubblico possa essere compiacente con una società privata (senza commettere reati penalmente rilevanti) mentre un’associazione onlus, che si erge ad unica paladina a tutela dell’ambiente, possa essere credibile nel momento in cui viene lautamente compensata economicamente da coloro che sono ritenuti fautori di disastri ambientali.
Sarebbe opportuno, per coloro che vivono la realtà territoriale delle estrazioni petrolifere, condividere i risultati del progetto relativo alla Scheda A approvato nell’ambito del “Protocollo d’intenti sottoscritto il 18/11/1998 tra la Regione Basilicata ed Eni S.P.A.” con Delibera della G.R. n. 503/2017, di cui Legambiente ne beneficia.
Altrettanto doveroso sarebbe spiegare, per l’irreprensibile associazione, con quale modalità giuridica viene individuato il beneficiario (DD 12A2.2017D.1425 del 02.08.2017), considerato che, la stessa, è operatore economico a tutti gli effetti di legge, soprattutto in considerazione dell’importo economico (ad una prima anticipazione con atto del 27.09.2017 seguono acconti di € 54.320,00 con atto del 16.10.2017 ed € 78.419,22 con atto del 2.08.2018).
Liquidazioni effettuate da ENI (la stessa che sarebbe contigua all’Ente Parco).
Per dovere di informazione è corretto segnalare ai lettori che qualora una Pubblica Amministrazione riceva contributi economici, gli stessi, vengono iscritti a bilancio e che eventuali affidamenti a terzi avvengono con procedure ad evidenza pubblica.
Ciò, ovviamente, non accede con le associazioni Onlus, in quanto non amministrazioni pubbliche.
Si resta in attesa di leggere i risultati di tale attività progettuale, in uno alle modalità amministrative che hanno portato individuazione del beneficiario in forma diretta (questo al solo fine di ampliare le proprie conoscenze giuridiche per una futura applicazione)”
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