Le Cronache Lucane

NO APERTURA AL CULTO DELLA TRINITÀ A POTENZA

È! RICORDO DI ELISA L’ultimo compleanno che hai festeggiato è stato il #16esimo, #23annifa. Eri felice, insieme alle amiche più

È! RICORDO DI ELISA
L’ultimo compleanno che hai festeggiato è stato il #16esimo, #23annifa.
Eri felice, insieme alle amiche più strette, ai tuoi genitori e ai tuoi adorati fratelli, spegnesti le ultime candeline della tua esistenza.
Ma ovviamente non potevi nemmeno lontanamente immaginarlo… e neanche i tuoi potevano mmaginare che 8 mesi più tardi, un assassino ti avrebbe strappata via da tutti loro.
Eri felice pensando che tra 2 anni avresti compiuto 18 anni; eri così entusiasta di prendere la patente, così da poter andare dove ti pareva. Ma la patente non l’hai presa,
18 anni non li hai compiuti…
I seguenti 17 compleanni, li hai #festeggiati
in un posto buio, sporco, freddo…
Eri stata portata lì, massacrata e abbandonata… ma i tuoi ancora non lo sapevano…
e il giorno del tuo compleanno si chiedevano dove fossi…
non potevano neanche farti gli auguri perché non c’era una tomba su cui portarti un fiore…
Gli ultimi 6 compleanni, invece, li stai #festeggiando in un posto pieno di sole,
di fiori e soprattutto di tanto amore.
Non meritavi di festeggiare il compleanno in una tomba o in un sottotetto…
oggi che avresti compiuto #39anni, a correrti incontro e a metterti le braccia al collo per farti gli auguri ci sarebbero state le tue nipotine,
che per colpa di un assassino, stanno crescendo senza di te… e chi sa, forse avresti avuto anche dei figli…
Buon compleanno, noi ti festeggiamo lo stesso… anche se non ci sei fisicamente!

#CasoElisaClaps #17marzo2010 #17marzo2015 è da tempo che chiedo l’intervento diretto del PAPA !
È in corso a Potenza il Processo sul #CasoClaps Il Vice Parroco Don Wagno sarebbe salito nel sottotetto con le donne delle pulizie due mesi prima del ritrovamento #ufficiale del corpo il 17marzo Don Wagno nella deposizione di ieri si contraddice rispetto a quanto dichiarato nel 2010 alla polizia : ” Il cranio? pensavo fosse un pallone” 3ore e 1/2 in Tribunale don Wagno non ha contribuito a fare chiarezza ….. cadendo spesso in contraddizione sul CRANIO e la telefonata al Vescovo #AgostinoSuperbo. altre incongruenze sono state fatte rilevare dal PM #LauraTriassi e dall’Avvocato dei CLAPS #GiulianaSCARPETTA che ha annunciato di voler inviare TUTTI gli atti del processo che si sta svolgendo a Potenza a #PapaFrancesco ….. se vuole fare un poco di #PULIZIA nella Chiesa, può cominciare da qui ! #NoAllaRiaperturaAlCulto della #Trinità
È una #VERGOGNA : la falsa testimonianza è un reato gravissimo, e lo è ancora di più da chi ha una tonaca, perché prima di essere un reato è un #PeccatoCapitale

#sapevatelo2015 mimmoleccesefreelance@ #ingiustoprocesso

FIRMATE la petizione:
https://www.facebook.com/groups/116917835005883/permalink/880582255306100/
ad oggi 1901 firme

Da leggere la News del 23ottobre2014 a firma del Direttore CHIARA RAI
http://www.osservatoreitalia.it/mobile/index.asp?art=2313

9 settembre 2014
Caso Claps, grafologa interpreta lettera di Restivo
Dettagli 19 Apr 2013

POTENZA – La lettera di Danilo Restivo al processo d’appello per l’omicidio di Elisa Claps ha destato curiosità ed interesse. Non solo per i contenuti e le affermazioni.

E così l’associazione Borgo Antico Portasalza di Potenza (con la presidenza di Domenico Leccese e la vice presidenza di Patrice Makabu), ha reso noto – quale contributo alla famiglia Claps – un’ attenta analisi grafologica condotta da Sara Cordella grafologo forense, avente come oggetto la lettera che Danilo ha letto a supporto della dichiarazione spontanea nel corso del processo per l’omicidio Claps, che lo vede come unico imputato. L’associazione A.S.D. Borgo Antico Portasalza, che gestisce circa 12.000 contatti attraverso i gruppi Facebook ”Una Piazzetta Per Elisa”, ”Chi l’ha visto”, ”Progetto Vittime” e gli stessi Domenico Leccese e Patrice Makabu con altri 10.000 contatti personali, sono a sostegno della famiglia Claps nell’ intento di ottenere finalmente Verità & Giustizia. «La prima cosa – scrive l’esperta grafologa – che balza all’occhio visionando la lettera, e questo è facilmente percepibile anche per un “non addetto ai lavori”, è come il foglio venga interamente riempito dalla grafia, non lasciando posto agli spazi bianchi. Questo indica la totale mancanza di percezione dell’altro inteso come diverso da sé. Il bianco infatti, è tutto ciò che non è “io”, l’altro da sé: le persone, le cose, ma anche le dimensioni temporali. In questa grafia, tutto sembra esser fuso in un’unica dimensione, quella dell’io”.

