Le Cronache Lucane

MORTE DI MAURO PAMIRO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: È STATO UN SUICIDIO, NON C’È SPAZIO PER IPOTESI ALTERNATIVE

Una “scoperta” che non prova un bel niente, mica siamo entità sterili

UN CASO ALLA VOLTA FINO ALLA FINE 

MORTE DI MAURO PAMIRO, CRIMINOLOGA URSULA FRANCO: È STATO UN SUICIDIO, NON C’È SPAZIO PER IPOTESI ALTERNATIVE

Criminologa Ursula Franco: “Le risultanze medico legali parlano forte e chiaro: Mauro Pamiro si è suicidato.
Non c’è spazio per ipotesi alternative. Esiste peraltro una registrazione video di una telecamera di sorveglianza a supporto di queste conclusioni: Pamiro si recò nel cantiere da solo e senza calzature.
È un caso senza misteri”

Lunedì 29 giugno il professore di informatica Mauro Pamiro, 44 anni, è stato trovato morto da alcuni operai in un cantiere edile di via Don Primo Mazzolari, nel quartiere dei Sabbioni, a Crema, in provincia di Cremona, cantiere che si trova a 150 metri da casa sua. Il corpo di Pamiro era ai piedi di una villetta in costruzione alta circa 8 metri.


Mauro Pamiro insegnava informatica ed era un musicista. Nel pomeriggio di sabato 27 giugno era stato con sua moglie Debora Stella ad un party ed era rientrato a casa prima di lei.

Debora Stella, dopo un breve ricovero in un reparto psichiatrico, ha chiarito la sua posizione agli inquirenti.
È  assistita dall’avvocato Mario Palmieri.

A metà luglio, il procuratore Roberto Pellicano, che si è espresso a nome della procura di Cremona, ha dichiarato:

“Non ho apprezzato il taglio che l’informazione ha dato a questa vicenda, ricostruita in termini di giallo, con il rischio di trasformarla in una storia di intrattenimento estivo. Di giallo non sembra esserci assolutamente nulla, intendendo per giallo la descrizione di un crimine con il coinvolgimento di criminali e vittime. Si è trattato di un drammatico fatto che riguarda la vita privata delle persone. Riteniamo di aver raggiunto elementi sufficienti per escludere le responsabilità di terzi nella vicenda ed anche se le attività di ricostruzione non sono terminate, si avrà presto un quadro molto più chiaro che, in ogni caso, sarà oggetto di una attività giurisdizionale, essendovi una persona iscritta nel registro degli indagati che sarà verosimilmente oggetto di richiesta di archiviazione”

Nonostante la procura abbia escluso la responsabilità di terzi, i genitori del Pamiro hanno nominato legali e consulenti.

Il padre di Mauro, Franco Pamiro, si è rivolto all’avvocato Gian Luigi Tizzoni, che ha nominato il genetista Marzio Capra, la madre, Marisa Belloni ha nominato l’avvocato Antonino Andronico e il biologo Luciano Garofano.

Riportiamo alcune dichiarazioni dei protagonisti di questo caso.

Marisa Belloni: «Sono molto delusa e anche demoralizzata da quello che ho letto. Spero che a Milano le analisi possano diradare i dubbi. Noi speriamo sempre che dalle indagini si riesca a capire qualcosa. Sin qui solo delusioni. Abbiamo appreso con dolore che la moglie di nostro figlio ha avuto il permesso di rientrare nell’abitazione. A noi avevano detto che non sarebbe stato possibile.
I nostri rapporti sono molto diminuiti. Abbiamo l’impressione che a lei non interessi sapere che cosa è successo davvero. E questo ci addolora molto”

Avvocato Gian Luigi Tizzoni: “Effettivamente riponiamo fiducia negli accertamenti genetici e dattiloscopici in corso e sarà per noi importante valutare tutte le analisi informatiche e sulle celle telefoniche che sono state effettuate. Sarà doveroso anche da parte nostra fare e pretendere che siano effettuati tutti gli accertamenti al solo fine di stabilire con certezza cosa è avvenuto in quella tragica notte”

Franco Pamiro: “Mio figlio aveva la distrofia, non avrebbe potuto arrampicarsi su quel cantiere. Non credo al suicidio. Mauro è morto altrove e portato al cantiere”

Biologo Luciano Garofalo: “Vedremo se ci sono tracce estranee, tracce di terzi che possano paventare un quadro diverso da quello che è sembrato fino ad ora, cioè un probabile suicidio, su cui noi come rappresentanti della famiglia, abbiamo qualche dubbio”

Dottoressa URSULA FRANCO
In seguito ad alcune notizie diffuse dalla stampa e rivendute come scoop, siamo tornati ad intervistare la criminologa Ursula Franco che il 13 luglio scorso aveva dichiarato:

