Le Cronache Lucane

VACCINI ANTINFLUENZALI: L’ASP SMENTISCE BARDI

Il governatore ha rassicurato, ma l’Ufficio igiene non ne ha: la distribuzione è «sospesa»

A meno di 24 ore dalla conferenza stampa del governatore Bardi con schierato tutto lo stato maggiore, dall’assessore Leone col suo Dg Esposito, passando per i vertici di tutte le aziende sanitarie regionali, fino ai direttori sanitari delle stesse, i fatti già incrinano la solidità di certi annunci. È il caso dei vaccini antinfluenzali. Il giorno stesso dei proclami di Bardi, anche la comunicazione della disponibilità dei vaccini in questione. Il giorno dopo, cioè ieri, dall’Asp di Potenza l’informazione riportante l’esatto opposto: la distribuzione del vaccino antinfluenzale è già stata «sospesa». L’Ufficio igiene di Potenza non ne ha. La disponibilità delle dosi si prevede come attuabile non prima dell’«inizio di novembre». L’avviso stona sia con la «Basilicata efficiente» che con le rassicurazioni date da Bardi proprio sui vaccini antinfluenzali. L’episodio dimostra, come per gli ospedali da campo del Qatar, che la falla del centrodestra è la programmazione. I vaccini da novembre dovrebbero esserci grazie alla “toppa” cucita per coprire i calcoli sbagliati fatti lo scorso giugno al momento di preparare i documenti dell’appalto. Non poi così corrette le analisi del Tavolo Tecnico, che ha valutato «la scorta delle gare già espletate negli anni precedenti», e neanche quelle del «gruppo
di lavoro interaziendale a tale scopo designato», che sempre a giugno ha apportato le «necessarie integrazioni e modifiche alla documentazione tecnica di gara». Il “soccorso istruttorio”, quello delle Regioni Puglia e Lazio, prevede la spesa di 253mila euro per l’acquisto di ulteriori 45mila dosi complessive. Tra l’ordinativo e l’arrivo effettivo delle dosi in Basilicata, anche perché poi nel caso della Regione Lazio la “catena di montaggio” prevede che l’Asm giri l’ordinativo all’Asp di Potenza che a sua volta lo inoltra poi all’Asl di Frosinone, precipuamente individuata allo scopo, che infine lo notifica alla ditta fornitrice, la Sanofi SpA. È ancora mistero, inoltre, sulle affermazioni dell’Asp comparse nella pratica della convenzione per sottoporre a profilassi i circa 50 dipendenti della Corte dei Conti: «Vaccinarsi contro l’influenza, al fine di contribuire a rinforzare le misure preventive atte a contrastare la pandemia (Covid) in corso». L’evidenza scientifica sfugge, in quanto, tutt’al più con certezza è possibile, allo stato attuale delle cose, soltanto affermare che la vaccinazione contro i virus influenzali circolanti nella stagione autunnale-invernale, può ridurre al minimo il rischio di confondere l’influenza con l’infezione da Coronavirus che ha sintomi, soprattutto nelle fasi iniziali, molto simili se non uguali a quelli dell’influenza. E ciò potrebbe di molto limitare la corsa all’esecuzione di tamponi per Coronavirus. La correlazione paventata dall’Asp è, però, altra cosa: ma tanto al momento, neanche partita, la distribuzione dei vaccini è già «sospesa».

 

Ferdinando Moliterni

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