Le Cronache Lucane

L’analisi della dott.ssa Franco: omicidio Noemi DURINI, su RAI3 le reazioni dei genitori di Lucio Marzo.

Ho chiesto alla Dott.ssa URSULA FRANCO (medico, criminologo) un qualificato parere su un caso di cronaca nera che seguiamo dal

Ho chiesto alla Dott.ssa URSULA FRANCO (medico, criminologo) un qualificato parere su un caso di cronaca nera che seguiamo dal 3 settembre ed ha sconvolto l’Italia nelle ultime 48 ore.


La trasmissione su Rai3 Chi l’ha visto? ha scelto di registrare e mandare in onda le reazioni dei genitori di Lucio alla notizia della confessione del figlio, secondo lei uno spettacolo osceno, che poteva essere tranquillamente oscurato ?

La trasmissione Chi l’ha visto? non avrebbe dovuto né registrare né tantomeno mandare in onda le reazioni dei genitori di Lucio alla notizia della confessione del figlio, uno spettacolo osceno. Evidentemente gli autori del programma disconoscono la compassione, quel sentimento di pietà tanto pubblicizzato dalla Chiesa ma raramente partecipato.

ENTRIAMO NEI PARTICOLARI CON ANALISI DETTAGLIATA DELL’INTERVISTA !

Analisi dell’intervista rilasciata dai genitori di Lucio Marzo
Lucio Marzo, 17 anni, ha confessato di aver ucciso la sua fidanzata, Noemi Durini di 16 anni, dopo le 5 del 3 settembre 2017 e di averne coperto il cadavere con delle pietre, i genitori di Marzo hanno rilasciato un’intervista a Chi l’ha visto? durante la quale la giornalista Paola Grauso li ha informati della confessione del figlio.


Noemi Durini
Madre di Lucio Marzo: “Un anno d’inferno… abbiamo passato… abbiamo preso anche l’ans… l’ansiolitico… adesso io sto male, sto male, sto malee…”.

Nell’affermazione d’esordio della madre di Lucio: “Un anno d’inferno… abbiamo passato…”, c’è qualcosa di definitivo, la donna riferisce che l’inferno, lei ed i suoi familiari, se lo sono lasciati alle spalle, che è “passato”, lasciando intendere che Noemi non può che essere morta; se la madre di Lucio non avesse saputo della morte di Noemi avrebbe detto “da un anno stiamo vivendo un inferno” mentre nella sua affermazione non c’è spazio né per il presente né per il futuro.

Madre di Lucio Marzo: “(riferendosi a sua figlia) Sta cercando mio figlio adesso, forse si sta … è andato a qualche parte ad ammazzarsi? A questo punto”.

Paola Grauso: “Non è a casa quindi?”.

Madre di Lucio Marzo: “No, ho paura”.

Biagio Marzo: ”Questa ragazza è entrata in casa mia ben accetta come la fidanzatina di mio figlio…”.

Paola Grauso: “Questo un anno fa, circa?”.

Biagio Marzo: “… un anno fa. Dopo neanche un mese, invitata ad una festa, qua vicino, con mio fratello, ha piazzato un casino della Madonna contro una ragazza che si chiamava Rebecca. Per gelosia. Ok? A me me l’ha detto chiaramente: “Ti devo fare impazzire”, ok?. A me mi ha chiamato “drogato, coglione”, di tutti gli epiteti mi ha… perché non l’accetto più in casa per rispetto a mio figlio e per la salute mentale di mio figlio ho tollerato il rapporto con questa ragazza. I carabinieri di Alessano ne sono informati, purché lo facesse fuori dal mio paese perché mi creava vergogna. E’ cominciato un rapporto malato tra ‘sta ragazza e un ragazzo perché era così gelosa ma così gelosa, mio figlio mi diceva: “Papà se arrivo ad un incrocio e mi giro e c’è una ragazza in macchina mi fa un putiferio”, quindi lui doveva andare dritto, m’hanno chiamato dalla scuola… (interrotto)”.

Paola Grauso: “Erano tutti e due molto legati l’uno all’altra, no?!”.

Biagio Marzo: “Sì, questo sì, però mio figlio pensa che ha avuto tre trattamenti sanitari obbligatori da quando ho conosciuto a ‘sta ragazza”.

Paola Grauso: “E come mai?”.

