Le Cronache Lucane

OMICIDIO DEL PICCOLO GABRIEL, ATTESA OGGI LA SENTENZA PER NICOLA FEROLETO, I PM HANNO CHIESTO LA CONDANNA ALL’ERGASTOLO, ROBERTA BRUZZONE LO DIFENDE: NON ERA PRESENTE

Tra poche ore sarà data lettura del dispositivo nei confronti di Nicola Feroleto, papà di Gabriel, il piccolo di Piedimonte San Germano ucciso perché piangeva

UN CASO ALLA VOLTA FINO ALLA FINE 

Anna, la compagna di Nicola Feroleto, ha riferito agli inquirenti che l’uomo le aveva chiesto di fornirgli un alibi.

OMICIDIO DEL PICCOLO GABRIEL, ATTESA OGGI LA SENTENZA PER NICOLA FEROLETO, I PM HANNO CHIESTO LA CONDANNA ALL’ERGASTOLO, ROBERTA BRUZZONE LO DIFENDE: NON ERA PRESENTE

NICOLA FEROLETO

Gabriel Feroleto è stato ucciso il 17 aprile del 2019 a Piedimente San Germano, Frosinone.

Piedimente San Germano (Frosinone)

Il 13 novembre scorso i pubblici ministeri Valentina Maisto e Roberto Bulgarini hanno chiesto la condanna all’ergastolo per Nicola Feroleto.

La procura è convinta che Nicola Feroleto, amante della Di Bona e padre del bambino, abbia assistito all’omicidio e non l’abbia impedito.
La procura ritiene che il Feroleto non solo abbia assistito all’omicidio ma abbia spinto Donatella Di Bona a commetterlo.

Feroleto è difeso dall’avvocato Luigi D’Anna e dalla famosissima psicologa Roberta Bruzzone che ha dichiarato:

“Il bimbo è stato ucciso nella stanza da letto”

In poche parole la psicologa, ospite fissa a “Ballando con le stelle” di Milly Carlucci, non crede che i fatti si siano svolti in aperta campagna, dove, a detta della Di Bona, lei e il Feroleto si sarebbero appartati per consumare un rapporto sessuale alla presenza del bimbo ma nella camera da letto dove la Di Bona dormiva con sua madre e suo fratello.

Il 12 novembre scorso, Donatella Di Bona, 29 anni, affetta da una limitazione cognitiva ma capace d intendere e di volere, è stata condannata a 30 anni di carcere per l’omicidio di suo figlio Gabriel, due anni e mezzo.

Donatella Di Bona ha dichiarato :

”Nicola (Feroleto, suo amante e padre del bambino) ha detto di prendermi la colpa o mi avrebbe ucciso.

Lui voleva avere un rapporto sessuale ma io non potevo perché indisposta.

Si è arrabbiato quando Gabriel ha iniziato a piangere.

Gli ho messo le mani sul viso e lui mi graffiava per respirare.

Puntava i piedini per liberarsi. Poi gli ho stretto un calzino attorno al collo.

Quando non si muoveva più Nicola lo ha buttato tra i rovi.

Quando lo uccidevo è rimasto a guardare e poi mi ha detto che dovevo prendermi la colpa io altrimenti mi avrebbe ucciso” 

Donatella Di Bona e Gabriel Feroleto
Anna, la compagna di Nicola Feroleto, ha riferito agli inquirenti che l’uomo le aveva chiesto di fornirgli un alibi.

Anna era a conoscenza del fatto che il Feroleto aveva un figlio con la Di Bona:

“Nicola era cambiato, mi ha raccontato di aver conosciuto una ragazza.

Era stata lei a cercarlo.
È rimasta incinta, lui le aveva chiesto di abortire, ma lei si era rifiutata.

Quel giorno era con me, ma alle 15.30, non alle 14.00, come ha detto lui.
L’ho chiamato la prima volta alle 12.15 e mi ha detto che stava a Cassino.

Ho aspettato, ma non arrivava mai.

L’ho richiamato e non ha risposto.
Erano le 13.30/13.45.
Poi mi ha risposto e mi ha detto

“Sto a venì”
È arrivato alle 15.30.

È entrato in casa, si è seduto, ha mangiato tranquillo.

Non diceva nulla.

Poi non l’ho visto più.
Alle 20.00/20.30 l’ho richiamato e non mi ha risposto.
Alle 23.30 mi ha risposto e mi ha detto “Sto in Caserma”
Gli ho chiesto perché ed ha esclamato

“È successo un guaio”

Il Feroleto è stato incastrato dalle testimonianze dei vicini e dalle telecamere di sorveglianza, la testimonianza di Anna Vacca è invece supportata da un’intercettazione ambientale durante la quale il Feroleto le chiede di mentire sugli orari di presenza in casa.

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