Don Luca si scaglia contro il decreto sicurezza approvato pochi giorni fa dal parlamento: “Il nuovo decreto sicurezza costringe le persone a dormire per strada, quindi l’Italia si è schierata per la “non accoglienza”. Poi però, in casa, tutti bravi a esibire le statuette accanto alla tavola imbandita, al caldo del termosifone acceso”
“Ci vuole una coerenza umana e psicologica. Applaudire il decreto sicurezza di Salvini e mettere il presepio è schizofrenia pura. Come dire: accolgo Dio solo quando non puzza, non parla, non disturba. Lo straniero che vedo per strada, invece, non lo guardo e non lo voglio”, dice in un’intervista.
“Se il presepe deve essere pura esteriorità, allora tanto vale non farlo”, Lo stesso messaggio è stato ripetuto su Morning Show di Radio Padova. “Lei è fuori da ogni grazia di Dio”, “Si vergogni”, “Meriterebbe la scomunica”, “Parla da politico”, sono i messaggi che il religioso ha ricevuto, insieme ai messaggi di solidarietà.
“Basta con questo inutile teatrino delle statuette di Natale”, dice il religioso intervistato. “Oggi fare il presepio è ipocrita. Il presepe è l’immagine di un profugo che cerca riparo e lo trova in una stalla. Esibire fior di statuette, facendosi magari il segno della croce davanti a Gesù bambino, quando poi nella vita di tutti i giorni si fa esattamente il contrario, ecco tutto questo lo trovo riprovevole”
Incalza il prete Don Luca
“Il presepio non è una rappresentazione teatrale. I cristiani si rendono conto che rischiano di diventare dei teatranti? Va in scena il teatrino del Natale e poi si lascia morire la gente per strada. Vorrei ricordare a questi cristiani che ci sono migliaia di Gesù-bambino in giro per le strade, sotto i ponti”
Anche alcuni politici veneti si sono scagliati contro le parole del prete: l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan ha detto: “Questo parroco ha perso l’orientamento e mi sembra che abbia solo voglia di stupire e creare notizia se è così livoroso nei confronti del presepe, mi domando se sia lui ad aver fatto la scelta giusta”
Duro l’intervento del senatore leghista Andrea Ostellari: “La tentazione di nascondere i simboli cristiani è vecchia quanto la Chiesa e la Chiesa le sopravviverà. Mentre fallirà il progetto di ridurla al rango di associazione benefica fra le tante. Cristo non ha cambiato la storia perché è stato il più coerente o caritatevole degli uomini, ma perché ha vinto la morte e portato su di sé i peccati di tutti: poveri, rifugiati, pubblicani, prostitute e anche ipocriti. Don Favarin faccia come crede. Io sono ipocrita? Forse, ma Cristo è nato anche per me. Quindi farò il presepe, come ogni anno, con i miei figli e mia moglie”.

Parroco di Padova: “Non fate il presepe, è ipocrita. Gesù era un profugo”
Vale la pena fare il presepe? A chiederselo è don Luca Favarin, sacerdote in prima linea nella missione pastorale per la Diocesi di Padova a fianco dei migranti. Ideatore e promotore di progetti di accoglienza innovativi come il ristorante “Strada facendo”, don Luca fa discutere sui social dopo che il sacerdote ha scritto su facebook: “Quest’anno non fare il presepio credo sia il più evangelico dei segni. Non farlo per rispetto del Vangelo e dei suoi valori, non farlo per rispetto dei poveri”.
Intervenendo al Morning Show di Radio Padova don Luca Favarin ha chiarito il messaggio dicendo che “se il presepe deve essere pura esteriorità, allora tanto vale non farlo”.
Ne è seguito uno scontro verbale con il sindaco di Albettone Joe Formaggio, ospite fisso del programma di Radio Padova condotto da Barry Mason con in studio l’opinionista Alberto Gottardo, che si può ascoltare nel file qui sotto
Il presepe? Forse ha più senso non farlo. Bufera sul sacerdote don Luca Favarin che in diretta su Radio Padova spiega le sue ragioni https://www.padova24ore.it/presepe-forse-piu-senso-non-farlo-bufera-sul-sacerdote-don-luca-favarin-diretta-radio-padova-spiega-le-sue-ragioni/


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