Le Cronache Lucane

FSE-FESR: DA UIL FONDO UNICO DI SOSTEGNO-PONTE

“Necessità di imprese e famiglie che oltre al problema di liquidità e solvibilità evidenziano necessità di riavvio degli investimenti e di rilancio delle opportunità occupazionali”

FSE-FESR: DA UIL Fondo unico di sostegno –ponte per le necessità di lavoratori, imprese e famiglie La tornata dei Comitati di sorveglianza per la rendicontazione dei Fondi Ue’14/20 assume particolare rilievo nell’anno della sconvolgente crisi da Covid 19. Luci ed ombre dei Fondi Ue privi ancora di un raccordo programmato tra disegno strategico dello sviluppo regionale e capacita di impiego coerente e finalizzato delle diverse fonti finanziarie .Tra cui le risorse europee svettano per dotazione di risorse e per potenziale moltiplicativo di reddito e di occupazione. L’andamento finanziario del Por del Fondo sociale europeo riferito al Comitato di sorveglianza del 16 scorso evidenzia nella serie di misure emergenziali connesse al Covid 19, in parte condivise dalle forze sociali, risultati limitati e criticità evidenti. Fenomeni da cogliere con estrema responsabilità e con spirito cooperativo, specie in preparazione della significativa tornata della nuova programmazione 2021/27, che è bene sottolineare dovrebbe accogliere le tante’lezioni apprese’ negli ormai numerosi cicli dei fondi Ue. L’attuazione del Po Fse al 10/12 riprogrammato con l’Accordo dell’Agosto 2020 nell’ordine di 286mln registra un 67% di attivazione, con un 56% di impegni ed un pagamento alquanto limitato del 30,6%. In valore assoluto l’Asse 1, rivolto al contrasto della disoccupazione, fa rilevare la più alta attivazione delle risorse (oltre 90 milioni di euro) ed i più alti valori di impegno (circa 73 milioni di euro) e pagamento (circa 36 milioni di euro) i. L’Asse 2 (inclusione sociale) continua a mostrare difficoltà attuative. .Vale a dire la sfera qualificante e piu volte rivendicata per dare corpo e segno tangibile ad interventi ‘forti’ di socialità nel più vasto campo dei soggetti delle famiglie del terzo settore fa fatica ad affermarsi.

Si profila cosi la graduatoria della attuazione del Por Fse nel 2020 .L’Asse 5 “Assistenza Tecnica” registra 80,6% ,l’ Asse 4 ‘Capacità istituzionale riporta il 76,4’ . Significativo l’Asse 1 rivolto a ’contrastare la disoccupazione’ con il 76,4%. Seguono l’Asse 3 volto all’innalzamento delle competenze e l’Asse 2 finalizzato all’inclusione sociale. In approfondimento si nota che i progetti avviati sono circa 5400 e di essi conclusi 2900 ed i numerosi destinatari 29mila sono concentrati nell’Asse 3 con i master, i benefici agli studenti e la formazione continua circa 23mila. Rimbalza subito che la quota più bassa di progetti conclusi nell’Asse1 rispecchia la tipologia di progetti attivati che si realizzano in tempi più lunghi (incentivi assunzionali e tirocini extracurriculari per le fasce svantaggiate di lavoratori) Appare evidente che la riprogrammazione del Fse in questo anno di grande transizione è stato segnato da una finalizzazione di sostegno socio-assistenziale a larghe fasce della popolazione . Consistenti gli Interventi di Formazione continua per aziende ed i lavoratori di imprese in crisi a causa dell’ emergenza COVID19. Ed ancora l’ erogazione di un contributo straordinario delle indennità di partecipazione mensili durante il periodo di sospensione – Marzo – giugno 2020 (ex TIS). Oltre alla rendicontazione nell’ambito del PO della Cassa integrazione in deroga. In questo modo l’intervento è risultato segmentato, molto frammentato e suddiviso secondo modelli e letture dei bisogni socio-assistenziali pre-Covid. Senza introdurre meccanismi atti a prefigurare una fase di riattivazione dei soggetti .Una fase che non può che passare da una riattivazione diversa e possente della formazione, sostanzialmente ‘fermata’ ed isterilita. Probabilmente, come aveva proposto la Uil, si doveva e dovrebbe procedere ad accompagnare con un Fondo unico di sostegno –ponte le necessita delle imprese e delle famiglie ,le quali oltre al problema di liquidita e di solvibilità evidenziano proprio una necessita di riavvio degli investimento e di rilancio delle opportunità occupazionali. Di grande interesse e da approfondire sono le risultanze presentate in Comitato di Sorveglianza Nucleo di valutazione degli investimenti circa l’ impatto occupazionale relativi all’impiego dei fondi per i master e dei bonus per il lavoro over 35. Appare evidente dall’indagine curata che l’impiego dei master universitari e non come misura di rafforzamento delle competenze giovanili vada rivisitato o comunque rimodulato e potenziato, specie per i master -laureati . A conclusione del master l’indagine ha rilevato che il 56% dei soggetti risulta occupato nella stesa struttura ospitante,con un 33% che si orienta al lavoro fuori Basilicata. Il punto è che la manovra di apprestamento dei master dovrebbe intersecare altre politiche formative e di sviluppo strategico di cornice e di ‘allestimento ambientale’ favorevole alla crescita di alternative professionali e di carriere. Oltre che pensare ad una dote per un eventuale ulteriore percorso di alti studi, incluso il dottorato. Per la manovra di sollecitazione occupazionale a ‘destinazione giovani’ con il finanziamento Fse dei bonus per l’assunzione di diplomati e /o laureati risulta significativo che nell’immediato dei sei mesi successivi alla assunzione (circa 500nuovi occupati) l’80% risulta ancora occupato.

Invece a distanza di cinque anni l’effetto incentivo decade bruscamente con una perdita del 70-80%degli occupati tra cui svettano il 40% per dimissioni ed il 15% per ristrutturazione aziendale. C’è qualcosa che non gira nel previsioni delle necessita assunzionali delle imprese lucane. In definitiva occorre tornare a fare un lavoro di screening e di fertilizzazione del territorio per scovare nuove e reali opportunità di crescita delle competenze ,di orientamento e di occupazione con l’ausilio ed il protagonismo delle rappresentanze professionali e consulenziali, di quelle sociali ed istituzionali ,non ultimi degli EELL. E così rimmaginare la programmazione degli interventi secondo un discrimine che assegna ai progetti legati al Ricovery found una finalità di incisione strutturale (transizione energetica,green ,digitale..).Mentre alla nuova programmazione dei Fondi Ue 21/27 si attribuisca un compito di accompagnamento ,rinforzo e rilancio dei soggetti , delle attività sociali e propedeutiche alla crescita dei lavori. Con un generale riassetto del ruolo partenariale che ancora una volta nel Ricovery e nelle decisioni governative assume una funzione strategica di co-produttore ,di costruttore della intelaiatura dell’impiego dei Fondi. Il partenariato, con formule nuove ed in discontinuità dal passato, può accompagnare una nuova fase dello sviluppo regionale. Vincenzo Tortorelli Segretario regionale Uil Giancarlo Vainieri Presidente Cssel(Centro studi sociali e del lavoro) Uil

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