Biagio Marzo: “E come mai…”.

Paola Grauso: “E’ un po’ strano che fanno il trattamento sanitario obbligatorio, come mai?”.

Biagio Marzo: “Eh, perché dava di volta il cervello, da quando ho conosciuto ‘sta ragazza, la prima ragazza della sua vita, è successo il finimondo. Lei pensi che una notte a un mio diniego di chiamare sua madre e dirle guardi che sua figlia rimane qua con me stanotte, perché non ho voluto, lei due notti dopo si è infilata dalla finestra, si è chiusa nell’armadio e nottetempo è andata a dormire con mio figlio”.

Il signor Marzo è talmente protettivo nei confronti del figlio da dire “da quando ho conosciuto ‘sta ragazza”, e non “da quando ha conosciuto ‘sta ragazza” e ancora “guardi che sua figlia rimane qua con me stanotte” e non “rimane con mio figlio” o “dorme da noi”, non c’è perversione nelle sue parole, Biagio vive suo figlio come un’appendice e soffre mortalmente il suo fallimento come padre, a mio avviso il signor Marzo è a rischio di suicidio.

Paola Grauso: “Questo quando è successo?”.

Biagio Marzo: “Verso gennaio, prima”.

Madre di Lucio Marzo: “ll 26”.

Biagio Marzo: “Eh, più o meno quel periodo lì, di gennaio… cresciuta già da 12-13 anni in mezzo alla strada, ti ripeto…”.

Paola Grauso: “Diciamo una cosa che fra di loro si erano innamorati questi due ragazzi”.

Biagio Marzo: “Sì, per carità, si erano innamorati”.

Paola Grauso: “E quindi sembrava più una cosa tra ragazzi, ragazzini, insomma, cosa è successo?”.

Biagio Marzo: “Sembrava… se fossero ragazzini tutti e due ma la ragazzina, pur avendo un anno meno di mio figlio, aveva e… un bagaglio d’esperienza molto più grande ed era lei che comandava nel gruppo, nei due, tant’è vero che una volta mi chiamò un professore dalla scuola di Alessano, professionale, mi dice: Biagio, signor Marzo, guardi che li ho visti coi miei occhi, ‘sta ragazza, la Noemi, che assalisce suo figlio. E se ne venne tutto graffiato completamente. Era lei che picchiava mio figlio”.

Madre di Lucio Marzo: “Io ho visto tutto”.

Paola Grauso: “Però dicono… dicono che anche il contrario… anche il ragazzo…”.

Biagio Marzo: “Sì, è successo, dopo tre trattamenti sanitari mio figlio… (interrotto)”.

Madre di Lucio Marzo: “Voleva togliersela da dosso”.

Biagio Marzo: “…mio figlio dice: “Basta, papà, devo cambiare vita, ho capito che sto sbagliando tutto”, e sere fa quando c’era la festa del patrono ad Alessano ‘sta ragazza gli si para incontro, comincia ad abbracciarci sopra e “Ti voglio bene” e “Ti amo”, lui voleva scrollarsela, non ce l’ha fatta più e le ha dato quattro schiaffoni per dire: Stammi lontano”.

Paola Grauso: “Questo quando?”.

Biagio Marzo: “Alla festa del patrono, la domenica… (interrotto)”.

Paola Grauso: “Pochi giorni fa?”.

Biagio Marzo: “La domenica della festa del patrono, tant’è vero che io non ho mai sporto… non ho mai sporto querela verso questa ragazza per allontanarla da mio figlio perché sapevo che mio figlio comunque non si allontanava da lei”.

Biagio Marzo: “Addirittura incitava mio figlio e per questo sono andato dall’avvocato a sporgere querela, incitava mio figlio affinché ci scannasse tutti e due”.

Madre di Lucio Marzo: “Aveva trovato i soldi per…”.

Biagio Marzo: “Addirittura aveva trovato una somma di denaro da dare a un certo tipo per comprare una pistola per spararci, sentito questo, io mi son rivolto ad un legale e ho sporto querela affinché fosse allontanata da mio figlio e questo neanche tre settimane fa, ok? Era tutt’altro che una brava ragazza. Era una ragazza cresciuta allo stato brado capisce?”.

