Le Cronache Lucane

STUPRO DI PISTICCI, ARRESTATI ALTRI 4 INDAGATI: TRA LORO, ANCHE I DUE “TRAPPER”

Decisive le dichiarazioni delle due giovanissime studentesse inglese vittime dell’abuso, avvenuto lo scorso 7 settembre

Il coraggio di due quindicenni inglesi, che hanno denunciato e poi riconosciuto i loro stupratori: una vicenda orribile e animalesca che, quantomeno, parrebbe volgere verso la sua “giusta” conclusione. Stupro di Marconia, tutto il branco è al momento in carcere. Infatti, a Pisticci ieri mattina la Polizia ha arrestato gli altri quattro ragazzi, ritenuti responsabili di violenza sessuale di gruppo e lesioni personali aggravate e continuate nei confronti di due ragazze quindicenni di nazionalità inglese, avvenute nel corso della notte del 7 settembre in Marconia di Pisticci. Gli arresti sono scattati all’alba di ieri, all’esito delle ulteriori indagini della Squadra Mobile di Matera e del Commissariato di Pisticci, e hanno riguardato: Michel Leone (cantante trap di 22 anni, figlio di una poliziotta), Egidio Andriulli (anche lui cantante trap, 22 anni), Rocco Lionetti (21 anni) e Michele Falotico (21).

A distanza di pochi giorni dalla violenza sessuale di gruppo, erano già stati arrestati Michele Masiello (di 23 anni), Alessandro Zuccaro (21), Giuseppe Gargano (19) e Alberto Lopatriello (22). I giovani sono tutti di Pisticci e sono accusati di concorso in violenza sessuale di gruppo, lesioni personali aggravate e continuate, con le ulteriori aggravanti di aver commesso il fatto nei confronti di due minorenni in condizioni di minorata difesa, a causa dell’assunzione di alcol e droga.

Il quadro accusatorio si è, nelle ultime settimane, rafforzato. Inoltre gli arrestati sono stati riconosciuti dalle vittime durante l’incidente probatorio al tribunale di Matera nelle scorse settimane. Nel corso delle perquisizioni domiciliari, a carico di alcuni indagati venivano sequestrati indumenti e scarpe indossati al momento della commissione dei delitti, sui quali si rilevavano tracce di una vernice di colore verde dello stesso tipo di quella rinvenuta sul cofano dell’autovettura ove si erano consumate le violenze sessuali, sulle gambe di una delle due vittime e sul terreno circostante. Inoltre sono stati attivati presidi tecnologici, che fornivano ulteriori elementi a riscontro della presenza di tutti gli indagati sul luogo ove erano avvenute le violenze: infatti dalle registrazioni emergeva che costoro proponevano di condividere una versione da fornire al Giudice; insistevano sulla necessità di evidenziare che le ragazze erano consenzienti rispetto agli atti compiuti; ammettevano tutti la loro presenza sul luogo ove si erano svolti i fatti; si interrogavano sul motivo per cui l’ottavo indagato fosse rimasto estraneo alla vicenda nonostante fosse stato presente ai fatti, convenendo di suggerire allo stesso, in quanto non ancora indagato, la versione da fornire agli investigatori.

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