AttualitàBasilicataBlog

INFRASTRUTTURE: LA STRADA MAESTRA PER UNA VERA RINASCITA LUCANA

Confindustria e Ance Basilicata indicano in un dossier i collegamenti prioritari

L’annosa questione infrastrutturale lucana non può perdere il treno del Piano di risanamento e del rilancio post Covid. «La nostra principale emergenza si chiama isolamento, e alla sua soluzion ebisogna assicurare massima priorità». Ne è convinto il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, che evidenzia come, a discapito della sua posizione geografica centrale e strategica per il Sud del Paese, la Basilicata resti maglia nera in termini di dotazione di reti di collegamento. La questione, si sa, affonda le radici in anni di storia e incide fortemente su capacità competitiva del sistema produttivo, qualità dei servizi, fenomeni demografici e coesione interna. Ora, però, occorre un decisivo cambio di passo. «Se continueremo a non colmare questo deficit la conseguenza sarà inevitabile: quando lo tsunami Covid sarà passato impiegheremo il doppio del tempo per agganciare la ricostruzione».

Servono infrastrutture, non solo per lo sviluppo e la competitività del territorio, ma anche per un più complessivo rilancio dell’economia lucana. «Dati alla mano, gli investimenti in questo settore sono il più potente motore per spingere in alto il prodotto interno lordo, con importanti ricadute su tutti i comparti collegati, anche di rilevante impatto occupazionale», rilancia il Presidente di Ance Basilicata, Vincenzo Auletta. Con questa consapevolezza Confindustria Basilicata ha affidato a un articolato dossier i collegamenti viari lucani da “codice rosso”.

Entreranno a far parte del più vasto documento con cui Confindustria intende esercitare una sorta di moral suasion nei confronti del Governo sugli investimenti prioritari da portare avanti in tempi rapidi. Nella lista delle urgenze stradali lucane: la Lauria-Candela collegamento Nord-Sud Tirreno-Adriatico tra l’Autostrada A3 e l’Autostrada A16: itinerario Lauria (Pz)-Candela (Fg); il Collegamento Potenza Bari corridoio Stradale “Salerno-Potenza-Bari” con estensione della direttrice Basentana S.S. 407 e R.A. 05; la S.S.7 Matera – Ferrandina Adeguamento S.S. 7, tratto “Matera-innesto S.S. 407 Basentana”; laS.S. 407 “Basentana”; la S.S. 658 “Potenza-Melfi”. Il rafforzamento dei collegamenti inter e infra regionali della Basilicata è il principale pilastro su cui fondare la ripartenza:Confindustria Basilicata lo ha ribadito anche alla Regione, in vista della definizione delle proposte progettuali per il Piano di ripresa e resilienza.

«Tutti gli asset potenzialmente strategici per lo sviluppo – spiega Somma incrociano la questione infrastrutture e trovano in essa una precondizione fondamentale per dispiegare i massimi effetti. Strettamente collegata a questo c’è poi il rilevante tema della Zona economica speciale Jonica: in virtù della sua posizione baricentrica rispetto al quadrilatero delle Zes del Sud,la Zes dovrà fungere da traino al superamento dell’isolamento della Basilicata, oltre a funzionare da leva strategica di potenziamento della base industriale» Ma affinché possa esprimere appieno tutte le sue potenzialità, la Zes ha bisogno di adeguate infrastrutture. Oltre agli interventi precedentemente citati, assume particolare rilevanza, in quest’ottica, la realizzazione del terzo megalotto della S.S. 106 Jonica. La valenza strategica e attrattiva della Zes, però, deve viaggiare anche su rotaie.

Presupposto del tutto incompatibile con i tempi eccessivamente lunghi che hanno accompagnato, fino a ora, il completamento di opere quali il tratto ferroviario“Matera-Ferrandina”, essenziale per garantirei collegamenti in primis con Taranto, attraverso la linea Battipaglia – Potenza – Metaponto – Taranto, ma anche con l’Alta velocità di Salerno e Napoli. L’auspicio è che l’attesa nomina del commissario possa finalmente sbloccare l’esecuzione del progetto. È altrettanto necessario accelerare sugli interventi di alta velocità ferroviaria “Battipaglia-Metaponto-Taranto” e “Salerno-Reggio Calabria e sistema integrato stazione ferroviaria -aerostazione di Lamezia Terme”. “«È paradossale – aggiunge Somma constatare come si tratti di interventi di cui si parla ormai da tempo. Non si tratta, infatti, solo di progettualità mai partite, ma anche di investimenti avviati e non ancora ultimati. In alcuni casi, a causa di mancanza di copertura finanziaria adeguata, ma, molto spesso, anche per effetto di lungaggini burocratiche che condannano il nostro Paese a essere fanalino di coda.

Ritardi che stanno interessando anche la nomina dei commissari, oggi più che mai improcrastinabile, in attesa di un Paese in cui ciò sia un’eccezione e non la regola». «Con i tempi che abbiamo imparato a conoscere in questi anni – conclude Auletta non potremo mai candidarci alle opportunità del Recovery Fund. Bisogna cambiare qualcosa, anche nel quadro normativo e nell’adozione di procedure semplificate, e farlo in fretta. È necessario farci trovare pronti a questo irripetibile appuntamento. Serve la giusta consapevolezza rispetto alla strategicità degli investimenti che hanno un potente effetto moltiplicatore rispetto al valore iniziale e che possono assicurare un importante impulso al rilancio di un comparto importantissimo per la nostra economia qual è quello edile». La direzione c’è e va imboccata senza ulteriori esitazioni.

 

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
error: Contentuti protetti