Biagio Marzo non solo parla di Noemi al passato, lasciando intendere di essere a conoscenza del fatto che è morta, ma ne parla male (blaming the victim) nel tentativo di giustificarne l’omicidio da parte del figlio e di attenuare la sua devastante percezione di essere un fallito come padre. Biagio Marzo, all’indomani di queste dichiarazioni e della confessione del figlio, avvenuta 10 giorni dopo l’omicidio ha infatti ammesso di aver saputo da Lucio della morte di Noemi il giorno precedente all’intervista. Alcune agenzie di stampa riportano le sue parole: “Io estraneo. Mio figlio mi confessò l’omicidio martedì. Non sapevo nulla e mai avrei aiutato mio figlio a commettere un simile gesto. Lui mi ha detto dell’omicidio la sera prima del ritrovamento del corpo di Noemi e mi ha comunicato anche la sua decisione di volersi costituire ai carabinieri. Io gli ho risposto: Se hai le palle ci devi andare da solo”. Biagio Marzo è credibile, tra l’altro, a rigor di logica, se qualcuno avesse aiutato Lucio anche solo ad occultare il cadavere di Noemi lo avrebbero sepolto e non coperto semplicemente con delle pietre.

Paola Grauso: “Allora tornando…”.

Biagio Marzo: “Adesso basta balle in televisione, io non ho mai picchiato suo padre, non ho mai spalleggiato mio figlio a picchiare nessuno, io sono stato soltanto un genitore attento e accorto e ho visto tutti i cambiamenti di mio figlio, e menomale, e tutti i medici mi hanno fatto i complimenti: “Biagio hai preso tuo figlio in tempo per salvarlo”, quando mio figlio… ‘sta ragazza usava una tecnica per obbligare mio figlio ai suoi voleri: “Ti lascio”, e mio figlio sbatteva la testa contro il muro, sbatteva la testa per terra, quando ho visto queste cose ho dovuto intervenire con i sanitari e via il primo trattamento, il secondo e il terzo”.

Biagio Marzo prende possesso di ciò che dice e nega in modo credibile. E’ un uomo distrutto che sperava di poter salvare il proprio figlio che ama più di se stesso ma purtroppo Lucio è affetto da un disturbo antisociale di personalità e probabilmente l’incontro con Noemi, una ragazza ribelle e anche lei molto difficile, così come la definisce sua sorella: “E’ stata sempre una ragazza diciamo un po’ ribelle però era molto buona, cercava sempre di vincere anche delle sfide impossibili con persone molto magari difficili a loro volta”, è stato fatale ad entrambi.

Paola Grauso: “Senta, no, la cosa che ha colpito molto questo piccolo video che gira che Lucio…”.

Biagio Marzo: “Le spiego perché: (interrotto).”.

Paola Grauso: “Dopo la scomparsa…”.

Biagio Marzo: “Il papà della ragazza…”.

Paola Grauso: “… ha distrutto questa macchina, aspetti, aspetti…”.

Biagio Marzo: “… è venuto spalleggiato da cinque…”.

Madre di Lucio Marzo: “C’era mia figlia assieme”.

Biagio Marzo: “C’era mia figlia assieme al bar”.

Paola Grauso: “Adesso mi spiega cosa è successo, però è stata una cosa molto violenta che colpisce l’immaginazione”.

Biagio Marzo: “Certo però le spiego cosa è successo e perché Lucio si è accanito contro quell’auto, Lucio era in bar insieme a mia figlia seduta sui gradini che si stava collegando a internet perché abbiamo la… eh come si dice? la wifi libera, è arrivato ‘sto signore che era il papà della Noemi, ha chiamato Lucio e gli ha dato un cazzotto, gli ha spacc…. gli ha fatto sei punti di sutura”.

Paola Grauso: “Il papà di Noemi è arrivato insieme ad altre persone”.

Madre di Lucio Marzo: “Sette, otto”.

Biagio Marzo: “Con la macchina, mio figlio cosa ha fatto? pur avendo 18 anni 17 anni e mezzo, con una sedia gli ha sfasciato tutti i vetri, a modo che loro non scappassero e intervenissero i CC anche perché mio figlio sapeva che la macchina camminava senza documenti senza assicurazione”.

In un certo senso Biagio Marzo si dice orgoglioso di suo figlio che ha trovato il modo di impedire al padre di Noemi di andarsene dopo l’aggressione ai suoi danni.

