Le Cronache Lucane

TEMPA ROSSA SI “ACCENDE” ANCORA, NUOVA FIAMMATA DALLA TORCIA CON PERDITA DI GAS

Dalla Total silenzio, ma il sindaco di Corleto Montano rassicura: «Problema da parte dell’Enel». Intanto, l’assessore Rosa sollecita Arpab sul monitoraggio dell’aria

Ancora problemi al centro olio della Total a Tempa Rossa: nella serata tra il 4 e il 5 novembre, si è verificata una fiammata piuttosto alta dalla torcia di sicurezza, immortalata da foto e video dei cittadini preoccupati, i quali hanno altresì segnalato fumo bianco intenso, cattivi odori, e per pochi minuti è scattato anche l’allarme interno all’impianto. In sostanza l’ennesimo “fuoco” che si va ad aggiungere ai tanti altri occorsi durante l’estate, segnalati a raffica dalla cittadinanza ma bollati, nel corso del tempo, come faccenda ordinaria o, alle volte, prove tecniche della torcia di sicurezza. Sulla faccenda, al momento di redazione dell’articolo e a quasi 24 ore dalla questione, il colosso francese non si era ancora pronunciato.

Gli unici commenti ufficiali sulla faccenda, sono provenuti da cittadini e istituzioni. Il primo, in termini cronologici, è stato l’intervento del primo cittadino di Corleto Mario Montano che, attraverso i canali social, ha cercato di rassicurare la cittadinanza: «A causa di un problema da parte di Enel ha dichiarato il primo cittadino si è verificato un blocco parziale dell’impianto della sezione di trattamento del gas. L’evento è stato causato da un cavo della fibra ottica esterno all’impianto che è stato tranciato per errore durante alcuni lavori. Questo evento ha provocato un aumento della visibilità della fiamma in torcia. Per questo motivo ed ovviamente per ragioni di sicurezza, la produzione è stata ridotta al fine di limitare il fenomeno. Questa situazione ha provocato una limitata perdita di gas propano da un compressore su cui era in corso un intervento di manutenzione ed ha fatto scattare le sirene dell’allarme. La situazione non desta alcun pericolo ed è in via di risoluzione». «Voglio rassicuravi: dalle centraline di monitoraggio della qualità dell’aria non emergono anomalie in termini di emissioni.

Vorrei invitarvi a mantenere la calma perché l’effetto attuale della fiamma in torcia non è legato a questa perdita ma al suddetto blackout di stamane e la normalizzazione delle condizioni operative dell’impianto subirà un normale ritardo. Io e l’amministrazione comunale tutta stiamo monitorando la situazione e seguiranno aggiornamenti» ha dichiarato il primo cittadino.

ROSA : «UN PIANO DI MONITORAGGIO DELLA QUALITÀ DELL’ARIA» Facendo seguito alle segnalazioni dei Comuni di Stigliano, Accettura e Oliveto Lucano che hanno evidenziato odori sulfurei nella zona, probabilmente legati alle estrazioni petrolifere, l’assessore regionale ed Energia, Gianni Rosa, ha sollecitato l’Arpab a predisporre al più presto un piano di monitoraggio della qualità dell’aria. «Ho già disposto verifiche – ha affermato l’assessore Rosa – da effettuare con un mezzo mobile. Allo stesso modo con l’Arpab monitoreremo tutti i Comuni della concessione Tempa Rossa, dando priorità ai Comuni che hanno segnalato specifiche problematiche. Non è la prima volta che i sindaci lamentano la sussistenza di cattivi odori nell’aria. Pur non essendoci limiti legislativi nazionali a questo tipo di emissioni, stiamo lavorando d’intesa con la giunta Bardi per intervenire sui limiti soglia con norme regionali e modificando il regime delle autorizzazioni, al fine di tutelare la salute delle comunità interessate ed evitare il più possibile ogni forma di disagio».

«RASSICURAZIONI DELLE COMPAGNIE PETROLIFERE NON PIU’ SUFFICIENTI» L’associazione Codici (Centro per i diritti del cittadino), nella veste del suo commissario lucano Ambrosio, ha commentato l’ennesima fiammata dell’impianto di Corleto Perticara. «Nei mesi scorsi si legge nell’intervento dell’associaizione nello stesso impianto era stato avvertito un intenso cattivo odore con fiamma alta dalla torcia di sicurezza. All’epoca l’azienda parlò di prove tecniche. Sabato scorso, invece, si è verificata una perdita di acque di processo, ma già sottoposte a trattamento, presso il Centro Trattamento Olio Eni, il Cova di Viggiano. Tanti, troppi episodi che destano forte preoccupazione. Ormai è chiaro che le rassicurazioni delle compagnie petrolifere non sono più sufficienti, servono fatti concreti. Lo sviluppo industriale non può prescindere dalla tutela dell’ambiente e della salute del territorio. Comprendiamo e condividiamo le paure della popolazione, per questo rivolgiamo un appello alle istituzioni, alle autorità ed alle aziende affinché si apra un confronto serio e fattivo per affrontare la situazione, adottando tutte le misure necessarie per garantire la tutela dell’ambiente e della salute».

 

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