Le Cronache Lucane

GIUSEPPE SPERA NELLA PANDEMIA

Tacco&Spillo

La ripresa pandemica di questi giorni difficili ha generato preoccupazioni ma anche smascherato la favoletta propagandata della nuova perfomance gestionale del San Carlo che naturalmente non è il prestigioso teatro lirico di Napoli, ma l’azienda ospedaliera guidata dal commissario Giuseppe Spera, burocrate di tutte le stagioni della politica, compresa quella in alternata comodità di potere tra centrosinistra e centrodestra oltre che affrettato beneficiario della caducazione di Barresi. La precisazione è quantomeno d’obbligo per le frequenti sviste napoletane con cui il sessantanovenne governatore, Vito Bardi ed il direttore generale della sanità, Ernesto Esposito trattano le questioni della Basilicata, avendo sempre cattiva abitudine di settimane cortissime nella regione che pure paga i loro profumati stipendi. Eppure l’annuncio salvifico della nomina di Spera aveva perfino sollevato illusioni sul cambio di passo che invece si è tramortito nella continuazione del nulla, come nulla è stato fatto per indire l’avviso per la nuova nomina di direttore del San Carlo. Così l’indolenza voluta e preordinata della Giunta regionale permetterà la proroga del ricco contratto del commissario che a questo punto proprio sul tocco del nomen omen, Spera nella pandemia. Scriveva Bukowski: “Risorge sempre la speranza, come un fungo velenoso”.

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