Le Cronache Lucane

AUTOBUS IN PANNE E “VIAGGI DELLA SPERANZA”

Disagi dei pendolari FCA di Bella e Muro Lucano; la “triplice” sindacale sulla tratta Ripacandida-Ginestra: “non c’è sicurezza sugli autobus”


Con l’arrivo del nuovo pullman per i lavoratori pendolari di Bella verso la FCA di Melfi, la situazione trasporti sembrava essersi quietata. Sull’argomento in prima persona si era battuto l’Assessore comunale Carmine Ferrone, che dopo l’annuncio del lieto fine e la ricezione ufficiale del nuovo pullman, si era congratulato a mezzo stampa per l’interessamento e la risoluzione del problema.

Manco a dirlo però, soltanto qualche giorno dopo, viene segnalata nuovamente l’ennesima avaria. «Anche questo autobus è obsoleto -scrive Ferrone alla ditta Moretti, al Prefetto Vardè, al Presidente Bardi, al Presidente della Provincia Guarino e all’Assessore Merra- infatti gli operai erano partiti da Bella alle ore 12:00, per iniziare il secondo turno in stabilimento FCA, ma arrivati nei pressi della fermata di San Fele, l’autobus si è fermato a causa di avaria motore rimanendo gli stessi operai alle intemperie, sotto pioggia e freddo in attesa dell’autobus sostitutivo. Pur apprezzando l’interesse in un tentativo alla risoluzione del problema, confermo ancora una volta la persistenza dello stesso. La situazione non è più tollerabile -incalza il responsabile di Art.1 dell’area Marmo Platano Melandro- invito tutti, ognuno per la sua parte a mettere riparo ad un annoso problema ormai noto a tutti. Auspico la piena collaborazione ed informo che se il problema continuasse ancora, in qualità di responsabile politico nonché assessore comunale, unitamente ad altre forze politiche e agli operai di Bella, San Fele ed Atella, saremo costretti a mobilitarci tramite sciopero o altre modalità per far rivalere i diritti dei viaggiatori. La salute e la dignità delle persone -conclude Ferrone- vanno tutelate sempre e comunque».

Ma Bella non è l’unico paese in cui si evincono problemi tra i lavoratori pendolari, poiché anche da Muro Lucano molte voci si erano levate il merito ad autobus inadatti alla tratta percorsa e al tipo di strade con cui raggiungere lo stabilimento di Melfi, problema qui irrisolto.

Nel mentre, le sigle FCA, FIM, CISL sottolineano la protesta dei lavoratori della linea Ripacandida-Ginestra diretta a Melfi, per il mancato rispetto della capienza massima.

Donato Cialdella, delegato sindacale della Fim Cisl, segnala: «È una situazione che si ripete da tempo – spiega Cialdella – mentre i pullman aggiuntivi che erano stati promessi non sono mai arrivati. Così ci ritroviamo nella spiacevole situazione di scegliere tra viaggiare sui bus senza regole e rischiando il contagio, starcene a casa oppure raggiungere il posto di lavoro con l’auto a nostro rischio e pericolo».

Per il segretario generale della Fim Cisl Basilicata, Gerardo Evangelista «questo è l’ennesimo paradosso italiano: si fanno le norme e poi non si fanno rispettare. Abbiamo posto per tempo, fin dalla scorsa primavera, la questione della sicurezza dei trasporti pubblici e della necessità di potenziare le corse per compensare la riduzione della capienza. Per questo chiediamo più controlli da parte delle autorità incaricate e sollecitiamo l’assessore regionale Donatella Merra a prendere provvedimenti».

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