Le Cronache Lucane

DOPO 76ANNI, TORNA A MURO IL SOLDATO CERONE

Tributato l’estremo saluto nella chiesa del paese, tra la commozione dei familiari e gli onori militari e istituzionali


Avvolto nel tricolore, con gli onori militari.

Così le spoglie mortali di Giovanni Cerone sono tornate, dopo 76 anni, nella sua terra natìa, Muro Lucano. Un viaggio lungo partito da Amburgo, in Germania. Ad accoglierlo a Muro, i fratelli Gerardo, Vito, Giuseppe, Rosa, Angela e Nunzio, i cognati, i nipoti ed i parenti tutti che gli hanno potuto finalmente tributare l’ultimo estremo saluto nella chiesa di Sant’Andrea Apostolo, in una commossa cerimonia officiata dal parroco Don Domenico Pitta.

Ai piedi del feretro un cuscino di rose rosse e di fianco il picchetto d’onore del Comando Militare Esercito “Basilicata”, dove il celebrante Don Domenico fu già cappellano.

I coniugi Cerone ebbero 10 figli. Giovanni Nacque il 23 giugno 1924 e come ricordano i fratelli «partì per il fronte nel mese di luglio del 1943. Soldato del 291° reggimento di fanteria, fu fatto prigioniero dai tedeschi sul fronte croato il 24 settembre 1943 ed internato in Germania nello Stalag VI J di Fichternhain e poi trasferito allo Stalag VI di Bathom. Morì infine ad Essen, nel nord Reno Vestfalia, il 17 marzo 1944, pochi mesi dopo dall’internamento. Inumato in prima sepoltura nel Cimitero a sud ovest di Essen, fu poi esumato e traslato nella Cimitero Militare Italiano d’Onore di Amburgo, in Germania».


Una veglia d’onore presso la Chiesa di Muro Lucano ed una Messa in suffragio alla vita troppo presto spezzata di Giovanni, hanno celebrato il suo ritorno a casa.

«Oggi è una giornata di grande emozione ed importanza per la famiglia Cerone – ma ha asserito il Sindaco Giovanni Setaro durante il suo discorso di commiato- ma lo è anche per tutta la comunità Murese. Finalmente rientra a casa Giovanni, nostro concittadino ed eroe della Nazione Italia. Omaggiamo i valori dell’eroismo e della dedizione di quel giovane, come di tutti coloro che si sono trovati al fronte. I conflitti mondiali ci hanno insegnato che le guerre sono esperienze da non ripetere. Nonostante ciò viviamo tempi bui che alimentano altre forme di conflitto che generano nuove crisi, in ultimo quella sanitaria. Il futuro di questa nostra Patria dipende però dai nostri comportamenti quotidiani. Questa giornata ci deve ricordare che il modo migliore per commemorare i nostri caduti, è impegnarsi ogni giorno, nel nome dei diritti e dei doveri. Un pensiero di profondo affetto e rispetto, lo rivolgo alla famiglia Cerone, che ha saputo attendere con grande fiducia e dignità il ritorno del loro caro defunto» ha concluso Setaro.

Don Domenico ha invece parlato di Giovanni, come «un orgoglio per Muro, chiamato a soli 20 anni alle armi per difendere i valori della Nazione; oggi lo immagino insieme ad un altro concittadino illustre, San Gerardo», mentre l’autorità militare più alta in grado ha recitato la Preghiera del Soldato, «Signore, guarda benigno noi, che abbiamo lasciato le nostre case per servire l’Italia».

Tornato a Muro nella sua piccola urna, Giovanni ha potuto ricevere la carezza commossa dei fratelli e dei suoi cari, che da quella drammatica partenza del luglio del ‘43 non poterono più vederlo, né donargli l’estremo saluto. I resti mortali del soldato murese sono stati tumulati nel pomeriggio di ieri nel Cimitero del paese, dove d’ora in poi riposeranno per sempre.

 

Condividi subito

Le Cronache Lucane
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com