https://www.facebook.com/groups/116917835005883/permalink/803175596380100/
POTENZA – Alla morte di don Mimì Sabia voleva riappropriarsi della chiesa della Trinità, ma la prima ispezione la fa dopo due anni. Apprende che c’è un cadavere nel sottotetto della chiesa e parte per Satriano per un appuntamento pastorale. Wagno gli racconta di aver trovato i resti di Elisa Claps almeno un mese prima e invece di correre in Questura si ferma a dire la messa. Porterà il sacerdote brasiliano dal questore il giorno dopo. Le verità del vescovo di Potenza, monsignor Agostino Superbo, testimone del processo sul ritrovamento dei resti di Elisa Claps – la ragazza potentina scomparsa e uccisa il 12 settembre del 1993 (i suoi resti sono stati ritrovati ufficialmente il 17 marzo del 2010) – è contenuta in una registrazione di oltre due ore effettuata dai tecnici del Tribunale di Potenza durante l’udienza dell’altro giorno (l’audio integrale si può ascoltare in basso dell’articolo).

«Sapeva che c’erano accertamenti dell’autorità giudiziaria nella chiesa della Trinità?», chiede il pm della Procura di Potenza Laura Triassi. L’esame del vescovo parte da quando la chiesa era ancora sotto la gestione di don Mimì e le ispezioni della polizia sono concentrate nei sotterranei. «Me lo aveva detto don Mimì», dice il vescovo. Ma non va a controllare. «Mi sono fidato di quello che mi diceva don Mimì Sabia». Ovvero: «Ma cosa cercano? Qui non c’è niente». E invece c’era Elisa. Era nel sottotetto.

«Quella chiesa sfuggiva al mio controllo», dice il vescovo. Ma a che genere di controllo? «La pastorale. Ho istituito il corso prematrimoniale e gli altri principi del concilio vaticano secondo». E per sopperire, nel 2008, alla morte di don Mimì, nomina un amministratore parrocchiale. «La Trinità era una chiesa ambita?», chiede il pm. Risposta: «Certo. Era un privilegio». Poi però la affida a un viceparroco. Perché? «Io volevo mettere un apostolo di don Mimì Sabia, ma volevo prima mettere un sacerdote nostro per cercare di regolarizzare tutto, sotto tutti i punti di vista». Doveva mettere la Trinità a posto. Ma cosa c’era da mettere a posto? «Mancava dei principi del concilio vaticano secondo. Nella mia testa al primo posto c’è la pastorale».

Alla morte di don Mimì, quindi, il vescovo nomina prima un sacerdote proveniente dal Congo. Anche se la Trinità è ambita. «Sono stato io che ho voluto temporeggiare», dice. Ma è l’unico caso? «Solo per la Trinità ha temporeggiato? », chiede il pm. «Sì». «L’unico caso riguarda la Trinità?». Risposta: «Sì». Il pm: «Come mai solo per la Trinità si fa questa nomina particolare? E per le altre chiese dove se andiamo a controllare pure ci saranno problemi perla pastorale è stato usato un’altro metodo?». Il vescovo: «Non mi piaceva quel modo di gestire la parrocchia». E la parrocchia passa in mano al sacerdote brasiliano Wagno.

Wagno sostiene che il 24 febbraio chiamò il vescovo per avvisarlo del ritrovamento. Ma il vescovo – come ha ribadito l’altro giorno in aula – era a Roma, impegnato con la Cei, e non diede a Wagno la possibilità di spiegare. «Ne parliamo al mio ritorno», avrebbe detto il vescovo. «Io – sostiene Superbo – ricordo di una telefonata ma non riesco a collocarla nel tempo». Dai tabulati telefonici però emerge che tra il vescovo e Wagno non ci furono telefonate il 24 febbraio. E comunque non ce ne furono nei giorni in cui il vescovo sostiene di essere stato a Roma. Wagno avrebbe dimenticato la circostanza e se ne sarebbe ricordato solo dopo il 17 marzo quando – è sempre la versione ufficiale – chiederà di nuovo di parlare con Superbo.
«Il 19 marzo – spiega Superbo – incontro Wagno alla chiesa di San Rocco. Aveva già parlato con don Cesare e gli aveva detto che era una cosa seria». Wagno aveva trovato Elisa almeno un mese prima. Il vescovo sostiene di aver chiamato la polizia e di non aver trovato nessuno. Invece di andare in Questura o comunque di mandarci Wagno si ferma a dire la messa. Andrà in Questura il giorno dopo.

La versione del vescovo di Potenza monsignor Agostino Superbo al processo per il ritrovamento dei resti di Elisa Claps nella chiesa della Trinità. L’audio integrale sul sito web del quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno ( http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/homepage/esclusivo-omicidio-claps-ascolta-l-interrogatorio-del-vescovo-superbo-no728726).

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/potenza/esclusivo-omicidio-claps-ascolta-l-interrogatorio-del-vescovo-superbo-no728932

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