“Nessun mistero. Pamiro è morto in seguito ad una precipitazione. In questi soggetti vi è minima lesività esterna, a meno che durante la precipitazione non incontrino degli ostacoli. La morte interviene in seguito ai traumi chiusi, fratture ossee e degli organi interni, cui vanno incontro quando impattano con il terreno. Dall’esame dei piedi di Pamiro il medico legale ha capito che il ragazzo aveva raggiunto il cantiere scalzo. Purtroppo i programmi televisivi speculano sulle vite altrui e lo fanno dando voce a degli incompetenti. Nel caso di Mauro Pamiro, l’assenza di sangue sulla scena e sul cadavere è la riprova della precipitazione, e quindi del suicidio, ed invece c’è chi ha lasciato passare il messaggio che proprio quel dato fosse sospetto. È dalle risultanze medico legali che bisogna sempre partire”

Dottoressa Franco, nell’ottobre scorso sono state depositate le conclusioni delle consulenze medico-legale e chimico-tossicologica affidate dal PM di Cremona, Davide Rocco, al medico legale Elena Invernizzi e alla tossicologa forense Claudia Vignali: “La lesione vertebrale produttiva del decesso, di natura certamente traumatica, si verifica per violentissima distrazione del rachide, con suo rovinoso impatto contro un piano di arresto rigido, quale il suolo; il meccanismo lesivo è tipico della precipitazione dall’alto, in cui la distrazione del rachide in caduta e la componente di velocità impressa al corpo durante la stessa realizzano una violenza al suolo esponenziale, producendo lesioni da impatto sia scheletriche che viscerali quali quelle osservate. L’edificio in costruzione del cantiere in cui il corpo è stato ritrovato ha altezza coerente con il meccanismo lesivo produttivo del decesso. Non sono state riscontrate sul corpo di Pamiro lesioni che potessero ricondurre con certezza all’azione di terzi, quali segni di pugni, graffi, di afferramento, costrizione del collo ecc. È possibile affermare che Mauro Pamiro al momento del decesso risentisse degli effetti della cannabis, droga assunta in epoca prossima al decesso. Si ritiene che l’evento traumatico che ha determinato il decesso possa essere ascrivibile ad un gesto di natura suicidaria, ovvero accidentale”, che ne pensa?

Le risultanze medico legali parlano forte e chiaro: Mauro Pamiro si è suicidato. Non c’è spazio per ipotesi alternative. Esiste peraltro una registrazione video di una telecamera di sorveglianza a supporto di queste conclusioni: Pamiro si recò nel cantiere da solo e senza calzature. È un caso senza misteri.

E la bicicletta nella rastrelliera del cimitero di Crema con nel cestino uno dei sandali del Pamiro?

Domenica 28 giugno Debora Stella si è recata in bici al cimitero vicino a casa per far visita alla tomba di sua madre, le ha messo una catena, ha poi perduto la chiave del lucchetto e ha quindi pensato di lasciare lì la bici. Debora ha lasciato nel cestino uno dei sandali del marito che aveva indossato perché si era rotto.

In merito la zia di Debora Stella ha detto: “Il racconto parte da sabato 27 giugno.

La coppia è da amici e Mauro Pamiro alle 18 prende la bici e torna alla sua abitazione. È stanco e si mette a letto, Debora, quando arriva a casa alle 20, lo trova addormentato. Dopo le 23 Mauro si alza ed esce di casa a piedi nudi, senza portafoglio e senza cellulare. Debora si accorge che Mauro manca alle 5 del mattino e viene presa da grande agitazione. Il cellulare del marito è in casa, non sa come mettersi in contatto con lui, in più c’è l’amico che vuole la sua pianola. Debora va dal suocero senza avvisarlo, prende la tastiera e la dà all’amico.
Poi va a camminare in campagna, disorientata. Debora si convince che Mauro sia andato a trovare la mamma che è a Sestri Levante e passa la domenica e la notte senza avvertire nessuno. Durante la giornata va anche al cimitero a far visita alla mamma. Prende la sua bici bianca, indossa un paio di sandali di Mauro.
Mette la bicicletta nella rastrelliera e la chiude. Quando torna un sandalo si rompe, le chiavi del lucchetto non ci sono più. Debora butta via il sandalo rotto, mette l’altro nel cestello della bici e si avvia verso casa”, un racconto che non fa una piega.

È di pochi giorni fa la notizia che sugli abiti di Mauro Pamiro ci sono tracce genetiche non sue, che ne pensa?

Una “scoperta” che non prova un bel niente, mica siamo entità sterili.

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