La protezione umanitaria resiste al “decreto Salvini”. I 40mila espulsi dai centri hanno diritto di “rientrare” nell’accoglienza diffusa

Quella che sembra delinearsi è la riduzione di alcuni danni che questo decreto legge sembrava dover produrre, o quanto meno una loro posticipazione. E non stupisce questo processo di interpretazioni -direi “tutelanti”- rispetto a norme redatte in modo sbrigativo e che sono entrate in conflitto con diritti sovraordinati (costituzionali e derivanti da norme internazionali). Il che lascia pensare, se questo primo orientamento dovesse essere confermato, che sia possibile che l’accoglienza, così come l’abbiamo conosciuta negli anni scorsi, possa e debba continuare ancora. Leggi il seguito