Paola Grauso: “Però non è questo il modo, cioè spacchi la sedia…”.

Biagio Marzo: “Mi ascolti, che sia il modo, però mio figlio è stato colpito con un cazzotto e l’imma… e lei può immaginare, con sei punti di sutura, tutto l’occhio sventrato e in quel momento ha visto solo quel tipo di reazione per bloccarli, perché stavano andando via, è andato lì, gli ha sfasciato i vetri in modo che non si spostassero, infatti sono venuti i carabinieri e hanno sequ… hanno chiesto i documenti che non avevano e hanno sequestrato la macchina, ok?”

Biagio Marzo: “Ho capito che mio figlio aveva bisogno della mia presenza per sentirsi, come dire, maschio contro di lei, ok?”.

Paola Grauso: “Non ce la faceva da solo”.

Biagio Marzo: “Non ce la faceva da solo, è chiaro, quindi in casa lei doveva trattenersi, ok? Ecco perché l’ho tollerata in casa mia giusto fino al momento in cui si è chiusa nell’armadio di mio figlio, ok? da… di mia figlia, da allora in poi io in casa non l’ho voluta più”.

Paola Grauso: “Domenica mattina allora…”.

Biagio Marzo: “No, venerdì pomeriggio, dopo mezzogiorno Lucio si è preso una macchina da solo dal lavoro di mia moglie avendo la seconda chiave, io tutto potevo immaginare men che meno che mio figlio guidasse già la macchina, ma molto pro… probabilmente tirando giù fuori la macchina dal garage mettendola nel garage ha imparato le prime elementi per poterla guidare, comunque sta di fatto che il venerdì prende sta macchina va a Specchia a trovare la sua ragazza e si danno un appuntamento per il sabato notte: “Visto che c’ho la macchina a disposizione quando dorme il papà”, e le premetto che io sono quasi tre mesi che non chiudo occhio”.

Biagio Marzo è un uomo distrutto, tormentato dal rimorso, che continua ad immedesimarsi nel proprio figlio e a dargli voce con parole proprie: “Visto che c’ho la macchina a disposizione quando dorme il papà”.

Madre di Lucio Marzo: “Piangendo, dice che l’ha chiesto: per favore portami eee usciamo”.

Biagio Marzo: “Usciamo sabato”.

Paola Grauso: “Lo ha detto Lucio?”.

Biagio Marzo: “Lo dice Lucio, mio figlio è andato per incontrare una ragazza e avere un momento di intimità nella macchina sai… finalmente… piuttosto…”.

Paola Grauso: “Questo domenica mattina?”.

Biagio Marzo: “Domenica mattina, sabato notte, sabato notte”.

Biagio Marzo: “Molto probabilmente lei era pronta a scendere perché dalla strada mi… devi fare un baccano per farla uscire”.

Paola Grauso: “Lucio cosa le ha detto? Che è successo?”.

Biagio Marzo: “A me Lucio non mi ha detto prima niente, quando sono venuti i carabinieri e io mi sono a preoccuparmi, ha cominciato a fare le prime ammissioni: Eh, sì, l’ho accompagnata a Morciano”.

Biagio Marzo ci dice praticamente che il figlio gli ha confessato l’omicidio perché non dice “ha ammesso di averla portata a Marciano” ma “ha cominciato a fare le prime ammissioni”, lasciando intendere che abbia ammesso altro.

Biagio Marzo: “Lucio è arrivato a ‘sto campetto, qua di fronte c’era una macchina parcheggiata sembra una seat scura nera bordeux nera blue scuro che lucio dice neanche se n’era accorto di sta macchina noemi è scesa e si è incamminata verso la macchina si è accorto della macchina quando hanno acceso in moto, lei è salita, su hanno fatto marcia indietro e sono andati via”.

Biagio Marzo falsifica, si inventa una storia, quella della solita auto scura con cui svaniscono gli scomparsi.

Paola Grauso: “Con un’altra macchina quindi?”.

Biagio Marzo: “Mio figlio è rimasto li, un po’ di stucco”.

Paola Grauso: “Adesso suo figlio dov’è?”

Madre di Lucio Marzo: “Adesso siamo preoccupati”.

Biagio Marzo: “Adesso sono preoccupato”.

Paola Grauso: “Non è che l’hanno portato in caserma?”.

