Le Cronache Lucane

AL SAN CARLO AMBULANZE IN CODA PER ORE

Basilicata zona rossa? È probabile che per rivalutare il posizionamento di alcune regioni bisognerà attendere fino a venerdì

Sono le immagini che arrivano dall’ospedale San Carlo di Potenza, dove dal primo pomeriggio mercoledì diverse ambulanze sono rimaste in coda davanti al Pronto Soccorso con a bordo pazienti positivi al Covid o sospetti tali.

Dopo il Madonna delle Grazie a Matera, anche il nosocomio potentino sembra ormai aver esaurito i posti letto nonostante la recente inaugurazione del reparto di Pneumologia a bassa intensità con l’individuazione di ulteriori 26 posti letto.

Le foto postate su Facebook dalla pagina della Uil-Fpl 118 Basilicata hanno creato allarme. Per oltre tre ore gli operatori sanitari hanno dovuto attendere il loro turno prima di entrare in pronto Soccorso. Immagini che hanno nuovamente acceso i riflettori sull’aumento esponenziale dei casi in Basilicata.

Gli ultimi dati riportano, infatti una fotografia poco piacevole: aumento degli ospedalizzati e delle vittime.

Parlano di un Rt per nulla in decrescita che al momento sembra essere lontano dalla stabilizzazione. Le proiezioni a trenta giorni infatti dicono che la possibilità di allentare le misure di contenimento di contagi e di dismettere la classificazione delle regioni, in vista del Natale «dipende da come ci comportiamo e da se stiamo attenti a rispettare le regole». Parole del Ministero che tradotte vogliono dire: prima che si possono iniziare a ragionare di scalabilità dei colori delle regioni bisogna darsi degli obiettivo. Come quelli di nuove restrizioni in regioni con picchi elevati per portare, come ha spiegato in conferenza il presidente dell’Istituto di Sanità Superiore «far scendere rapidamente l’Rt sotto 1».

COME ANNUNCIATO DA CRONACHE: LA BASILICATA SI TINGE DI ROSSO

Tra le regioni che devono mostrare più attenzione, come anticipato da Cronache Lucane negli scorsi giorni, c’è la Basilicata. Infatti, lo scoop lanciato da queste colonne, sul cambio drastico che la regione dovrà seguire dovrebbe essere applicato ad ore. Il raddoppio dei casi positivi in Basilicata nell’arco di una settima è frutto della mancanza di programmazione della Regione che hanno spinto il Ministro della Salute a valutare la chiusura totale della regione. Domani, giorno in cui si riunisce la Cabina di regia del Ministero, valuterà i nuovi dati che serviranno a capire se le prime sette regioni per cui sono scattate le misure restrittive di zone rosse avranno dati positivi stabili da due settimane così come prevede l’ordinanza di Speranza. È quindi probabile che per rivalutare il posizionamento di queste regioni bisognerà attendere fino a venerdì prossimo, mentre potranno peggiorare subito, e finire nella fascia con maggiori chiusure alcune regioni attualmente in zona arancine.

Tra queste a rischio c’è la Basilicata. Il Ministro Speranza avrebbe già avvertito il presidente lucano Bardi che ad alcuni dei componenti del suo staff avrebbe preannunciato l’imminente futuro che ci spetterà. D’altronde la notizia era nell’area, proprio come avevamo preannunciato da queste colonne, l’assenza di dati certi ha portato il Ministero a non potersi attenere a quanto indicato dalla Regione Basilicata, anche con ritardo, sull’andamento dell’emergenza. La chiusure delle scuole di ogni ordine e grado disposta dall’ultima ordina Bardi sarebbe stato il primo campanello di allarme che ha portato anche il Ministero a valutare la totale chiusura. Perchè chiudere le scuole se si è in zona arancione?

Domanda a cui il Ministero avrebbe risposto riscontrato caos e confusione nella gestione lucana dell’emergenza. Soluzione: meglio chiudere tutto ed aspettare che il contagio rallenti. La zona rossa dovrebbe entrare in vigore per due settimane per permettere, poi, il 3 dicembre, data in cui scade il Dpcm in vigore, la valutazione finale prima delle feste di Natale. La gara del presidente Bardi sarebbe scattata proprio in vista di quell’appuntamento. Avere ora la regione rossa e permettere di essere più “liberi” a ridosso delle festività per evitare di dover affrontare nuovi problemi, tra commercianti, ristoratori e cittadini.

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