Le Cronache Lucane

LA CRONACA NERA AVVOLGE IL PALAZZO “MALEDETTO”

Via Manhes, Potenza: dove ieri crollava il solaio, fu uccisa una docente e uno degli assassini si tolse la vita

Aveva appena messo il piede in casa quando la donna è caduta mentre sprofondava sotto di sé parte del solaio del suo appartamento, al terzo piano di uno stabile in via Manhes, a Potenza. La 60enne proprietaria dell’appartamento, è rimasta ferita a causa del crollo.

Provvidenziale è stato l’intervento tempestivo di un Carabiniere, il quale sfondando la porta, ha messo in salvo la donna, riversa sul pavimento, e poi trasferita presso l’Ospedale del Capoluogo. Stando alle prime notizie però, fortunatamente non sarebbe in pericolo di vita.

Sul posto sono prontamente intervenuti insieme agli uomini dell’Arma dei carabinieri, i Vigili del Fuoco e gli operatori del 118.

A quanto si apprende, pare che la struttura fosse stata già evacuata in passato, per motivi precauzionali, a causa di alcune lesioni.

 

L’immobile di via Manhes, sotto Piazza Crispi e di fronte all’ex Casa di Riposo di Via Raffaele Acerenza, fu anche teatro dell’uccisione della professoressa Carolina D’Araio, 56 anni, insegnante di lettere presso la scuola media statale “Francesco Torraca” di Potenza, e catechista nella parrocchia San Giovanni Bosco.

A rinvenirne il corpo nella vasca da bagno, forse in un maldestro tentativo di simulare una morte di altro tipo, fu un nipote la mattina successiva.

Ma la polizia in 24 ore inchiodò i colpevoli: due ex alunni della docente, tossicodipendenti, i quali non era la prima volta che entravano in casa della signora, dedita a tutte le persone bisognevoli di aiuto e conforto.

L’insegnante li accoglie, li fa accomodare, poi l’orrore: uno dei due caccia un laccetto e glielo stringe intorno al collo, per poi simularne il malore in vasca da bagno. I due ragazzi cecano denaro e preziosi, ma il bottino è magro: la donna aveva cinquantamila lire nel portafogli.

Nel giro di poco i due si ritroveranno in Questura e confesseranno l’omicidio per cui poi verranno condannati.

Una storia già terrificante a cui si aggiunge altro inchiostro nero, quando uno dei due giovani, nel 2008 viene ritrovato senza vita nel bosco di Piana di Macina, al confine tra Massa e Carrara. All’epoca trentenne, il ragazzo decise di togliersi la vita perché, pare, esasperato dal carcere, nonostante godesse di un permesso di semilibertà quotidiano dal penitenziario di via Pellegrini. Forse tormentato per quella storia che mai si sarebbe lavato di dosso, nonostante tutto. La cronaca racconta che fu il fratello ad allontanalo da Potenza, in quanto già aveva tentato il suicidio.

Negli anni alla Professoressa sono state dedicate diverse iniziative, a partire da una “Associazione” nel 2011, che si proponeva di promuovere e difendere le capacità umane, educative e di solidarietà, che avevano sempre contraddistinto Carolina in vita, a lei è stato intitolato anche il “Premio Nazionale di Poesia Carolina D’Araio”.

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