Le Cronache Lucane

UILM: VERTENZA LAVORATORI GIUZIO

“Stiamo assistendo attoniti ad un qualcosa di surreale e sicuramente dalle gravissime conseguenze nelle imminenti prossime ore”

Ignobile è il gioco messo in campo da una intera classe politica che nelle proprie
schermaglie “ più o meno veritiere “ ha in mente la sola tutela dei propri interessi di
parte o di diverse lobby, senza pensare affatto, a chi oggi “ non vive” perché costretto
ad aspettare la manna dal cielo nel vedersi riconosciute le spettanze per il proprio
lavoro .
Questo è ciò che sta accadendo ai lavoratori della GIUZIO, costretti a lavorare “per
legge”, in quanto addetti ad attività ritenute essenziali dal punto di vista industriale/
sicurezza sociale, ma non essenziali per chi dovrebbe retribuire i lavoratori; eppure,
nonostante le ormai note difficoltà economiche, questi ultimi consentono con il loro
prezioso lavoro quotidiano il proseguo delle attività industriali nella provincia di
Potenza a partire da STELLANTIS, ENI e FERRERO solo per citarne alcune .
REGIONE BASILICATA / ASI E GIUZIO, unici veri attori e protagonisti di questo dramma
sociale dimenticano, perché smemorati o peggio ancora perché impegnati a vantarsi
sulle testate giornalistiche lucane – di grandi gesta come ad esempio, il sistemare una
pompa non di proprietà ma in prestito – o come l’abilità nel nascondere dietro alcune
scelte gli interessi di alcuni, che restano certamente ben lontani dal rispetto dei
contratti e delle regole, come ad esempio pagare i propri lavoratori che hanno in
arretrato ben due mensilità + la tredicesima.
Mentre la politica “gioca” a chi si assume meno responsabilità, o addirittura nessuna,
per le scelte fatte: non da ultima il teatrino circa la presunta “riforma dell’Asi “,
approvata dalla commissioni e poi “smantellata“ dalla stessa maggioranza attraverso
un piccolo espediente “ far mancare il numero legale durante l’ultimo consiglio
regionale, addirittura in videoconferenza“ .
Non si ha il coraggio nemmeno delle proprie scelte e della propria azione politica, e
questi signori nel loro perverso gioco “ del gatto e della volpe” non hanno idea cosa
provocano nelle famiglie dei lavoratori della Giuzio, stremati da questa insensata,
assolutamente insensata, azione politica .
Impegni “vacanti” assunti anche alla presenza di sua Eccellenza il Prefetto, assunti dal
l’ ex commissario/commissario dell’Asi, il cui maldestro mandato dovrebbe essere
scaduto il 31 dicembre; quest’ultimo è la ciliegina sulla torta, un battitore in prima di
spietatezza, bugiardo seriale il cui curriculum di impegni assunti e mai mantenuti –
come ad esempio l’ultimo che avrebbe dovuto portare un piccolo respiro ai lavoratori
attraverso un bonifico mai arrivato- è ben nutrito.
Ma la responsabilità non è soltanto sua, ma di un sistema, quello ASI, caratterizzato
dalle “mani in pasta” dei tanti dirigenti, susseguitisi negli anni, che hanno sempre e
solo depredato le casse, pur di garantirsi le varie posizioni di comodo .
Siamo alla follia, siamo al capolinea, e non nascondiamo le nostre Preoccupazioni per
quanto potrebbe avvenire già a partire da lunedì, perché la disperazione e le prese in
giro stanno esasperando chi si è indebitato con le proprie famiglie, o peggio ancora
con le banche, o anche altro a causa del mancato pagamento delle proprie spettanze,
indispensabili per la sopravvivenza delle famiglie coinvolte .
E’ troppo bello e comodo così, i lavoratori ostaggi di un sistema diabolico in cui gli
stessi devono rispettare le leggi, e dall’altra parte invece chi dovrebbe dare e
insegnare il valore della giustizia e delle regole se ne fotte.
Non ce la si fa più – dopo 20 anni di agonia – e prima che accadano cose che possano
sfuggire al nostro controllo, chiediamo un ulteriore attenzionamento di sua Eccellenza
il prefetto perché davvero si vive un calvario strutturale .
Chiediamo altresì a sua Eccellenza di convocare immediatamente il tavolo prefettizio
affinché si trovi una soluzione transitoria al pagamento degli stipendi di questi
Lavoratori che devono assicurare le attività essenziali, ma intanto nessuno si prende la
briga di chiedersi come fare, e poi di procedere soprattutto a retribuire questi
lavoratori .
Se Giuzio non è più in condizione di garantire nulla, allora caro Prefetto essendo
attività essenziali, si sospenda il servizio e lo si assegni, con atto prefettizio, ad un ente
o scorta in grado di assicurare la continuità del servizio e del pagamento dei lavoratori .
Non siamo in una condizione normale o ordinaria, qui non solo è in ballo la
sopravvivenza dei 60 lavoratori di Giuzio, ma dell’intero sistema industriale della
nostra regione .
Non è possibile continuare in questo modo, nella vana speranza che a decidere, chissà
quando, sia la politica lucana; E’ ASSURDO. E’ assurdo utilizzare scientificamente la
disperazione delle persone per accelerare semmai percorsi o processi riformatori che
invece necessiterebbero di un confronto più ampio e soprattutto di convergenze e di
tappe da percorrere .
UTILIZZARE ED ALIMENTARE LA DISPERAZIONE DELLE PERSONE E’ UN REATO
SOCIALE, ALLA STREGUA DEI PEGGIORI REATI, PERCHÉ PERPETRATI CONTRO IL BENE
COMUNE OVVERO UNA PARTE DELLA SOCIETÀ CIVILE .
I lavoratori sono stati letteralmente scaricati, mentre i vari dirigenti dell’Asi, alcuni
dei quali guadagnano circa 180 mila euro annuì, vengono giustamente premiati per
essere riusciti a creare un ammanco di circa 70/80 milioni di euro nella casse dell’ASI.
La disperazione sta oramai annebbiando l’equilibrio psichico dei lavoratori
e siamo sinceramente preoccupati di possibili azioni estreme che possano
mettere a serio rischio la vita umana.. “Quando non si riesce più a vivere ed
a mettere il piatto a tavola o anche assicurare i bisogni primari in una
famiglia, prevalgono idee malsane : RETRIBUITE I LAVORATORI.
Lunedì, insieme ai lavoratori decideremo sulle azioni da porre in essere, ma state certi
che non saremo più vostri spettatori e di sicuro non faremo mancare il “numero
legale“ perché a differenza VOSTRA, noi la faccia la metteremo sempre , assumendoci
le nostre responsabilità, nonché eventuali conseguenze !

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