di Salvatore Santoro 

A Piacenza la danno come cosa già fatta. Paolo Verri, il Paolo Verri di Matera 2019, e sempre lo stesso che fu preso da Emiliano in Puglia per guidare in qualità di commissario straordinario di PromozionePuglia ,- l’equivalente dell’Apt lucana (prima di dichiarare che avrebbe lasciato a marzo scorso perchè in Basilicata come disse lui stesso si stava facendo troppi nemici a partire da chi all’inizio lo aveva sostenuto politicamente ma che a oggi pare ancora in carica) – è stato incaricato dal comitato piacentino per redigere il dossier propedeutico alla candidatura di Piacenza a capitale della Cultura 2020.


La notizia arriva direttamente da Piacenza ed è stata pubblicata un paio di giorni fa dal quotidiano “Piacenza 24”. In pratica il comitato locale sarebbe in grossa difficoltà nella preparazione del dossier per candidarsi a Capitale europea della Cultura 2020. I termini scadono il prossimo 15 settembre. E quindi per recuperare il tempo perduto a Piacenza hanno chiamato due super tecnici.
Il primo è appunto Paolo Verri il secondo è Roberto Arditti noto per essere l’autore di “Porta a Porta” e portavoce dell’ex ministro all’Interno Claudio Scajola. La vicenda dalle parti di Piacenza non la stanno vivendo senza polemiche. L’artista emiliano Alberto Esse ha crticato la scelta del comitato per Piacenza 2020 di scegliere due super esperti nazionali legati alla politica (Verri al centrosinistra e Arditti al centrodestra).
In ogni caso va chiarito che per Paolo Verri non c’è nessun conflitto di interessi. E’ un manager stimato in tutta Italia ed evidentemente essendo corteggiato da tutti può offrire collaborazioni o consulenze a chiunque voglia.
Il problema piuttosto può essere di opportunità. Visto che già c’era stata molta polemica sul doppio ruolo tra direttore della Fondazione Matera 2019 e la carica di commissario straoRdinario di Promozione Puglia, magari un terzo incarico poteva essere evitato. Tanto più che a 18 mesi dal taglio del nastro della capitale europea della Cultura nella città dei Sassi non pare che le cose stiamo viaggiando in maniera spedita. Tempo per recuperare ancora c’è ma magari chi guida tutto il processo dovrebbe essere concentrato in manieRa totale su quello che resta un obiettivo primario non solo per il futuro di Matera ma di tutta la Basilicata.

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