Le Cronache Lucane

LA SVOLTA, MORTE DI MARIA UNGUREANU: PER LA PROCURA DI BENEVENTO È STATO UN INCIDENTE, COSÌ COME SOSTENUTO DA SEMPRE DALLA CRIMINOLOGA URSULA FRANCO, CONSULENTE DELLA DIFESA DEI FRATELLI CIOCAN

In poche parole, la procura di Benevento ritiene che Maria Ungureanu sia morta in seguito ad un incidente, così come sostenuto da subito dalla criminologa Ursula Franco, consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore dei fratelli Ciocan

UN CASO ALLA VOLTA FINO ALLA FINE

LA SVOLTA, MORTE DI MARIA UNGUREANU: PER LA PROCURA DI BENEVENTO È STATO UN INCIDENTE, COSÌ COME SOSTENUTO DA SEMPRE DALLA CRIMINOLOGA URSULA FRANCO, CONSULENTE DELLA DIFESA DEI FRATELLI CIOCAN

URSULA FRANCO

Il 19 giugno 2016, la piccola Maria Ungureanu, 9 anni, è stata ritrovata senza vita in una piscina di San Salvatore Telesino.


La procura ha inizialmente iscritto nel registro degli indagati per omicidio e omicidio e violenza sessuale Cristina e Daniel Ciocan che sono difesi dall’avvocato Salvatore Verrillo.

Daniel Ciocan

Un riepilogo di ciò che è successo in questi 4 anni e mezzo:

Il 25 giugno 2016, il Procuratore della Repubblica Giovanni Conzo ha dichiarato “L’unica ipotesi che si può scartare con una certa sicurezza è quella della morte accidentale”

Il 18 luglio 2016, il GIP Flavio Cusani, ha rigettato la richiesta di arresto emessa dalla Procura nei confronti di Cristina e Daniel Ciocan.

Il 28 luglio 2016, dopo essere stata nominata consulente della difesa dei fratelli Ciocan, la criminologa Ursula Franco, che a tutt’oggi assiste l’avvocato Verrillo, aveva dichiarato a Fanpage:

“Maria Ungureanu non è stata uccisa, si è trattato di un incidente”

– Nel luglio 2016, a un mese dalla morte di Maria Ungureanu, i RIS di Roma hanno isolato lo sperma del padre della bambina, Marius Ungureanu, su una maglietta in uso esclusivo a Maria e sulla coperta del suo lettino.

Il 23 settembre 2016, la psicologa Roberta Bruzzone, che assiste la famiglia della bambina, ha dichiarato:

“Maria è stata violentata e uccisa”

Il 14 dicembre 2016 il GIP Flavio Cusani, ha rigettato la seconda richiesta di arresto emessa dalla Procura nei confronti di Cristina e Daniel Ciocan.

Nel gennaio 2017, l’avvocato Fabrizio Gallo ha dichiarato al settimanale Giallo:

“Siamo convinti che ad uccidere la bambina sia stato Ciocan. Finora non ha fatto altro che mentire. L’assassino non può essere che lui”

Il 5 giugno 2017 i giudici del Tribunale del Riesame di Napoli hanno detto no all’arresto dei fratelli Ciocan e si sono così espressi:

“Sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per ciò che concerne gli abusi sessuali”

Nel dicembre 2017, i giudici della Corte Suprema di Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso della procura di Benevento e hanno così concluso:

(…) omissione da parte del PM della valutazione probatoria in relazione all’accertata presenza di liquido seminale del padre della vittima sulla maglietta/reperto 27 (…) il pregiudizio aveva ispirato l’indagine e che un “colpevole” era stato suggerito fin dall’inizio dalla madre della bambina che aveva espresso labili sospetti sul Ciocan; che anzi sospetti molto inquietanti gravano proprio sui genitori della bambina, almeno per quanto concerne gli abusi sessuali (…) come fossero state trascurate importanti ipotesi investigative e come ci si fosse fidati senza alcun controllo delle dichiarazioni rese da Marius Ungureanu, pur a fronte di elementi preoccupanti quali le tracce di sperma appartenenti al predetto rinvenute su una maglietta e su una copertina sequestrate e il tenore di alcune conversazioni registrate (…)”

Genitori di Maria Ungureanu

Nel giugno 2018, il medico legale professor Francesco Introna ha escluso l’omicidio e, proprio in seguito alla sua consulenza, la Procura di Benevento ha chiesto l’archiviazione per Cristina e Daniel Ciocan.

Nel gennaio 2019 il GIP Flavio Cusani ha archiviato la posizione di Cristina Ciocan e ha imposto alla procura di Benevento l’iscrizione nel registro degli indagati dei genitori della piccola Maria, Marius e Andrea Elena Ungureanu, in merito agli abusi e il prosieguo dell’attività investigativa per altri sei mesi.
Marius e Andrea Elena sono difesi da Fabrizio Gallo, del team difensivo fanno parte la psicologa Roberta Bruzzone e la biologa Marina Baldi.

Padre e Madre di Maria Ungureanu

Nel gennaio 2019, l’ex giudice del Tribunale del Riesame di Napoli, Nicola Quatrano, che si è occupato del caso, in merito alla causa di morte di Maria, ha dichiarato:

“Non è successo quello che la Procura di Benevento riteneva fosse successo”

e riguardo alle violenze sessuali che la bambina subiva:

“Era un aspetto della questione che non è stato approfondito in quest’ansia di trovare degli elementi di prova contro le persone che si era deciso fossero colpevoli”

Ieri ai Ciocan è arrivata la notifica di chiusura delle indagini. Le ipotesi di reato ora contestate a Daniel e Cristina Ciocan sono quelle di ABBANDONO DI MINORE 

La piscina dove è annegata Maria Ungureanu

Antonio Romano (74), proprietario del complesso ricettivo dove è affogata Maria Ungureanu, e Daniela Romano (40), rappresentante legale e responsabile del servizio di prevenzione della struttura, sono invece accusati di OMICIDIO COLPOSO per non aver adottato le misure di sicurezza idonee ad evitare l’accesso alla piscina.

La piscina dove è annegata Maria Ungureanu

In poche parole, la procura di Benevento ritiene che Maria Ungureanu sia morta in seguito ad un incidente, così come sostenuto da subito dalla criminologa Ursula Franco, consulente dell’avvocato Salvatore Verrillo, difensore dei fratelli Ciocan.

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Avvocato Salvatore Verrillo 

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