Le Cronache Lucane

“SALGA A BORDO, CAZZO!”

Il virus dilaga, la sanità è alla deriva e la maggioranza litiga: ma il Generale dov’è mentre i lucani annaspano?

di Massimo Dellapenna


Mentre in tivù e sui social dobbiamo sorbirci lo show, a tratti d’avanspettacolo, di Conte, De Luca, Zaia, Toti e di tutti i protagonisti della politica che lotta contro il coronavirus, in Basilicata c’è un grande assente, il generale Bardi.

UN GOVERNATORE FANTASMA, DALL’INIZIO DELLA PANDEMIA È SPARITO

Da quando a febbraio scorso è esplosa la bolla del Covid-19, il governatore del cambiamento si è rinchiuso ancor di più (perché non è che prima avesse particolarmente brillato per presenza) nella sua torre d’avorio. Mentre tutti i governatori aggiornano quotidianamente i propri concittadini con messaggi e conferenze, il generale rifugge finanche la stampa. E nel pieno dell’emergenza mentre tutti i suoi colleghi si rimboccano le maniche per provare a fronteggiare la situazione, lui dov’è? Nella sua bella Napoli. È quella casa sua, non la Lucania dove sembra sia dovuto venire quasi a forza. Non lo si vede in tivù, non lo si sente sui social. Dall’inizio della pandemia non ha fatto un punto stampa per aggiornare i Lucani sul da farsi.

I SILENZI E LE ORDINANZE “COL FAVORE DELLE TENEBRE”

Ogni tanto, come direbbe il premier Conte, “col favore delle tenebre”, senza avvisare nessuno e quasi di nascosto, a tarda sera ha emana un’ordinanza. Lo ha fatto sempre senza alcun preavviso, lasciando la stampa e i Lucani a brancolare nel buio fino all’ultimo minuto.
E proprio in queste ore, in cui la preoccupazione si fa più grande, con i trasporti che rischiano di essere veicolo più del virus che di lavoratori e studenti, del virus, con l’ospedale più importante della regione, il San Carlo, che da struttura di prevenzione diventa focolaio del virus, lui tace. Non c’è! Oggi a Napoli, domani, forse a Roma, dopodomani può darsi che venga in Regione per fare un paio di incontri e poi, dopo un salto nella sua Filiano, tornarsene nella sua “Bella Napoli”.

SE, NONOSTANTE L’EMERGENZA, NON PUÒ FARE DI PIÙ… MOLLI!

Non ci va di farne questione politica, né di sparare sulla Croce Rossa. Ma siamo in piena emergenza, un’emergenza sanitaria, economica e non solo, visto che il capo di fatto non c’è e la maggioranza e’ più impegnata a regolare conti intendi che concentrarsi sul da farsi.
Un’emergenza che mina il futuro dei Lucani che avevano votato per il cambiamento proprio per migliorare lo stato delle cose che. E allora all’esperto e attempato presidente, noi vogliamo portare il massimo rispetto e non infierire. Però i Lucani chiedono a lui il medesimo rispetto. Se non è cosa, se non se la sente, se non può, magari perché pensionato agfaticato o assorbito da altri pensieri, molli. Dia spazio a chi quel cambiamento, per non dire rivoluzione perché il termine a lui non è gradito, lo vuole e può interpretare per davvero. Non possiamo permetterci altri tre anni di puro immobilismo, di governo Napolicentrico con gente che non conosce, ed evidentemente non sa gestire, questo territorio come chi qui ci e’ nato, ci vive e crescere i propri figli. Per favore Presidente, prenda in mano il timone e… “salga a bordo, cazzo!”. Oppure lasci la guida di questa nave nel mare in tempesta a chi ha più motivazione, tempo e possibilità di far uscire quanto più presto possibile i Lucani in questo pericoloso impasse in cui lo ha cacciati.

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