Le Cronache Lucane

LA D’ORSOGNA SCRIVE IN MERITO AI FANGHI IN AGRICOLTURA

In tutta sincerità in tutti questi mesi non ho visto nessuna iniziativa vera da parte di questo Sergio Costa in tema petrolio; non ci sono stati provvedimenti di bocciatura sulle trivelle, c’è stata invece timidezza in Basilicata e adesso il silenzio con questa storia dei fanghi. Non va bene cosi.

 FANGHI IN AGRICOLTURA

Nell’elenco dei firmatari 5stelle non ci sono solo quelli ma molti altri cinquestelluni.

Diciamo che la D’Orsogna ha citato solo quelli che lei conosce direttamente e che hanno usato il suo lavoro per fare carriera. Noi glielo avevamo detto ma…..non ha voluto crederci 

 

 

Hanno votato si:

Gianluca Castaldi ~ Franco Ortolani ~ Barbara Lezzi ~ Gianni Girotto ~ Vito Petrocelli

tutti del M5S, tutti che si sono riempiti la bocca con belle parole sull’ambiente

Si può  anche votare no.
Si può anche essere coerenti.

Non ci siamo.

Io non so i giochini della realpolitik che ci stanno dietro, e sinceramente non mi interessano. Quel che so è che è immorale innalzare di venti volte il livello di idrocarburi nei fanghi di depurazione per essere riusati in agricoltura.

È questo infatti quello che prevede l’articolo 41 del cosiddetto decreto “Genova”: innalzare il livello di idrocarburi nei fanghi spandibili nei suoli agricoli da 50 a 1000 milligrammi per chilogrammo.

Cioè sarà lecito spargere robaccia tossica sui campi.

Dove finirà quella robaccia? Mmh. Tiriamo ad indovinare. Sulle tavole degli italiani?

La stampa italiana scrive che questo è una sorta di scorciatoia per chi tratta acque di scarto da depuratori industriali e civili, e che non sa cosa farne. Addirittura la regione Lombardia aveva pure pensato di innalzare i livelli oltre i 1000 milligrammi per chilogrammo, ma fu il TAR della regione a bloccarli.

Sono andata a vedere cosa facciamo qui il California.

Mi pare di capire che in questa parte del mondo il limite di oli in acqua da usare per l’agricoltura sia di 35 milligrammi per litro. Un litro equivale ad un chilogrammo di acqua, per cui in California il limite è di 35 milligrammi per kilogrammo.

Riassunto:

In California il limite è di 35 milligrammi per chilogrammo;
In Italia il limite era di 50 milligrammi per chilogrammo;
In Italia il limite e’ ora di 1000 milligrammi per chilogrammo.

Tutta salute, eh!

E poi ci lamentiamo della mafia e degli speculatori e dei tedeschi o chi per loro che vengono a smaltire la loro monnezza in Italia. Ma se siamo noi i primi a concederglielo!

La colpa dunque, quando arriveranno i TIR dal nord europa non è degli altri, quelli fanno solo il business, ma è nostra, perché gli abbiamo aperto la porta, rendendo legale un vero scempio. E quando la camorra farà i suoi affaracci di monnezza, occorre ricordare che siamo stati noi a incoraggiarli, tacitamente.

Non so cosa sia passato per la testa di Matteo Salvini e di tutti gli stolti che hanno votato, approvato, taciuto o guardato dall’altro lato mentre questo articolo 41 veniva approvato.

So però che il Ministro Sergio Costa ha una enorme responsabilità in tutto questo, e che più di altri avrebbe dovuto darsi da fare, con la mente e con le braccia e con le unghia e con le parole, contro questa decisione.

Non era lui quello della terra dei fuochi?

Non ha visto cosa è successo alle mamme campane, ai loro figli, ai loro giovani?
E solo perché non ne parla più nessuno non vuol dire che non ci sia ancora sofferenza e dolore.

E come pensa che sia iniziato tutto questo?

Con un po’ di veleni di qua, un po’ di veleni di la, e alla fine, siamo arrivati alle mozzarelle alla diossina.

Come sempre, è la prevenzione che conta, e questo più di altri Sergio Costa dovrebbe saperlo. E non solo dovrebbe saperlo, dovrebbe averlo insegnato ai suoi, a Matteo Salvini, e a chiunque avesse avuto dubbi sulla logicità di aumentare i veleni nell’acqua dei campi di venti volte.

L’Italia è uno dei paesi d’Europa maggiormente colpiti dai tumori dell’infanzia, secondo uno studio pubblicato nel 2017 su Lancet. Su 62 paesi studiati viene fuori che l’Italia è uno dei paesi a maggior tasso di tumori per i residenti al di sotto dei 20 anni di età 

E il tumore dell’infanzia è più di ogni altra cosa collegato all’inquinamento vissuto dalla mamma prima, dal feto poi e dal bambino stesso.

Pensiamo di curare queste statistiche spandendo veleni nei campi?

In tutta sincerità in tutti questi mesi non ho visto nessuna iniziativa vera da parte di questo Sergio Costa in tema petrolio; non ci sono stati provvedimenti di bocciatura sulle trivelle, c’è stata invece timidezza in Basilicata e adesso il silenzio con questa storia dei fanghi. Non va bene cosi.

All’inzio uno può dire di dover studiare il sistema, ma dopo quattro, cinque mesi di silenzio, e peggio, di taciti assensi, si diventa complici caro Sergio Costa.

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Addendum: un sacco di gente mi scrive dei “perché” e dei “per come” e delle emergenze e delle scusanti su questa decisione. La verità che una emergenza non si risolve creandone altre, da regalare alle generazioni future. Mi si dice che è tutto temporaneo – ma sappiamo tutti come finisce la temporaneità in Italia, finisce dopo decenni e decenni di veleni. Non esistono scuse che tengano qui. Ci deve essere un modo di smaltire fanghi senza avvelenare nessuno.

Ciascuno deve rispondere a questa domanda: davvero pensate che la soluzione sia mangiare melanzane annaffiate con l’acqua al petrolio?

 

 

Domenico Leccese 

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