POTENZA. La Corte dei Conti di Basilicata ha attenzionato la gestione finanziaria dell’Ente Parco nazionale Appennino lucano. Tra gli indagati eccellenti, 14 persone tra dirigenti, attuali ed ex vertici del Parco, c’è il direttore generale dell’Ente in carica: l’architetto Vincenzo Fogliano. Tra le contestazioni elevate dalla procura contabile vi sono il presunto scorretto impiego di rimborsi spese, quali ad esempio quelli relativi al carburante o ai buoni pasto, le indennità di missione, l’illecito arricchimento, indebito utilizzo delle auto di servizio, spicca quella relativa al danno da illegittimo conferimento di funzioni dirigenziali al direttore Vincenzo Fogliano.
Nel frattempo che la magistratura contabile faccia il suo corso, l’udienza del processo è fissata al prossimo 19 giugno, le indagini della procura potrebbero aver rimandato la nomina del futuro presidente dell’Ente. Attualmente opera in regime di prorogatio il geometra Vittorio Triunfo, succeduto nell’incarico a Domenico Totaro.
La provvisorietà della poltrona, però, avrebbe già dovuto terminare. L’intesa sul nuove nome sarebbe stata già raggiunta da coloro abilitati a farla. Da una parte il ministero dell’Ambiente, nella persona di Gian Luca Galletti, e dall’altra il governatore lucano Marcello Pittella.
Il nuovo presidente sarebbe dovuto essere, e rumors dicono che probabilmente lo sarà al di là del contrattempo temporale, Vincenzo Taddei. Verosimilmente a pesare sul rinvio dell’affidamento dell’incarico potrebbe essere stata anche la tornata elettorale delle politiche per il rinnovo del Parlamento italiano. Taddei sarebbe una nomina più politica che tecnica. Come Totaro, anch’egli proviene dalla medesima area di riferimento, gli ex alfaniani del Nuovo Centro Destra, oggi confluiti in Area Popolare che alle recentissime elezioni ha presentato proprie liste con “Civica e Popolare” della Lorenzin che in Basilicata aveva tra i candidati di spicco Rosellla, Continolo e Viceconte. Tutti e tre “trombati” dal giudizio degli elettori lucani. Viceconte, se pur in rappresentanza dell’intero centrosinistra, è arrivato addirittura terzo nel collegio della Camera Potenza/Lauria, con molto distacco dall’eletto Caiata e dal candidato del centrodestra Benedetto. La nomina di Taddei, quindi, potrebbe subire una brusca frenata a seguito delle vicende che stiamo raccontando, anche se difficilmente è pensabile che l’ex deputato vi rinunci, visto anche il fatto che Area Popolare rivendicherà la postazione sia come alleato di Pittella, sia anche per la mancata elezione al soglio della presidenza del Consiglio regionale di uno degli alfieri dell’area popolare, Aurelio Pace.
Insomma l’Ente potrebbe essere una sorta di camera di compensazione all’interno dello scacchiere del centrosinistra lucano. Ma c’è anche da dire che al momento la carica di presidente scotta. Gli ultimi due che l’hanno avuta sono entrambi indagati dalla procura contabile.
Oltre ai citati Triunfo, Totaro e Fogliano compariranno inoltre in aula, dinanzi ai giudici contabili lucani, tutti e tre gli attuali componenti del collegio dei revisori: Ciro Di Iorio e Giovanni Tucci, in rappresentanza del Ministero economia e finanza, e Decio Giovanni Scardaccione, in rappresentanza della Regione Basilicata.
Gli altri coinvolti sono alcuni membri dell’attuale consiglio direttivo, quali: Rocco Perrone, sindaco di Sasso di Castalda, Marco Zipparri, consigliere e assessore comunale di Marsicovetere, Giuseppe Votta e Gaetano Montemurro. Nel fascicolo d’indagine della procura contabile si leggono infine i nomi di: Maria Greco, Domenico Mitidieri, Tonia Pessolano e l’avvocato Simona Aulicino. Secondo l’accusa il maggiore responsabile del presunto danno erariale di circa 165 mila euro è il direttore Fogliano. Le indagini avrebbero fatto emergere lo sperpero di risorse pubbliche perpetrato dagli amministratori del Parco, nonché sprechi «relativi in particolare all’incarico conferito all’arch. Fogliano, ad alcuni emolumenti a lui attribuiti, alle spese per carburante a lui indebitamente erogate, a spese per una consulenza».
