Le Cronache Lucane

VIETRI, BOTTA E RISPOSTA TRA OPPOSIZIONE E MAGGIORANZA

Nella piazza virtuale si accende il dibattito: pomo della discordia ancora il caso “collaboratori del Sindaco”

In seguito al “non luogo a procedere” disposto dal Giudice per l’Udienza Preliminare per il reato di abuso di ufficio relativamente alla questione “collaboratori del Sindaco” del Comune di Vietri di Potenza, la querelle invece di placarsi, si riaccende sulla piazza virtuale dei social: in un post il gruppo di opposizione “Leali per Vietri” scrive in merito alla questione: «Vogliamo precisare che nella denuncia presentata non è stato mai chiesto di accertare la responsabilità del Sindaco in ordine al reato di abuso di ufficio, proprio perché ritenevamo, e riteniamo, che per tale reato mancava un elemento essenziale ovvero il danno o il vantaggio patrimoniale, tenuto conto che i Collaboratori svolgevano funzioni a titolo gratuito. Il Sindaco, quindi, è stato coinvolto nella vicenda (inspiegabilmente) da chi ha condotto le indagini e non perché denunciato da noi. Questo il Sindaco lo sa, ma fa finta di non saperlo -prosegue il gruppo politico- contrariamente non avrebbe potuto vantarsi di essere stato prosciolto da un reato per cui non è mai stato denunciato (da noi)».

Altro punto sul quale i consiglieri fanno chiarezza concerne «l’utilizzo delle indagini penali per colpire gli Amministratori. Ci viene voglia di affermare: “Da che pulpito viene la predica!” È vero o non è vero Sindaco, per tuo stesso dire, che poco tempo dopo le elezioni amministrative, invece di amministrare, passavi il tempo, senza averne alcuna giustificazione, ad inviare quintali di documenti alla Procura della Repubblica per far accertare eventuali responsabilità penali sull’agire dei tuoi predecessori? Un Sindaco, una volta eletto, dovrebbe amministrare e non fare l’investigatore- incalzano i consiglieri -La cosa poi è continuata, e continua ancora, a sentire lo stesso Sindaco in uno degli ultimi Consigli Comunali, affermare che: “…lo abbiamo fatto e continueremo a farlo…” (Se così è continueremo a farlo anche noi, solo per difesa)».

Ultima precisazione «che ci teniamo a fare è che mai la Minoranza ha utilizzato indagini penali per colpire i familiari del Sindaco per le loro attività o per qualsiasi altra cosa di carattere personale e mai lo faremo. A noi, ed è l’ultima volta che lo ripetiamo, interessa l’azione del Sindaco strettamente per le sue funzioni e non quelle sue personali o quelle personali dei suoi familiari che nulla hanno in comune con la politica o con l’azione dell’Amministrazione Comunale. Se ciò è accaduto, o dovesse accadere, guardate altrove e non a noi, è soltanto un consiglio, anzi, un buon consiglio. Questo perché potrebbero esserci persone che tentano di colpirvi su fatti personali con la sicurezza che tanto la colpa l’addebitate sempre agli stessi. Anche se, a questo, siamo abituati e non ci meraviglia più di tanto» conclude il gruppo.

Non passa tempo che giunge la risposta dal gruppo di maggioranza, “Vietri Nova”: «Ormai la smemorata oltre che sprovveduta minoranza non ricorda nemmeno le denunce che presenta. Ha infatti appena dichiarato pubblicamente di non aver mai denunciato/querelato il Sindaco Christian Giordano in ordine alla questione “collaboratori del sindaco”. Leggete il documento e capirete una volta per tutte con chi abbiamo a che fare –scrive il gruppo politico– Il procedimento ha avuto inizio a seguito di una specifica denuncia/querela presentata proprio da Giovanni D’Andraia (gruppo di minoranza) nei confronti del Sindaco Giordano, oltre che nei confronti dei collaboratori Angelo Caputo e Antonietta Montesano. Ma sono veramente smemorati o credono di prendere in giro i cittadini? Oppure ritengono che il Consigliere D’Andraia non faccia parte del gruppo di minoranza? Forse avrebbero bisogno di un supporto giuridico, almeno per comprendere quello che denunciano – e concludono– Caro gruppo di minoranza capiamo il vostro stato d’animo ma non è con le bugie che recupererete consensi. Vi è andata male. Siete stati smascherati per l’ennesima volta».

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