Le Cronache Lucane

OSPEDALE DA CAMPO, GARA «DESERTA»: UN’ALTRA

A rischio la promessa di Bardi: «lavori terminati per il 10 dicembre». Ancora incognita sul mega appalto dei «16» posti letto

Slogan e promesse del governatore Bardi, ospedali da campo del Qatar e gare con importi rilevanti: il Generale continua ad ignorare gli elementi conoscitivi basilari del Codice degli appalti e non è da escludere che l’operatività delle tendostrutture, a Potenza e a Matera, possa subire ulteriori rinvii rispetto all’ormai assodato inevaso impegno «entro il 20 novembre». Se quanto preannunciato sull’impossibilità del «pronto in 1 mese» è stato già confermato, a distanza di solo 2 giorni, dallo stesso Bardi, rispetto al nuovo ultimatum reso noto dal governatore, «lavori ultimati entro il 10 dicembre», seppur sia ancora presto per fare una previsione credibile sull’eventuale ulteriore proroga temporale, è comunque parimenti certo, allo stato attuale delle cose, che il Generale ancora una volta non si smentisce: azzarda giuramenti senza concrete garanzie. I fatti superano gli annunci di Bardi. Per il completamento dei lavori e della fornitura di attrezzature per rendere operativi gli ospedali da campo, erano state indette 2 gare per 3 complessivi lotti. La gara d’appalto da 1milione di euro sulla fornitura dei box di biocontenimento a pressione negativa, i letti “bolla” per separare e isolare i pazienti l’uno dall’altro, come è noto è stata dichiarata «infruttuosa». Ad oggi, però, c’è un altro aggiornamento: anche per un altro lotto, nulla di fatto. Nello specifico la gara da 56mila euro per l’acquisto del sistema di riscaldamento antineve per copertura in Pvc è stata dichiarata «deserta». Di conseguenza, nessuna aggiudicazione. Per l’unico dei 3 lotti in cui l’appalto ha avuto esito positivo, si tratta di quello da 201mila euro per il «kit di adeguamento strutturale e funzionale delle tendostrutture esistenti», quasi fortunatamente si potrebbe aggiungere, delle 7 ditte invitate alla «procedura negoziata», almeno una, l’unica, ha proposto, l’ultimo giorno utile, una offerta: la Eurotend SpA con sede a Ceresara in provincia di Mantova. Come stabilito dalla Task Force sanitaria, saranno utilizzate due tendostrutture, una a Potenza e una a Matera, per attività sanitaria, ma non di terapia intensiva, con degenze per pazienti e due tendostrutture , sempre una a Potenza e l’altra Matera, per attività sanitarie che non prevedono degenze, mentre, la quinta tendostruttura, «montata a Potenza» e «fornita usata» dal Qatar sarà, invece, «smontata». Sarà la Eurotend Spa, che non risulta ancora aver firmato il contratto con la Regione, a provvedere al rinforzo strutturale delle tendostrutture con porte doppie, teli interni per isolamento termico e via discorrendo. Altro aggiornamento è che per riparare in tempo alla «gara deserta», la Regione procederà con «affidamento diretto» della fornitura dei sistemi scioglineve. Proprio ieri, infine, dopo quindi l’annuncio di Bardi «entro il 10 dicembre», si è chiusa la finestra temporale concessa alla società invitate per i box di biocontenimento a pressione negativa. I posti letto all’interno delle tende del Qatar si confermano essere «16» per Potenza e «16» per Matera. C’è stata la richiesta di un chiarimento da parte di un’azienda, la Sua-RB non aveva perimetrato e disciplinato l’ammissibilità di prodotti equivalenti, ma non è noto se poi la stessa abbia presentato offerta. Fin che c’è chiarimento, c’è speranza: finchè da parte di Bardi non c’è chiarezza, neanche la speranza c’è.

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Ferdinando Moliterni

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