Le Cronache Lucane

URSULA FRANCO, omicidio di Gianna Del Gaudio: analisi della telefonata di Antonio Tizzani al 118

Tizzani non ha mai formulato un’esplicita richiesta d’aiuto per sua moglie Gianna.
La sua priorità è stata quella di riferire che “qualcuno” era entrato in casa, lo ha fatto per tentare di allontanare i sospetti da sé. Si sappia che Tizzani non ha escluso che quel “qualcuno” potesse essere lui

UN CASO ALLA VOLTA FINO ALLA FINE 

Omicidio di Gianna Del Gaudio: analisi della telefonata di Antonio Tizzani al 118

Gianna Del Gaudio e il marito Antonio Tizzani

La signora Gianna Del Gaudio, 63 anni, è morta nella notte tra il 26 ed il 27 agosto 2016 dopo essere stata attinta da un unico fendente sferratole alla gola mentre si trovava in casa con il marito.

L’analisi delle telefonate di soccorso e delle interviste attraverso la Statement Analysis permette di stabilire una strategia d’indagine, infatti grazie alla casistica in tema di telefonate di soccorso sappiamo cosa aspettarci da chi chiama, per questo motivo il materiale d’analisi vero e proprio è ciò che risulta “inaspettato”.

Expected: ci aspettiamo che il chiamante sia alterato, insistente e che, soprattutto, chieda aiuto per la vittima. Ci aspettiamo anche che imprechi e dica parolacce, che non attenda la fine della domanda dell’operatore per esplicitare una richiesta d’aiuto.

Unexpected: non ci aspettiamo che il chiamante si perda in superflui convenevoli o che chieda aiuto per sé o che senta il bisogno di collocarsi dalla parte dei “buoni” ovvero di coloro che vogliono il bene per la vittima.

Prima che l’operatore del 118 risponda alla chiamata si sente Antonio Tizzani parlare con uno dei suoi due figli: “E che ne so, qualcuno è entrato dentro, ha ammazzato a mamma. Dio mio, Dioooo… corri, non mi far parlare, non mi far parlare”.

Si noti che la priorità di Tizzani è riferire che “qualcuno è entrato dentro”. “qualcuno” è  vago e gender neutral.

Si noti “Dio mio, Dioooo”.

Si noti “corri”.

Operatore del 118: Pronto.

Antonio Tizzani: Marioo…

Operatore del 118: Pronto.

Antonio Tizzani: Mario. Cristo, Dio (incomprensibile) Pro… pronto.

Si noti “Cristo. Dio”.

Operatore del 118: Pronto.

Antonio Tizzani: ((incomprensibile) 118. Abito (interrotto)

Operatore del 118: Signore, si calmi, non urli, perché non capisco niente.

Antonio Tizzani: Pronto! Qualcuno è entrato a casa miaa Piazza Madonna delle nevi, a Seriate, numero 4, ha fatto male a mia moglie, c’è tutto il sangue a terra. Cristo! Cristo! (incomprensibile).

Concentriamoci sull’obiettivo primario che un soggetto innocente che chiama i soccorsi dovrebbe avere: un’assistenza immediata. La richiesta di assistenza immediata sarà più intensa nel caso in cui la vittima per cui viene richiesta sia una persona con cui chi chiama ha una relazione. Generalmente tale richiesta si trova nelle fasi iniziali della telefonata.

Si noti che Tizzani non ha formulato alcuna richiesta d’aiuto.

Il desiderio di Tizzani è riferire che “Qualcuno è entrato” in casa sua, non chiedere aiuto per la moglie. 

Si noti che Tizzani, pochi secondi prima, ha detto al figlio che la madre era morta, “ha ammazzato a mamma”, mentre con l’operatore, dicendo “ha fatto male a mia moglie”, ha minimizzato.

Operatore del 118: Vuole l’ambulanza? Senza bestemmiare.

Tizzani non è stato chiaro con l’operatore tanto che è lui a suggerirgli un’ambulanza.

Antonio Tizzani: Veloce! Madonna mia!. 

Il termine “Veloce” è in contrasto con l’assenza di una richiesta d’aiuto. 

Si noti “Madonna mia!”.

Operatore del 118: Sì. Se non bestemmia magari arriva prima.

Operatore del 118: Madonna delle nevi, a che numero?

Antonio Tizzani: (incomprensibile) Non ce la faccio. Cristo!

Si noti “Cristo!”.

Operatore del 118: Madonna delle nevi, a che numero?

Antonio Tizzani: Numero 4. E’ una villetta a schiera.

Operatore del 118: Eh. A che piano è la signora?

Antonio Tizzani: E’ una villetta a schiera, a pian terreno… è in cucina. 

Operatore del 118: Cognome?

Antonio Tizzani: E’ in cucina.

Operatore del 118: Cognome?

Antonio Tizzani: Tizzani Antonio!

Operatore del 118: Resti al telefono.

Antonio Tizzani: Eh.

Operatore del 118: Mm.

Emergenza sanitaria: Emergenza sanitaria. Pronto, pronto.

Antonio Tizzani: Pronto.

Emergenza sanitaria: Mi chiama da Seriate, piazza Madonna delle nevi?