Biagio Marzo: “Non l’hanno portato da nessuna parte perché è un minore quindi dovrebbero chiederlo a me, è uscito dalle dieci e mezzo, lo stiamo tartassando tutti, i carabinieri, io sto facendo un’indagine su di lui”.

Paola Grauso: “Quindi Lucio dice di non aver fatto del male alla ragazza!?”.

Biagio Marzo: “Lucio: “Papà stai sereno quando troveranno la ragazza capiranno che io non c’entro niente”, ma io di questo non mi fido, continuo a tartassarlo, lo sprono a dirmi, ma ti ricordi niente del passato? Le minacce! Lucio non mi sa dire niente, non mi parla proprio di queste cose qua”.

Biagio Marzo tira il sasso e ritira la mano, dice che non crede che il figlio non c’entri niente perché il ragazzo gli ha già confidato l’omicidio ma al contempo tira fuori la storia delle minacce in un ultimo fallimentare tentativo di assolverlo, è combattuto, si sente perduto.

Paola Grauso: “Allora le voglio dire quello che mi stanno che sta uscendo in questo momento: Hanno trovato la ragazza”.

Biagio Marzo: “Bene! Sono contento!”

Paola Grauso: “E’ morta!”.

Madre di Lucio Marzo: “No!”.

Paola Grauso: “Morta e Lucio ha confessato, questo mi arriva, non so altro”.

Biagio Marzo: “Vita mia, vita mia, Gesù mio (incomprensibile)”.

Madre di Lucio Marzo: “E’ esasperato”.

Madre di Lucio Marzo: “Sua madre ha mandato gente di Taviano per ammazzarlo, un tossico”.

La madre è alla ricerca di attenuanti.

Biagio Marzo: “Hanno creato un mostro!”.

Madre di Lucio Marzo: “Hanno creato un mostro, perché noi…”.

Biagio Marzo: ”Hanno creato un mostro e il mostro se l’è mangiati! Hanno creato un mostro e il mostro se l’è mangiati tutti! Maledetti! Maledetti! Maledetti! Maledetti! Maledetti!”.

Biagio Marzo è incapace di riconoscere di avere un figlio con un disturbo antisociale di personalità. A detta del procuratore del tribunale dei minori Maria Cristina Rizzo che ha interrogato Lucio, il ragazzo “Era lucido, chiaro nella ricostruzione, non ha avuto crisi di pianto o momenti di sconforto”, non solo, all’uscita della caserma Lucio Marzo ha sfidato la folla pronta a linciarlo con saluti, linguacce ed un sorriso, tutti atteggiamenti tipici dei soggetti antisociali che mancano di empatia, di senso di colpa e di rimorso.

Madre di Lucio Marzo: “Noi non volevamo sua figlia, non la accettavamo, hanno mandato gente da Taviano per ammazzarlo, sul bar c’erano gli amici, un tossico hanno mandato per ammazzarlo”.

Paola Grauso: “Non ha detto niente a voi?”.

Madre di Lucio Marzo: “Niente, che se lo sapevamo, l’abbiamo detto tutta stanotte pure.

Se sai qualcosa, parla, parla, che tuo padre, lui stavano indagando, pure”.

Paola Grauso: “Lui ha detto sempre che non sapeva nulla!?”.

Madre di Lucio Marzo: “Non sapeva nulla, sempre ripetendo sempre ‘ste cose, sempre ‘ste cose”.

Madre di Lucio Marzo: “Biagio, è finita, dai”.

Con questa frase la madre mostra di essere stata a conoscenza dell’omicidio ad opera del figlio già da prima dell’intervista.

Madre di Lucio Marzo: “Ora siamo morti, dalla famiglia siamo mortiiiii!!!! Contenti??? Contenti???”.

Dott.ssa in conclusione uno spettacolo osceno in TV su RAI3 ?

La trasmissione Chi l’ha visto? ha scelto di registrare e mandare in onda le reazioni dei genitori di Lucio alla notizia della confessione del figlio, uno spettacolo osceno. Evidentemente gli autori del programma disconoscono la compassione, quel sentimento di pietà tanto pubblicizzato dalla Chiesa ma raramente partecipato.

LUCIO MARZO esce dalla Caserma Carabinieri dopo la confessione.

Domenique braccialettigialli 

Le Cronache Lucane
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