Le Cronache Lucane

CIRCA 7000 NON POTRANNO SOSTENERE LE PROVE CONCORSUALI

Veltri, Uil scuola: “è un fatto che indigna; La politica ha perso di vista la realtà”

Sono almeno settemila gli insegnanti che non potranno sostenere le prove del concorso. Accade che nonostante il nuovo Dpcm, per contrastare la pandemia in atto, prevede stringenti misure in relazione all’aggravarsi della situazione, con la raccomandazione a non spostarsi con mezzi di trasporto pubblici e privati in comuni diversi da quelli di residenza o domicilio, il Ministro Azzolina non intende sospendere il concorso. E’ quanto sottolinea la Uil Scuola in una nota di Luigi Veltri segretario regionale della Basilicata

Le cifre offerte dal ministero parlano da sole: il concorso per 1.645 docenti è già partito, 187 docenti non si sono presentati (11,4 %). Sono precari pentiti o docenti impossibilitati a partecipare? Rimangono 62.300 docenti che si dovranno avventurare in un clima molto peggiorato.
Se consideriamo stabile il dato di partecipazione offerto dal ministero (80,6%) sulla platea totale degli insegnanti del concorso, ci saranno almeno 7 mila persone che non potranno partecipare. Un concorso riservato che non permette a migliaia di persone a cui è destinato di poter accedere è fatto che indigna ed è inaccettabile. Un danno che subiscono senza alcuna colpa o responsabilità.
Appare vergognoso avere nei confronti di questi lavoratori, l’insensibilità e il livore ideologico che si sta evidenziando.
Un modo di procedere, che trova dissenso anche in altri settori lavorativi, che nella scuola si amplifica. Gli insegnanti sono in prima linea e si sentono sacrificati da una politica insensibile che non offre garanzie per la propria salute con una pandemia che non lascia spazi di difesa se non il distanziamento che i docenti non possono mettere in pratica.

Sono fieri di servire il paese, ma avrebbero diritto di essere considerati. Trattati come numeri e non come persone. Noi faremo quanto è nella nostra possibilità per rappresentarli insieme a tutti i docenti, i dirigenti e il personale Ata.

C’è una differenza di visione e di cultura politica rese ancora più evidenti con il perdurare dell’emergenza che si credeva superata, ancora drammaticamente presente. Un’emergenza che – dice Veltri – qualcuno pensava di aver messo alle spalle che invece è ancora drammaticamente presente.

Tutti si assolvono: il ministro dell’Istruzione, quello della Sanità, quello dei Trasporti. E poi assistiamo al solito “scarica barile” tra Regioni Governo come sta accadendo in queste ore sui trasporti scolastici per riorganizzare gli orari delle lezioni.

La politica – ha aggiunto Veltri – ha perso di vista la realtà.  Quella realtà dalla quale i dirigenti territoriali non possono fuggire. Allora bisogna fare, non apparire. E cruciale diventa il nodo delle risorse.

 

Ricordiamo sottolinea il segretario Uil Scuola – che la scuola è comunità educante e in questo momento cruciale regge sulla responsabilità professionale di chi ci lavora. Per rinnoviamo l’appello al Presidente Bardi: serve il coinvolgimento del personale della scuola.

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