Antonio Tizzani: Sì. Piazza Madonna delle nevi, numero 4, è una villetta a schiera. E mia moglie, non lo so se è ancora vivaaa… Cristo! Correte, correte!

Si noti “non lo so se è ancora vivaaa”. Tizzani ha cambiato versione: al figlio aveva infatti detto che la madre era morta. 

Si noti “Cristo!”.

Si noti “Correte, correte!”.

Emergenza sanitaria: Allora, mi dice che cosa sta succedendo?

Antonio Tizzani: Eh cazzo! Qualcuno ha ammazz… qualcuno l’ha ammazzata (incomprensibile) cucina. Qualcuno… qualcuno ha fatto qualcosa. C’è tutto il sangue a terra. Dio mio! Dio!

Si noti che, al secondo operatore, Tizzani ha inizialmente detto di non sapere se la moglie fosse ancora viva e adesso gli riferisce che è morta. 

Quando Tizzani dice “Qualcuno… qualcuno ha fatto qualcosa”, minimizza.

Si noti “Dio mio! Dio!”.

Emergenza sanitaria: Ma mi scusi, ma lei è entrato in casa adesso? E cosa ha trovato? La moglie…

Perché l’operatore dell’emergenza sanitaria suggerisca “ma lei è entrato in casa adesso?” resterà un mistero. L’operatore avrebbe dovuto limitarsi a chiedere “Mi dice cosa è successo?” e “E poi cosa è successo?”.

Antonio Tizzani: Eh. Mia moglie a terra e un delinquente con il cappuccio in testa che stava rovistando la borsa di mia moglie e dico: “Tu chi sei? Cristo!” e guardo e vedo avanti con gli occhi e vedo il sangue.

Si noti che Tizzani non dice che un “delinquente” ha ucciso sua moglie ma semplicemente “un delinquente con il cappuccio in testa che stava rovistando la borsa” di sua moglie. Tizzani non è credibile perchè invece di parlare di un evento passato al passato ne parla al presente “dico”, “guardo” e “vedo”.

Emergenza sanitaria: Ho capito. Ma la moglie è sveglia?

Antonio Tizzani: No, è distesa a terra. Cristo (incomprensibile).

Si noti “Cristo”.

Emergenza sanitaria: Allora provi a chiamarla.

Antonio Tizzani: Gianna! Gianna! Mi rispondi. Gianna! Amoreeeee… mi rispondi (incomprensibile).

Emergenza sanitaria: Non risponde.

Antonio Tizzani: Non mi risponde, non mi risponde.

Emergenza sanitaria: Ma sta respirando?

Antonio Tizzani: Dio! Mannaggia! E perdete tempo. Mannaggia la Madonna! E’ questo! E’ questo! E’ così il soccorso!

Tizzani è rabbioso per ciò che è successo e, nonostante sia consapevole che la moglie è morta, se la prende con l’operatore. 

Emergenza sanitaria: Va bene, arrivano.

CONCLUSIONI

Criminologa URSULA FRANCO

Tizzani non ha mai formulato un’esplicita richiesta d’aiuto per sua moglie Gianna.
La sua priorità è stata quella di riferire che “qualcuno” era entrato in casa, lo ha fatto per tentare di allontanare i sospetti da sé. Si sappia che Tizzani non ha escluso che quel “qualcuno” potesse essere lui. 

Le parole “Corri”, “Veloce” e “Correte”, in assenza di una vera e propria richiesta d’aiuto, sono inaspettate e rivelano un bisogno, quello di collocarsi dalla parte dei “buoni”.

Tizzani ha spesso chiamato in causa “Cristo”, la “Madonna” e “Dio”. Ha detto “Madonna mia”, “Dio mio” per riferire all’operatore di essere un credente. Lo ha fatto per provare ad ingraziarselo e per rappresentarsi come un uomo religioso, un “good guy”, in modo da indurre il suo interlocutore a concludere che quel “qualcuno” che aveva ucciso Gianna non poteva essere lui.

Nella sua chiamata di soccorso Annamaria Franzoni non ha mai formulato una richiesta d’aiuto per il proprio figlio Samuele ma ha cercato di allontanare i sospetti da sé mettendo in pratica alcuni escamotage linguistici: ha detto “la prego”, “vi prego”, “Fate presto” e “venga subito” al fine di collocarsi dalla parte dei “buoni”; si è sperticata in inaspettati convenevoli “Grazie”“va bene, arrivederci” per ingraziarsi l’operatore.

La Franzoni, subito dopo aver concluso la telefonata con il 118, alle 8: 29: 26, ha chiamato la ditta in cui lavorava il marito, Stefano Lorenzi, comunicando ad un’impiegata, G. P., che Samuele era morto mentre all’operatore del 118, nella telefonata delle 8: 28: 17, ha detto “Ascolti, mio figlio ha vomitato sangue, sta male, non respira”

Nel caso del suicidio di David Rossi, la richiesta d’aiuto di Mingrone è stata immediata, ripetuta e caratterizzata dall’urgenza (“subito”,“al volo”), peraltro Mingrone, a differenza di Tizzani e della Franzoni, ha mostrato di avere difficoltà ad accettare la morte di David Rossi e  non si è esibito in convenevoli, al contrario, ha lasciato intendere al carabiniere di essere irritato con lui mostrando di non temere di inimicarselo.

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